Kingshunt, anteprima di un RPG online che tenta qualcosa di nuovo

Un RPG online che mischia tower defense, strategico e MMO: ecco Kingshunt, tra le novità del festival di Steam.

ANTEPRIMA di Giorgio Melani   —   11/02/2021
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Tra i tanti giochi interessanti emersi nel corso del Festival dei Giochi di Steam troviamo un po' di spazio anche per un'anteprima di Kingshunt, che nonostante un aspetto non proprio originalissimo potrebbe buttare in campo un po' di novità interessanti anche in un ambiente saturo come quello degli action RPG online, o dei MOBA. L'ibridazione è in effetti il concetto chiave qui, perché l'idea di Vaki Games è prendere alcuni elementi tipici dei generi più in voga in ambito online e fonderli insieme, cercando in questo modo di trovare soluzioni inedite di gioco. Una missione ardua quella intrapresa dal team finlandese, anche perché c'è bisogno di notevoli risorse per emergere nel genere in cui si sono impegnati, ma questo non fa che rendere la sfida ancora più interessante.

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Dobbiamo premettere che, a causa di vari problemi tecnici, ci è stato praticamente impossibile provare in maniera approfondita Kingshunt nel breve periodo di open beta messo a disposizione in occasione del festival di Steam: sia per le limitazioni di orario che per l'impossibilità di accedere e instabilità della linea, non abbiamo potuto far altro che provare brevi frammenti di partita, ma cerchiamo di mettere insieme soprattutto un po' di informazioni su questo gioco per gettarvi sopra un po' di luce, come abbiamo fatto anche con diversi altri titoli all'interno del Festival di Steam. Considerando che l'uscita è prevista per la primavera del 2021, manca veramente poco a vedere la forma definitiva di questo titolo, ma sospettiamo che la sua evoluzione proseguirà per un buon periodo anche dopo il lancio, perché un gioco strutturato in questo modo ha un gran bisogno di prove empiriche, feedback e supporto intensivo, dunque ci sarà tempo per valutarlo sulla distanza.

Tra action RPG e tower defense

L'idea alla base di Kingshunt, quella che ne caratterizza il gameplay in maniera fondamentale, è la fusione degli elementi in stile action RPG in terza persona con dinamiche hack and slash e quelli tratti dalla tradizione dei tower defense. A ben vedere, un ibrido del genere risulta molto vicino ai tipici MOBA, ma ci sono comunque alcuni elementi molto originali che emergono dal gioco, una volta che ci troviamo sul campo di battaglia. Gli scontri avvengono tra squadre composte da cinque giocatori l'una, con una che attacca e l'altra che difende la propria base, sfruttando sia dinamiche tipiche dell'action RPG che quelle del tower defense: nella fattispecie, i combattenti si dividono in varie classi che riprendono quelle tipiche del gioco di ruolo con diverse abilità e caratteristiche, a cui però va aggiunta la gestione degli elementi in stile tower defense, con gli attaccanti che possono contare su eserciti di minion da lanciare contro i nemici e i difensori che possono costruire torri in grado di colpire automaticamente gli avversari.

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L'altra particolarità maggiore di Kingshunt, dopo l'aggiunta di minions e torri, è la struttura delle battaglie: vari scontri avvengono su diverse sezioni di mappa per poi convogliare in uno scontro maggiore che coinvolge i titani, con nemici di dimensioni veramente imponenti che rendono i combattimenti particolarmente spettacolari. Questo crea un certo dinamismo, unito al fatto dell'alternanza tra fasi difensive e di attacco, dando anche maggior respiro agli scontri e incrementando la quantità di utenti online all'interno di fasi di multiplayer allargate, immettendo dunque elementi da MMO all'interno dell'insieme.

Tra azione e strategia

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Il sistema di combattimento è essenzialmente action e si basa sul differente stile previsto per le varie classi in cui si dividono i combattenti. Al momento si tratta di cinque tipologie che riprendono un po' le tradizioni classiche dell'RPG tra combattente a corto e lungo raggio, tank, healer e ranger, ognuno con proprie caratteristiche e abilità specifiche, nella fattispecie 4 abilità e una ultimate, come accade in molti MOBA, ognuna dotata di elementi di forza e debolezza e diversi tempi di cooldown da tenere in considerazione. C'è comunque la possibilità di personalizzare profondamente il proprio combattente anche attraverso l'equipaggiamento di rune che ne modificano attributi e abilità specifiche, dunque la customizzazione è un elemento importante di Kingshunt, al di là della suddivisione in classi standard, con probabili ampliamenti di questo aspetto in seguito, attraverso aggiornamenti vari (oltre alla possibilità che il tutto si trasformi in un free-to-play, cosa che potrebbe apportare modifiche importanti a questi elementi del gioco).

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Sul campo di battaglia, il flusso del gioco non si differenzia moltissimo dai MOBA, con gli attacchi che avvengono lungo diverse lane che percorrono le mappe e le variazioni rappresentate soprattutto dalla presenza delle torri e dallo stile del sistema di combattimento, piuttosto tendente all'action, cosa che potrebbe attrarre giocatori dotati di gusti alquanto differenti. Vari aspetti del gameplay denotano ancora la necessità di un bel lavoro di rifinitura: al di là di alcuni elementi che appaiono poco integrati o semplicemente ridondanti, come lo scarso controllo sui minion o la necessità di posizionare le torri di difesa solo in alcuni punti specifici, oppure lo scarso feeling legato all'assestare o subire colpi, il combattimento risulta comunque divertente. Molti lo paragonano a una sorta di Paragon ibrido, e considerando quanto è stato amato il MOBA Epic Games nella sua breve storia, potrebbe essere davvero un ottimo punto di partenza per Kingshunt, di cui aspettiamo di vedere una versione più stabile e completa.

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L'idea di mischiare elementi tratti da action RPG, tower defense, strategico e MOBA è coraggiosa e può far emergere Kingshunt dalla marea di giochi di ruolo online ad ambientazione fantasy, al di là di un look che per il momento non sembra smarcarsi troppo dagli stereotipi. Sul campo di battaglia, alcuni elementi strategici sembrano perdere un po' di spessore e l'azione assomiglia molto ai MOBA classici, ma quello che emerge è soprattutto il divertimento e la frenesia del combattimento. La speranza è che ulteriori lavori di rifinitura e bilanciamento possano arrivare a far esprimere in pieno il potenziale interessante di questo particolare ibrido, dunque continueremo a tenere Kingshunt sott'occhio.

CERTEZZE

  • Interessante l'idea della struttura ibrida
  • Nel vivo dell'azione, il combattimento diverte
  • Buon assortimento di personaggi e personalizzazione
DUBBI
  • Gli elementi strategici non sembrano implementati perfettamente
  • L'aspetto non è originalissimo
  • Varie questioni tecniche da sistemare