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Ghost Recon Breakpoint e il nuovo realismo di Ubisoft

Presentato ufficialmente ieri nel corso di uno speciale evento, Tom Clancy's Ghost Recon Breakpoint è il nuovo episodio della serie Ubisoft e punta a offrire un'esperienza più realistica, coinvolgente e impegnativa.

ANTEPRIMA di Tommaso Pugliese   —   10/05/2019
Tom Clancy's Ghost Recon Breakpoint
Tom Clancy's Ghost Recon Breakpoint
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Ghost Recon Breakpoint è stato anticipato dagli ormai immancabili leak, che però non hanno intaccato in alcun modo le sorprese che Ubisoft si preparava a mostrare per questo nuovo capitolo della serie. Il cambio di passo rispetto a Wildlands è infatti evidente fin dalle prime sequenze del video di gameplay pubblicato a corredo del reveal, e che va contestualizzato per comprenderne le implicazioni. Partiamo dall'ambientazione, che per la prima volta nella storia del franchise è un luogo fittizio, l'isola di Auroa: la squadra dei Ghost viene inviata sul posto per disinnescare la minaccia rappresentata dalla Skell Technology, un'azienda che si occupa della produzione di droni da guerra ad altissima tecnologia e che si è resa colpevole dell'assassinio di un politico molto in vista. Non si è trattato di un incidente: la compagnia è finita sotto il controllo del villain di turno, Cold D. Walker, un ex agente Ghost che ha deciso di passare dall'altra parte della barricata e che può dunque contare su di un addestramento di prim'ordine, nonché sulla capacità di prevedere le nostre mosse e le nostre strategie. Il personaggio, che ancora una volta svolge il ruolo di figura centrale e carismatica, è interpretato per l'occasione da Jon Bernthal, che molti di voi certamente ricorderanno per la serie televisiva The Punisher.

Realismo e fatica

Se Ghost Recon Wildlands puntava sull'accessibilità e sul divertimento in stile sandbox, consegnandoci un ampio scenario liberamente esplorabile in cui fare in pratica tutto ciò che volevamo, senza preoccuparsi di contestualizzare più di tanto le cose sul fronte narrativo, Breakpoint fa l'esatto contrario e mette al centro la storia, le atmosfere e la tensione che dovrebbero caratterizzare le missioni sotto copertura dei Ghost, stranieri in terra straniera che si ritrovano improvvisamente isolati, privi di supporto e costretti dunque a sopravvivere nel disperato tentativo di portare a termine la missione che gli è stata assegnata. Il già citato video di gameplay (lo trovate qui sotto) esemplifica tutto ciò in maniera magistrale, mostrando il personaggio che controlliamo nel gioco, nome in codice Nomad, ferito e braccato da alcuni inseguitori al soldo della Skell Technology.

Ghost Recon Breakpoint 3

L'incedere lento e problematico del protagonista rivela la nuova gestione dell'energia vitale ideata dagli sviluppatori, caratterizzata da un indicatore della resistenza che si svuota correndo e compiendo sforzi fisici, sulla falsariga della stamina presente negli action RPG di stampo hardcore. Il sistema viene fortemente influenzato anche dalle ferite permanenti, che rendono gli scontri a fuoco una questione decisamente più complessa rispetto al passato e impongono l'uso di un'attenta strategia e di una pianificazione sensata prima di qualsiasi azione, nel pieno spirito dell'originale Ghost Recon. Il nostro avatar dunque non recupera in automatico, ma deve trovare un rifugio e accamparsi per alcuni istanti al fine di utilizzare bende e medicine che possano rimetterlo in sesto, con la possibilità di accedere a una funzione di crafting che permetterà di creare questo tipo di oggetti (e chissà, forse anche nuove armi) partendo dalle risorse raccolte in giro.

Stealth e cooperativa

Nel filmato, Nomad riesce fortunatamente a distanziare i propri inseguitori e a curarsi le ferite prima di tornare in contatto con i suoi compagni. A quel punto tende una trappola ai mercenari che lo braccano, strisciando a terra e cospargendosi di fango tramite un'azione contestuale che punta a diminuire sostanzialmente la visibilità del personaggio, e che a quanto pare può essere eseguita in una varietà di situazioni differenti al medesimo scopo. L'espediente riesce: i nemici avanzano senza notare l'agente, che può dunque sincronizzarsi con gli altri Ghost per procedere all'eliminazione silenziosa degli obiettivi. Se in Wildlands il multiplayer cooperativo rappresentava una feature importante, lo sarà ancor di più in Ghost Recon Breakpoint, visto il maggiore spessore tattico dell'esperienza confezionata da Ubisoft.

