Playdate, tutto sulla peculiare console a manovella

Lo sviluppatore Panic ha condiviso numerosi dettagli su Playdate, la console portatile caratterizzata da una manovella perfettamente funzionale al gameplay.

SPECIALE di Alessandra Borgonovo   —   09/06/2021
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Si è tenuto l'8 giugno il breve, ma denso evento dedicato a Playdate. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, questo simpatico aggeggino è una vera e propria console portatile, sviluppata da Panic e indirizzata soprattutto a un pubblico più di nicchia, non a un mercato mainstream.

Fino alla presentazione più dettagliata si sapeva poco di questa bizzarra, ma senza dubbio intrigante console: ad attirare in particolare l'attenzione è stata fin dalla presentazione la sua manovella che, stando alle parole degli sviluppatori, sarebbe entrata a far parte dei controlli esattamente come la croce direzionale e i due pulsanti A/B. Addirittura, si è parlato di giochi che avrebbero sfruttato la sola manovella come sistema di controllo.

Il nome Playdate non è affatto casuale, poiché rappresenta l'idea dietro la distribuzione dei giochi: la presentazione più nel dettaglio ci ha permesso di scoprire questo e altri aspetti della console, tra cui il prezzo, eventuali accessori e anche la lista dei titoli che verranno distribuiti nel tempo.

Riepiloghiamo qui tutti i dettagli di Playdate, una piccola, intelligente e peculiare console con la manovella per la quale persino il creatore di Return of the Obra Din, Lucas Pope, ha sviluppato un videogioco.

Chi è Panic?

Sebbene quello di Panic sia un nome familiare a chi ha giocato Untitled Goose Game, è bene spendere due parole sulla realtà statunitense dietro al progetto Playdate. Inizialmente Panic si è fatta un nome con lo sviluppo di applicazioni macOS e iOS, per poi approcciare il mondo dei videogiochi nel 2016 con l'apprezzatissimo Firewatch; tre anni dopo siamo stati tutti oche moleste con Untitled Goose Game e ora aspettiamo di conoscere meglio Nour: Play with Your Food - il gioco perfetto per farvi venire l'acquolina in bocca.

Insomma, non si può dire che il loro percorso nel publishing di giochi indipendenti sia da snobbare. Verrebbe da chiedersi perché dopo soli tre giochi abbia deciso di pensare in grande e lavorare a una console, sebbene sia perfettamente coerente con l'animo eccentrico della compagnia. Gli stessi membri di Panic hanno affermato di voler creare "qualcosa di veramente diverso nel mondo dei videogiochi" e in effetti Playdate lo è: inaspettata, intelligente, innovativa nel suo piccolo, pensata senza alcun dubbio per un particolare tipo di pubblico ma non per questo da disprezzare.

Annunciato nel 2019, con un'uscita prevista nel 2020 che ha poi subito ritardi a causa dei problemi causati dalla pandemia, di Playdate erano state condivise abbastanza informazioni, soprattutto riguardo le dimensioni, lo schermo, l'hardware e la famosa manovella. La console si è anche guadagnata la copertina del numero 333 di Edge con ben venti pagine di approfondimento che vi consigliamo di leggere, nel caso foste interessati e non l'aveste ancora fatto. Quello che non sapevamo ancora riguardava nello specifico i giochi, sebbene si fosse già accennato alla presenza di nomi di spessore nel panorama indie, e soprattutto il metodo di distribuzione: si parlava di stagioni e titoli che sarebbero stati scaricati all'interno della console e distribuiti periodicamente, però a parte un paio di piccoli esempi non sapevamo di preciso cosa avremmo giocato sulla console gialla di Panic.

Nemmeno il prezzo era davvero un mistero, perché da un iniziale base di 149$ con dodici videogiochi e 2GB di spazio di archiviazione si è passati, più di recente, a 179$ per ben ventiquattro videogiochi e 4GB di spazio di archiviazione. La presentazione dell'8 giugno ha chiarito diversi dubbi.

