In Sound Mind, l’anteprima di un promettente horror psicologico

L'anteprima di In Sound Mind, un promettente horror psicologico che punta tutto sulla varietà, oltre che sull'atmosfera

ANTEPRIMA di Simone Tagliaferri   —   22/03/2021
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Il genere horror è ormai tra i più difficili da domare per gli sviluppatori a causa della saturazione dell'offerta e di una difficoltà oggettiva ad andare oltre i modelli più apprezzati. La gran parte del linguaggio parlato da questi titoli viene dall'esperienza di Amnesia: The Dark Descent, che oltre ad aver fatto scuola, non è stato ancora completamente superato (nemmeno dai suoi stessi autori, a dirla tutta). Alcuni riescono a parlarlo con grande fluidità e padronanza, altri balbettano un po', sbagliando spesso la sintassi, ma ottenendo risultati più che degni, e altri ancora semplicemente non hanno capito come funziona e si limitano a copiarne gli aspetti più superficiali credendoli fondamentali.

L'horror psicologico In Sound Mind sembra appartenere alla prima categoria, quantomeno nella compattezza della sua visione e nella consapevolezza dei suoi mezzi. A giugno dello scorso anno gli avevamo dedicato un provato, basato sulla prima demo pubblica, mentre ora siamo stati invitati a vedere alcuni dei contenuti avanzati, per dedicargli una nuova anteprima, in attesa di mettere le mani sulla versione finale.

Storia

In Sound Mind: uno degli ambienti di gioco
In Sound Mind: uno degli ambienti di gioco

In Sound Mind racconta la storia di uno psicologo risvegliatosi nello scantinato di un palazzo abbandonato, che svetta nel mezzo di una città completamente allagata. L'uomo non ricorda nulla, non sa cosa gli sia successo o perché si trovi lì. Soprattutto non sa perché ci sono alcuni mostri che vogliono fargli la pelle, aizzati da un personaggio misterioso che lo contatta telefonicamente, pure in assenza di linea.

Raggiunto quello che sembra essere il suo ufficio, inizia l'avventura vera e propria: infilando delle cassette con le registrazioni delle sedute di alcuni dei suoi pazienti in un mangiacassette, viene proiettato in quello che sembra il loro universo psichico, fatto di traumi irrisolti e di ricordi angoscianti, purtroppo anche pieno di creature che non vedono l'ora di ucciderlo. La demo consente (è ancora disponibile) di arrivare alla fine del primo caso (in totale ce ne saranno quattro, come ci hanno svelato gli sviluppatori) e non dà ovviamente risposte alla maggior parte delle domande aperte dall'introduzione del gioco. Il nuovo materiale che abbiamo potuto visionare non ci ha svelato molto altro sulla trama, ma ha sicuramente chiarito alcuni aspetti del gameplay.

Gameplay

Ogni oggetto può avere più utilizzi
Ogni oggetto può avere più utilizzi

Una delle caratteristiche più interessanti di In Sound Mind sembra essere la strutturazione dei puzzle e il modo con cui tutti gli elementi che compongono un determinato scenario vengono utilizzati per dare varietà al gameplay, pur mantenendo una continuità totale per temi e atmosfera.

Ad esempio uno dei puzzle del nuovo caso che abbiamo avuto modo di vedere, ha richiesto l'utilizzo di un oggetto trovato in un caso precedente per essere risolto. Non solo: l'oggetto era sì identico, ma il suo nuovo utilizzo è stato estremamente differente. Sembra come se determinati elementi abbiano una natura polisemica, tanto da poter essere ricontestualizzati a seconda della situazione.

Attenzione perché l'avventura in sé è estremamente guidata, ma proprio per questo sembra funzionare bene e si percepisce come parte di un progetto autoriale forte. Naturalmente queste sono soltanto impressioni, quindi prendetele come tali e aspettiamo il gioco finito per ridiscutere il tutto.

Il rischio in questi casi è sempre quello che alla stampa venga mostrato il meglio, lasciando i momenti più deboli fuori campo (ciò vale per tutti i giochi, sia chiaro). Parlando degli scenari, ci ha particolarmente colpito il modo con cui ne sono stati sfruttati gli elementi. Normalmente in titoli del genere i livelli si attraversano e basta. Ci sono pericoli, certo, magari bisogna risolvere qualche puzzle, ma finisce lì. In Sound Mind tenta invece di dargli più forza, non solo sfruttandoli in modo più convinto, ma anche trasformandone in elementi attivi le caratteristiche con maggiore forza simbolica. Ad esempio in uno dei casi che ci sono stati mostrati il protagonista deve raggiungere un faro per riaccenderlo: lo stesso che funziona come una specie di occhio di Sauron perseguitandolo per tutto il livello.

Scene d'azione

L'ufficio del protagonista
L'ufficio del protagonista

Molte anche le scene d'azione. Magari non sono il massimo per la tensione, ma servono sicuramente a spezzare il ritmo del gameplay (sperando che siano ben posizionate). Anche da questo punto di vista In Sound Mind sembra essere molto vario: tra sparatorie, corse a ostacoli su sentieri sconnessi, sequenze oniriche con forti elementi platform e creature d'ombra che si muovono nel sottosuolo assorbendo tutto ciò che toccano, c'è davvero da non stare mai tranquilli. Da notare che il protagonista può difendersi, cosa rara di questi tempi.

Naturalmente non ha proiettili infiniti e quindi non deve sprecarli, ma quantomeno è un riavvicinamento alla natura survival del genere, con la ricerca di munizioni e altri consumabili che rientra pesantemente nel gameplay. Comunque sia, anche per le scene d'azione c'è da verificare la loro integrazione nel tessuto di gioco. Il rischio in questi casi è sempre quello che stonino con tutto il resto. In fondo il giocatore in un horror cerca soprattutto la possibilità di sprofondare in uno stato di tensione che lo accompagni dall'inizio alla fine dell'avventura, non certo nemici da abbattere come in uno sparatutto qualsiasi.

Una nota la merita anche il lato tecnico. Lungi da noi permetterci di dare giudizi tombali partendo da materiale non definitivo, ma dato che abbiamo gli occhi, è inevitabile aver notato qualcosa. Graficamente In Sound Mind sembra avere alti e bassi, con alcuni elementi realizzati davvero bene (ad esempio le creature d'ombra che risucchiano gli oggetti) e altri che sembrano molto poveri. Se vogliamo la demo stessa racconta una storia simile, ma il nuovo materiale visionato ha ulteriormente consolidato questa impressione. C'è da dire che ci troviamo di fronte a una produzione molto piccola, quindi alcune scorciatoie sono giustificabili. Vedremo con il gioco finito in mano quanto lo siano.

In Sound Mind ci piace sempre di più a ogni nuovo incontro, nonostante qualche limite, soprattutto tecnico. Ciò non significa che siamo già pronti a esprimere un giudizio sul gioco, ma solo che gli riconosciamo delle potenzialità grazie alle presenza di elementi davvero interessanti e al modo in cui è costruito. Staremo a vedere se la versione finale manterrà fede a tutte le promesse o se si rivelerà un buco nell'acqua. Intanto non possiamo fare altro che attenderlo, quantomeno per conoscere la fine della storia.

CERTEZZE

  • I puzzle sembrano ben costruiti
  • L'uso di alcuni elementi degli scenari è interessante
  • La storia ci ha intrigati
DUBBI
  • Tecnicamente sembra avere alti e bassi
  • Troppo guidato?