[GDC 2009] OnLive - Approfondimento  0

Dalla Game Developers Conference 2009 arriva il futuro dei videogame: tirate fuori i vecchi computer, andranno benissimo! Dicono...

APPROFONDIMENTO di Umberto Moioli   —   25/03/2009

Finalmente arriva la primavera, il sole splende, l'aria profuma e a San Francisco prende il via la Game Developers Conference, fiera dedicata ai videogame dal tono sofisticato, dove sentirsi un insider e ascoltare conferenze che riescono a uscire dalle dinamiche pubblicitarie-illustrative solite per questo tipo di manifestazioni a favore di un ambiente dove confrontarsi e imparare qualcosa. Il posto perfetto per mostrare una rivoluzione, insomma, quello scelto da OnLive per dire che non avevamo capito nulla, che i possessori di console sì, ci possono stare con il loro hobby esoso e poco evoluto, e quelli che giocano su PC, beh, proprio non hanno che da rammaricarsi per le loro macchine da migliaia di euro, tra schede video e processori sempre più incredibilmente veloci. A San Francisco quest'anno Crysis si gioca con un MacBook Intel di prima generazione, l'anno prossimo vedremo.

Una questione di Banda

L'idea alla base di OnLive non è nuova ed è del tipo che fa brillare gli occhi. Solitamente si accende il PC, si carica il gioco e poi si aspetta che le informazioni - immagini, suoni, input, tutto - vengano elaborate, sperando che la propria configurazione permetta di avere un'esperienza decente, senza rallentamenti e con la miglior qualità audio-video possibile. In questo caso si vuole fare in modo che l'input - premere il pulsante sinistro del mouse - venga mandato tramite la propria connessione broadband al computer di OnLive - un AMD Fusion Render Cloud, un cluster con mille GPU che lavorano in parallelo - che ospita il client di gioco, elabora l'informazione e rimanda l'output - il fucile che spara un proiettile - sul monitor dell'utente. Facile come dirlo a sentire gli sviluppatori del progetto, visto che la connessione per far funzionare tutto ciò a definizione standard, a sessanta immagini al secondo, sarebbe di 1.5Mbps mentre ne servirà il triplo per poter godere del 720p, con una latenza di un millisecondo e tanti saluti ai fenomeni di lag, a patto di trovarsi entro 1600 chilometri da uno dei calcolatori di OnLive. Insomma una rivoluzione sulla carta, compatibile con quasi ogni computer in vendita e venduto negli ultimi anni e capace di girare attraverso un plug-in installato nel proprio web browser, Windows o Mac OS X è lo stesso. Ma non finisce qui, visto che è prevista la vendita di un piccolo box contenente un processore e il necessario per montare un paio di USB e un'uscita HDMI, quanto basta per poter godere del servizio senza ulteriori ingombri per chi non disponesse di un computer, basteranno una televisione e un pad qualsiasi, magari quello ufficiale che sarà dotato anche dei pulsanti necessari a registrare le clip di massimo quindici secondi che potranno poi essere condivise con gli amici. Già così c'è da strabuzzare gli occhi e farsi qualche domanda, ma i responsabili hanno dato ulteriormente i numeri: ogni partita potrà essere vista da un milione di persone in contemporanea, ci sarà un massiccio supporto alla community e quando si contatterà un amico, si vedrà in tempo reale quello a cui sta giocando, non tramite una scritta ma proprio ciò che sta passando sul suo monitor. Le prime prove effettuate nel corso della GDC 09 hanno suggerito una buona esperienza sulle macchine di prova installate per l'occasione ma ovviamente tutto quanto promesso dovrà essere messo alla prova fuori da un complesso fieristico, nelle case, considerando ogni situazione e affrontando ciascuna delle molteplici difficoltà che si pareranno contro questa interessante ma - almeno per chi scrive - ancora poco realizzabile idea. Cosa potrebbe andare storto? Vediamo...

Tanti nemici tanto onore?

Il primo, banalissimo dubbio che viene in mente pensando all'applicabilità di questa idea è ovviamente relativo alla banda: presupponendo che nessuno nel 2009 voglia giocare in bassa definizione a videogame fatti per PC e in grado di girare a risoluzioni stratosferiche, prendiamo l'opzione a 720p - 1280x720 pixel - come standard e i suoi 5Mbps come necessari, non proprio la linea a disposizione di tutti, non solo in Italia, senza considerare che le prestazioni dovranno essere garantite per avere un'esperienza sempre perfetta. Se partire con una base di possibili utenti non pari alla totalità non è già il massimo di per sé, bisogna poi considerare l'ancora poco chiara politica dei prezzi che prevederà il plug-in per i web browser gratuito e una cifra piuttosto bassa per chi scegliesse di acquistare il box indipendente da attaccare alla tv o al monitor - difficile fare una previsione, diciamo tra i 100 e i 200 dollari - con le vere spese che coinvolgeranno un prezzo fisso per il servizio e vari costi per giocare ai titoli che verranno messi in vendita così come noleggiati. Il risparmio per l'utente sarà quindi solo in ottica hardware non acquistato, con i publisher che hanno aderito al progetto - a oggi EA, Warner Interactive, Ubisoft, THQ, Take Two-Rockstar, Codemasters, Atari, Epic e l'indie 2D Boy - che in effetti non hanno chiarito con quali termini vi entreranno e con ogni sicurezza non vorranno guadagnare meno di quanto fanno con altri sistemi di digital delivery; insomma, nel caso si fosse interessati all'acquisto le cifre saranno quelle di Steam, a loro volta poco distanti dai negozi ma con la solita questione relativa alla non rivendibilità tramite il canale dell'usato.

Si diceva dei produttori, per i quali ci saranno quindi buone possibilità con beta, demo e contenuti facilmente messi a disposizione degli utenti, mentre altre forze in campo saranno molto meno affascinate da quest'ottica e anzi avranno tutto da perdere da un suo successo: i rivenditori oramai fanno la figura dei nemici del progresso ogni qual volta si accenna a queste nuove vie per la fruizioni dei videogame ma giustamente difendono e difenderanno i loro legittimi interessi, mentre le varie Sony, Microsoft e Nintendo non abbracceranno con le loro console un simile tipo di progetto, non conviene e anzi potrebbe danneggiarle pur restandone fuori. Tutto ciò restando alle fasi produttive e per non guardare avanti chiedendosi tra tre o quattro anni come saranno i giochi per PC - Activision-Blizzard non ha aderito e quest'ultima non porterà mai i suoi giochi di ruolo online fuori dai binari che controlla così bene da sé - e a quali risoluzioni, quali possibilità di upgrade avranno queste piattaforme usate da OnLive e quante ne saranno acquistate e montate al di fuori degli Stati Uniti, e infine il tipo di riscontro che potrà avere questa iniziativa sull'utenza di non ultra appassionati, perché è chiaro quanto un progetto così complesso per funzionare bene necessiti di spese enormi e sopravviva solo diventando un successo, non una cosa di nicchia. La beta di OnLive è prevista per la prossima estate e il rilascio entro l'inverno, nonostante i molti dubbi resta l'interesse per un'idea vincente sulla carta, sperando di veder scomparire i timori sulla sua effettiva portata.