Piccola, ma caratteristica

Playdate collegato allo Stereo Dock
Playdate collegato allo Stereo Dock


Riassumendo, Playdate è una nuova console portatile e tascabile, teatro di nuovi giochi anche da parte di alcuni tra i nomi noti del panorama indie, con uno schermo che sfrutta la tecnologia Memory LCD di Sharp e permette una visione nitida di quanto si sta giocando persino in condizioni di scarsa luminosità (non è infatti prevista retroilluminazione) grazie all'angolo di visualizzazione di 170°. Non solo, Panic ha annunciato anche uno stereo su misura che dà alla console un simpatico aspetto rétro, simile ai vecchi televisori a tubo catodico, e può persino fungere sia da altoparlante bluetooth sia da portapenne - giusto per non farci mancare nulla.

Esattamente come la console, anche lo Stereo Dock è stato concepito in collaborazione con Teenage Engineering, la compagnia svedese nota per i suoi caratteristici sintetizzatori e dispositivi musicali come OP-1 e la linea Pocket Operator, apprezzati tanto per le loro funzionalità quanto per il loro design unico. Se poi voleste proteggere a dovere Playdate, c'è la possibilità di comprare anche una custodia su misura: una questione più estetica che funzionale, sebbene un po' di protezione in più non si rifiuta mai.

Per quanto riguarda i giochi, come abbiamo anticipato la prima stagione ne prevede ventiquattro, distribuiti due alla settimana per dodici settimane: alcuni saranno lunghi, altri brevi, alcuni vi piaceranno, altri no, ma non si può negare che l'offerta sia in qualche modo stuzzicante. L'idea che ogni due settimane la console si aggiorni con nuovi contenuti di cui non sappiamo nulla (finora peraltro sono stati annunciati ventuno giochi, ne restano ancora tre) è sufficiente quantomeno per stuzzicare la nostra curiosità. Il resto sarà tutto da dimostrare manovella alla mano. Chiaramente, la scelta di distribuire a stagioni implica la potenziale presenza di una seconda, una terza e così via, i cui contenuti ma soprattutto i prezzi - perché dopo una prima stagione inclusa nel costo della console è facile ipotizzare le successive tornate a pagamento - ma per questo bisognerà comunque seguire l'andamento di Playdate una volta sul mercato.

Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo, non parliamo di una console mainstream ma di qualcosa che si rivolge a un pubblico specifico, di nicchia, persino collezionista, sicuramente aperto all'idea di videogiochi piccoli ma assolutamente unici: sarà curioso vederne l'impatto quando sarà il momento.

C'è anche Lucas Pope!

Playdate, Mars After Midnight è il nuovo gioco di Lucas Pope
Playdate, Mars After Midnight è il nuovo gioco di Lucas Pope


Abbiamo accennato ai giochi ma non ne abbiamo parlato nel dettaglio e considerato che fra gli sviluppatori troviamo Lucas Pope, è un delitto non farlo. Partiamo dunque da lui, l'uomo al quale dopo Return of the Obra Din comprereste tutto a scatola chiusa: come scrive lui stesso su Itch.io, il suo prossimo progetto si chiama Mars After Midnight ed è ovviamente sviluppato in ottica Playdate. Dopo aver sperimentato un po' con la console e le sue potenzialità, ha deciso di lavorare a un gioco che fosse più leggero rispetto ai precedenti - qualcosa che i suoi figli avrebbero potuto apprezzare.

Pope presenta il gioco come una sorta di Papers, Please ma senza posti di controllo al confine, senza scrivania e, be', anche senza scartoffie; però è ambientato su Marte. In realtà è difficile dargli una connotazione precisa, ammette poi, perché non ha in mente il videogioco nel complesso ma solo alcuni elementi. Data la natura del gioco, Pope ha deciso inoltre di sfruttare la famosa manovella in modo più semplice, affidandole il ruolo di leva per sollevare lo spioncino e sbirciare il bizzarro mondo creato al di là. Una soluzione che apprezza particolarmente per il fatto che la meccanica in game (spioncino sollevato o abbassato) e azione fisica del giocatore (muovere la manovella verso l'alto o il basso) coincidano perfettamente.

