Google Stadia, il servizio che vuole cambiare il videogioco 24

Le premesse di Google Stadia non si limitano alla fruibilità, ma affondano gli artigli nel tessuto stesso del videogioco. Ora vi spieghiamo perché.

SPECIALE di Mattia Armani —   16/04/2019

Il servizio di gioco in streaming Google Stadia è fatto ancora in gran parte di promesse capaci di scuotere il mercato; promesse esaltanti di un'azienda enorme che vanta una rete di server capillare e vuole cambiare il mondo del videogioco tanto nelle modalità di fruizione quanto nella sostanza. Parliamo infatti di mondi condivisi per centinaia di giocatori, cooperativa locale in streaming senza compromessi, interazioni prima impensabili, strumenti avveniristici per il gioco in squadra e semplici link capaci di trasportarci in un attimo nello stesso istante di gioco di chi ce li ha inviati.

Tra incognite e sano entusiasmo

Google Stadia, dicevamo, promette di potenziare la tecnologia, le meccaniche e le possibilità di interazione, affondando così le unghie nel tessuto stesso dei videogiochi. Per questo siamo decisamente curiosi di scoprire quali funzioni verranno imposte o comunque chieste agli sviluppatori, nell'ottica di uno standard fatto di funzioni, intenti e possibilità che potrebbero elevare la qualità media delle esperienze. Basti immaginare un qualcosa di banale come la possibilità di rientrare in partita dopo una disconnessione, assente in un titolo pur di successo e seguito da un grosso publisher come Apex Legends, e basti pensare a questa possibilità uniformata e universale per ogni gioco, ovviamente laddove compatibile con le relative meccaniche. O al multiplayer drop-in drop-out, certo impossibile da implementare in un competitivo per questioni di bilanciamento ma che, diventando uno standard facile da implementare, potrebbe elevare, assieme ad altre funzionalità, la qualità media delle esperienze cooperative e multigiocatore. Il tutto a potenziare un'infrastruttura che promette, e questo in via ufficiale, di poter sostenere tanto nello sviluppo quanto nella gestione mondi da centinaia di giocatori, interazioni dirette nelle finestra di gioco dei compagni e svariate altre dinamiche che diventano possibili con un servizio centralizzato che può avvicinare i giocatori limitando comunque le azioni malevole, non solo in merito a possibili intrusioni ma anche in relazione ai cheat, che potrebbero subire una battuta d'arresto con la diffusione di tecnologie di questo tipo.

Google Stadia Multi Window

Da qui nasce l'idea che una tecnologia del genere, applicata universalmente a una libreria di giochi sufficientemente ampia, abbia il potenziale di cambiare il volto di un intero settore, una volta superate le inevitabili criticità di un progetto decisamente ambizioso. Parliamo infatti di un'infrastruttura massiccia che non dovrà affrontare solo problemi legati a latenza, presenza effettiva di una connessione e via dicendo. Quando le dinamiche di un servizio si propongono di influenzare la qualità e le meccaniche di gioco è necessario mettere in conto che servirà del lavoro, sia da parte dei gestori che degli sviluppatori, per gestire il bilanciamento, la privacy, possibili comportamenti tossici, costi e tutto quello che potrebbe emergere da un qualcosa che promette di darci la possibilità entrare nella partita di qualcuno da un video Youtube, di giocare da un numero incredibile di dispositivi e di arrivare in un determinato momento di un gioco seguendo un banale link. Parliamo di infrangere diverse barriere e parliamo quindi di una miriade di incognite che potrebbero comportare effetti collaterali importanti, tra i quali ma anche cambiamenti da accogliere con un po' di sano entusiasmo.

Potenza, prospettive e possibili compromessi

Google Stadia è una piattaforma centralizzata che promette di farci giocare in cross-platofm su una miriade di dispositivi economici, risultando rilevante anche solo per una questione di fruibilità e risparmio. Ma quello che ci interessa analizzare in questa sede sono i potenziali effetti sui contenuti, escludendo l'ovvio impatto sul mercato della nascita di un grosso studio destinato a creare videogiochi di spicco sotto alla vigile guida di Jade Raymond. Il primo effetto collaterale dell'eventuale successo di una piattaforma del genere sarà quello di garantire grosse community unificate per i giochi, con tutti i vantaggi del caso per quanto riguarda la velocità nel trovare partite e la possibilità di giocare sempre con i propri amici. Il tutto facilitando le cose per gli sviluppatori che, di fronte a un gioco più longevo e con meno lavoro da fare, dovrebbero avere sufficiente spinta per concentrare tutta l'attenzione sulla qualità del bilanciamento e sugli aggiornamenti. E come anticipato, sempre parlando di effetti collaterali capaci di avere un impatto sul gameplay, un'infrastruttura del genere dovrebbe ridimensionare il fenomeno dei cheat, eliminandolo del tutto nei casi in cui l'escamotage prevede l'alterazione dei file di gioco. E questo senza timore di lamentele legate alla necessità di eliminare determinati effetti per migliorare le prestazioni. Stadia promette potenza in abbondanza, con Google che ha parlato, per le singole istanze di Stadia, di poco più di 10 TFLOP che ci aspettiamo essere la potenza delle console di prossima generazione.

Con la giusta ottimizzazione, più semplice considerando l'hardware unificato, parliamo di abbastanza potenza per il 4K a 60 FPS, ma parliamo anche di un limite plasmabile da Google, un valore indicativo per un servizio che dovrebbe avere ben pochi limiti, potendo contare su un serbatoio immenso di potenza da distribuire e su vantaggi non da poco come la gestione centralizzata della fisica. Quello che serve, in sostanza, per dare vita a universi virtuali dalle dinamiche e dalla resa visiva realistica, un sogno finalmente possibile, benché non privo di qualche compromesso. Dovremo infatti misurarci con probabili limiti e vincoli per quanto riguarda la personalizzazione e il modding, ma aspettiamoci soluzioni in grado di lasciare comunque spazio alla fantasia, visto il successo mostruoso di titoli come Minecraft che non possono essere esclusi dall'equazione. E nel goloso pacchetto, lo abbiamo già detto, c'è anche un incremento delle possibilità dal punto di vista delle dinamiche di squadra grazie all'interazione con la visuale di uno o più compagni, garantendo ai coach del gaming competitivo uno strumento efficace per seguire e indirizzare le squadre. Inoltre c'è la questione dei link che, oltre a essere un collegamento significativo tra Stadia e la genesi web di Google, promette di influenzare tanto la fruibilità, garantendo salvataggi condivisibili e universali da portarsi in bagno o in viaggio con un qualsiasi dispositivo, quanto le meccaniche di gioco, diventando uno strumento per sfidare il prossimo a superare una specifica situazione di gioco in determinate condizioni. E stiamo probabilmente parlando della punta di un iceberg che, emergendo, diventerà un nuovo mondo, un territorio inesplorato destinato a essere scosso dalle guerre di conquista dei colossi, ma destinato anche a diventare una nuova frontiera per il videogioco.

#Google Stadia

Stadia è la piattaforma di streaming di videogiochi di Google, in arrivo nel 2019.