Ghost Recon Breakpoint 2

Utilizzando un sistema di tipo drop-in / drop-out, altri giocatori potranno unirsi alla partita e portare avanti i propri progressi di conseguenza, senza limitazioni (ma con un evidente rischio spoiler laddove ci si unisca a una missione avanzata: vedremo come e se la cosa verrà evitata dagli sviluppatori) e anzi di concerto con le modalità competitive, che a detta della casa francese saranno disponibili fin dal lancio, sebbene al momento manchino i dettagli. La demo prosegue alternando il punto di vista dei vari partecipanti: una coppia di Ghost si allontana a bordo di una vettura, l'altra procede verso la base della corporazione. In tale frangente vediamo un personaggio ricorrere alla fiamma ossidrica per aprire un varco nella recinzione esterna della struttura, il che significa che finalmente non dovremo più fare lunghi giri per trovare punti d'ingresso delle basi ma avremo la possibilità di entrare dal lato che preferiamo, prendendo alla sprovvista i nemici.

Ghost Recon Breakpoint 4

Struttura e realizzazione tecnica

Diamo per scontato che in Ghost Recon Breakpoint la creazione del personaggio verrà nuovamente affidata a un editor: una scelta comprensibile ma che ci sentiamo di criticare in quanto rinuncia fin da subito a creare protagonisti credibili, con una personalità e un background specifici, per puntare invece sulla mera immedesimazione. Tale approccio lascia campo aperto, come detto, alla figura del villain, che in maniera del tutto simile a El Sueno di Wildlands detterà l'agenda e porterà sulle spalle il peso della narrazione. C'è tuttavia grande curiosità nei confronti della struttura delle missioni e delle classi. La prima sarà priva di indicatori, come la modalità libera di Assassin's Creed Odyssey, il che significa che dovremo interagire con l'ambiente e i PNG per decidere cosa fare e dove dirigerci, a tutto vantaggio della componente esplorativa.

Ghost Recon Breakpoint 1

Per quanto riguarda invece le classi, di concerto con la nuova interpretazione realistica del franchise sembra includeranno abilità solo marginalmente migliori in un campo o nell'altro, sfumature in grado di dimostrare la propria importanza durante specifiche situazioni ma che non limiteranno in generale la nostra libertà d'azione. Detto questo, un grossa novità di questo nuovo episodio di Ghost Recon sta anche nel comparto tecnico, che sembra migliorato sensibilmente rispetto al pluricitato Wildlands per quanto concerne le animazioni, la qualità degli ambienti e delle texture, ma soprattutto il sistema di illuminazione e l'effettistica in generale. La resa del fango e l'interazione con esso, il movimento degli alberi e delle piante, le nuvole volumetriche che sovrastano l'ambientazione e l'uso delle screen space reflection conferiscono al gioco un impatto visivo eccellente, forse persino spregiudicato in alcuni frangenti: non ci sorprenderebbe scoprire che la demo presentata alla stampa girava su di un PC di fascia alta e ritrovarci con delle semplici cubemap nelle pozzanghere e sui pavimenti lucidi quando il titolo farà effettivamente il proprio debutto nei negozi, il 4 ottobre.

Ghost Recon Breakpoint sembra aver imboccato un percorso davvero suggestivo e interessante per la serie Ubisoft, che rinuncia all'esasperata immediatezza del precedente episodio per raccontarci una storia migliore, con protagonisti credibili anche nelle loro capacità fisiche. L'enfasi sul realismo, le ferite permanenti, la stamina e il nuovo approccio tattico potrebbero rivelarsi la ricetta ideale per rilanciare il franchise, di concerto con una realizzazione tecnica che dalla demo appare eccellente e che speriamo non venga ridimensionata da qui al lancio.

CERTEZZE

  • Ottimo il nuovo approccio realistico
  • Grande impatto visivo
  • Narrazione di maggior spessore...

DUBBI

  • ...o almeno è quello che speriamo
  • Tanti aspetti ancora poco chiari
  • Assisteremo a un downgrade tecnico?