Del tutto diverso è invece l'uso della manovella in Whitewater Wipeout, il gioco sviluppato da Chuhai Labs che vi metterà su una tavola da surf pronti per stabilire il vostro record nel domare le onde più selvagge: in questo caso dovrete sfruttarla al meglio per eseguire le manovre più complesse e/o spettacolari in modo da ottenere il maggior numero di punti. Potrebbe essere un flip oppure un flop, dipende da voi. Ancora, per il genere visual novel troviamo Lost your Marbles che ci mette nei panni di una ragazza alla ricerca del suo cane ma, quando si tratta del gameplay, ci trasforma in una biglia grazie alla quale possiamo muoverci nel mondo di gioco. Saturday Edition sembra invece essere un'avventura investigativa punta e clicca: il protagonista è coinvolto in una serie di sparizioni che pare siano avvenute in concomitanza con l'avvistamento di alcune strane luci nel cielo. Saranno i tanto chiacchierati alieni?

Una prima stagione ricca, insomma, composta da ventiquattro giochi di cui solo ventuno annunciato e che spaziano il più possibile tra i generi. Molti di questi sono ancora avvolti dal mistero, al di là del titolo non ne sappiamo granché pur potendo ipotizzare qualcosa per alcuni di loro, ma senza dubbio la varietà non manca: siamo particolarmente curiosi di capire le funzionalità della manovella in base a ciascuno e quanto sarà predominante rispetto ai controlli standard.

Spazio agli sviluppatori

Playdate, ventuno dei ventiquattro giochi totali annunciati
Playdate, ventuno dei ventiquattro giochi totali annunciati

Tutto qui? Non esattamente, resta ancora una caratteristica importante di Playdate: la sua assoluta accessibilità in termini di sviluppo di nuovi videogiochi. Panic ha lavorato e lavora tuttora fianco a fianco con numerosi sviluppatori indipendenti, motivo per cui durante la presentazione è stato dato spazio a Pulp: si tratta di un nuovissimo strumento per realizzare videogiochi Playdate, utilizzando soltanto un browser web. Questo strumento all-in-one per la creazione di giochi permetterà a chiunque si senta ispirato di dare vita alle proprie idee e portarle su Playdate. Si tratta di uno strumento per novizi ed è, come Panic ha specificato, distinto dal software development kit (SDK), i cui dettagli sono ancora da chiarire ma sappiamo essere gratuito e non richiedere alcun hardware specifico. Per tenervi aggiornati, o per trovare risposta ad alcune domande, vi rimandiamo al Playdate Developer Site.

Tirando le somme, Playdate è una console che presenta quattro punti caratteristici: su tutti i controlli, che non si limitano al solito d-pad, ai pulsanti A + B e il pulsante di pausa, ma si arricchiscono con una manovella da sfruttare come una sorta di controller analogico capace di dare una svolta inaspettata ad alcuni giochi; lo schermo in bianco e nero, che pur non essendo retroilluminato si presenta molto definito, e quindi adatto a essere giocato anche in condizioni di luce non ottimali; le stagioni per quanto riguarda la distribuzione, che fanno di Playdate non solo una piattaforma ma un'esperienza completa in grado di fornire giochi nuovi di zecca direttamente sulla console, invitando a tornare e ritornare nell'arco di un intero anno; infine, per chi si diverte nello sviluppo, la possibilità di realizzare e implementare su Playdate i propri giochi sfruttando Pulp o il SDK completo - entrambi disponibili gratuitamente in futuro.

Playdate, schermata dimostrativa di Pulp
Playdate, schermata dimostrativa di Pulp

Certo, il prezzo di 179$ potrebbe essere un po' sopra quanto ci si sarebbe aspettato ma, oltre a essere un progetto di nicchia mirato a un target specifico, è davvero troppo presto per sbilanciarsi a riguardo: non è una spesa da poco, tuttavia per chi si trova in risonanza con il progetto e la sua offerta potrebbe comunque essere molto valida. Non c'è ancora una data di lancio ma i preordini di Playdate apriranno a luglio, e ovviamente vi terremo aggiornati quando verrà annunciato il giorno preciso, e non appena si avranno ulteriori dettagli su questo piccolo progetto di cui sempre più appassionati si stanno innamorando.