Il PC gaming sta attraversando una fase in cui la potenza non è più l'unico parametro con cui misurare l'evoluzione dell'hardware. La diffusione delle tecnologie di ricostruzione dell'immagine e della generazione dei fotogrammi ha cambiato il modo in cui valutiamo le prestazioni, mentre l'intelligenza artificiale sta diventando una componente sempre più importante dell'intera piattaforma.
Con RTX Spark NVIDIA prova a spingersi oltre, grazie a una soluzione progettata per concentrare CPU, GPU e memoria all'interno di un unico sistema e portare queste capacità anche su computer estremamente sottili. Nel corso della passata Gamescom abbiamo avuto l'opportunità di provare direttamente alcuni dei primi ultrabook equipaggiati con questa piattaforma, testando le capacità gaming con diversi giochi recenti. Non si è trattato di una sessione di benchmark, ma di un'occasione per capire quale tipo di esperienza sia possibile ottenere su macchine che, per dimensioni e impostazione, sono molto lontane dai tradizionali laptop da gioco.
RTX Spark, un superchip che cambia le regole?
Dopo anni di attesa NVIDIA ha presentato RTX Spark, una piattaforma che prova a portare gaming, creazione di contenuti e intelligenza artificiale all'interno di laptop Windows molto più compatti rispetto alle tradizionali configurazioni con CPU e GPU dedicate. Il principio è quello di concentrare le principali risorse di calcolo in un unico pezzo di silicio, sfruttando una memoria unificata e l'intero ecosistema di tecnologie RTX. NVIDIA punta in particolare su notebook ultrasottili, nei quali ridurre consumi e ingombri senza rinunciare alle funzionalità grafiche cui ci ha abituati la famiglia GeForce.
Il cuore della piattaforma è RTX Spark N1X, basato sull'architettura Grace Blackwell. NVIDIA prevede due configurazioni: quella superiore integra una GPU Blackwell con 6.144 CUDA Core, una CPU Grace a 20 core e fino a 128 GB di memoria LPDDR5X unificata, mentre la seconda (denominata N1) scende a 5.120 CUDA Core, 18 core CPU e fino a 64 GB di memoria. Entrambe operano con un TDP compreso tra 45 e 80 watt nei notebook, equipaggiano Tensor Core di quinta generazione e RT Core di quarta generazione. Nella variante più performante il chip può raggiungere 1 PFLOP di prestazioni AI in FP4.
La memoria unificata è uno degli elementi distintivi del progetto: CPU e GPU possono accedere allo stesso pool di memoria, evitando la tradizionale separazione tra RAM di sistema e VRAM. Il collegamento tra i due blocchi di calcolo avviene attraverso NVLink-C2C, mentre la CPU Grace utilizza un'architettura ARM sviluppata in collaborazione con MediaTek.
RTX Spark nasce quindi come una piattaforma Windows diversa dalle classiche soluzioni x86, con NVIDIA e Microsoft impegnate anche sul fronte della compatibilità software e dei videogiochi. Il supporto nativo a sistemi anti-cheat come EA Javelin è parte di questo lavoro.
Sei notebook, sei giochi
Nel booth NVIDIA abbiamo provato sei sistemi differenti, accomunati però da un form factor ultra sottile e molto distante dai laptop da gaming massicci e pesanti a cui siamo abituati.
Partiamo dai settaggi: tutti i giochi erano impostati sul preset Medio, DLSS in modalità Performance e Frame Generation 2X e tutti i dispositivi erano collegati all'alimentazione. Non è stato possibile cambiare i parametri, né tantomeno accedere a un contatore degli FPS. Molto difficile quindi trasformare queste prove in veri e propri benchmark numerici, ma a colpo d'occhio tutti i titoli sono sembrati arrivare, se non addirittura superare, i 60 FPS con una discreta stabilità e senza un impatto eccessivo delle tecnologie sulla qualità dell'immagine.
A MSI Prestige N16 Flip AI+ è toccato il compito più pesante con 007 First Light, titolo notoriamente vorace di risorse anche sui PC di fascia alta. Nonostante una buona fluidità, al netto di una qualità visiva comunque elevata, questo è stato l'unico caso in cui l'intervento della Frame Generation è risultato più aggressivo, con qualche piccolo artefatto in particolare sui movimenti della telecamera. Nulla che comunque possa compromettere l'esperienza finale.
Sul Lenovo Yoga Pro 9n abbiamo invece provato F1 25, con una sensazione di fluidità convincente e una buona risposta ai comandi anche negli scenari più affollati di vetture.
Mentre ASUS ProArt P14 si dedicava ad ARC Raiders, Microsoft Surface Laptop Ultra era alle prese con War Thunder, entrambi con una resa apparentemente stabile. A HP OmniBook Ultra 16, invece, il compito di far girare Borderlands 4, mantenendo una buona fluidità durante esplorazione e sparatorie, mentre su Dell XPS 16 non poteva mancare DOOM: The Dark Ages, probabilmente il titolo maggiormente in grado di spremere le capacità della piattaforma, ma che a settaggi medi non è sembrato mostrare il fianco a rallentamenti.
Si tratta comunque di impressioni maturate durante demo molto brevi e controllate: senza dati su frame rate e frame time non è possibile stabilire quanto fossero solide le prestazioni né confrontarle direttamente con quelle di una GPU dedicata.
Al di là delle prestazioni "secche", sarà comunque interessante analizzare il comportamento di questi dispositivi a batteria, senza l'ausilio dell'alimentazione. Proprio questo infatti è il punto debole degli attuali laptop da gioco, praticamente impossibili da utilizzare in mobilità con i moderni tripla A oltre l'ora di gioco e al 50% delle performance nella migliore delle ipotesi.
Una promessa ancora da verificare
La prova di Gamescom restituisce un primo risultato interessante, ma non consente ancora di esprimere un giudizio definitivo sulle capacità gaming di RTX Spark. L'utilizzo contemporaneo di DLSS Performance e Frame Generation 2X rende infatti difficile separare il contributo della potenza nativa del chip da quello delle tecnologie di ricostruzione e generazione dei fotogrammi. Il caso di 007 First Light è emblematico: la fluidità percepita era elevata, ma l'intervento della Frame Generation risultava chiaramente riconoscibile.
D'altra parte, vedere sei ultrabook non necessariamente concepiti come macchine da gioco gestire titoli come F1 25, ARC Raiders, War Thunder, Borderlands 4 e DOOM: The Dark Ages in queste condizioni è un segnale promettente. La vera prova arriverà però con i prodotti commerciali, quando sarà possibile misurare prestazioni native, consumi, temperature, frame time e compatibilità su un numero più ampio di giochi. Chiaramente dipenderà molto anche dai prezzi di questi nuovi prodotti, prezzi che passeranno soprattutto dal quantitativo di memoria equipaggiata, in un periodo piuttosto complicato per il mercato.
RTX Spark sembra avere un approccio differente dai PC ad alte prestazioni, ma sarà il confronto con le tradizionali piattaforme x86 e GPU dedicate a stabilire quanto questa soluzione sia realmente competitiva.