Star Wars: Knights of the old republic  0

Bioware torna su PC con il suo ultimo lavoro: Kotor è un porting, ma decisamente particolare. Scopriamo insieme l'universo di Star Wars

ANTEPRIMA di La Redazione  —   16/10/2003

Lato chiaro o lato oscuro?

Iniziamo con un aspetto che preme sempre molto ai giocatori su PC: quello grafico. Scordiamoci un porting a risoluzione fissa, visto che potremo aggirarci nell’universo di Star Wars ad una risoluzione massima di 1600 * 1200. Nel corso della presentazione il gioco ci è stato mostrato a 1024 * 768, e non sembrava subire cali di framerate degni di nota, anche nei momenti di stress dovuti alla presenza di molti modelli sullo schermo. I requisiti minimi di sistema dichiarati sono di un processore a 1 Gigahertz, 128 Mb di RAM e una scheda video GeForce 3 o comunque con almeno 32 mb di RAM, con i quali, ci assicurano, l’esperienza di gioco sarà in ogni caso apprezzabile, grazie anche alla possibilità di intervenire via pannello di controllo per ridurre dettagli e animazioni quali erba, ombre, effetti di luce. I personaggi risultano molto dettagliati, e anche qui la cura dei particolari la fa da padrone: il colore della pelle e degli occhi cambia a seconda della vicinanza del nostro personaggio al lato chiaro o a quello oscuro, mentre l’equipaggiamento indossato è immediatamente visibile sul modello. Sono poi presenti tutta una serie d’effetti d’ambiente implementati ex novo, ad esempio l’effetto d sollevamento della polvere quando un personaggio cammina nelle zone desertiche. Sono piccole rifiniture, ma va considerato che KOTOR è uno dei migliori giochi su Xbox, e i margini di miglioramento, se si esclude l’aumento della risoluzione e il maggiore framerate, sono davvero esigui.

Bioware e Wizards

Non è la prima volta che i ragazzi di Bioware si trovano a lavorare su licenza Wizards, e sempre con notevoli risultati. Anche Star Wars: Knigts of the old Republic è basato (anche se probabilmente sarebbe più adatto il termine “ispirato”) su di una licenza Wizards of the Coast, ovvero quella del gioco di ruolo omonimo. Ne risulta che KOTOR sarà basato sul celeberrimo D20 System, sul quale potete trovare informazioni sul sito ufficiale. Oltre a riflettersi sulla creazione del personaggio, che ovviamente ricorderà molto da vicino quella del gioco cartaceo, oltre che del più diffuso Dungeons & Dragons, gli sviluppatori hanno inserito una sezione per i veri maniaci della statistica, dove viene mantenuta traccia di ogni azione effettuata utilizzando tiri e abilità, in particolar modo i combattimenti. Per cui sarà interessante, per i fan dei giochi cartacei, leggere cose del tipo: “Round 1 – Tiro per colpire: 11 + attacco di base 3 + modificatore caratteristica 1 + attacco con due armi -2 = 12 contro CA 14: MISS!”. Una caratteristica che fa parte delle “inutili ma belle” e soprattutto ci da idea di quanto nulla in Kotor avvenga senza controllo.

Buone notizie

Per i giocatori su PC ci sono alcune buone notizie: in primis il gioco è stato implementato con audio in 5:1, che permetterà ancora più immersione nell’esperienza. Poi Bioware, che comunque un po’ di affetto per questa piattaforma sembra averlo, regala ai giocatori su PC un nuovo, inesplorato mondo non presente sulla versione Xbox. Questo nuovo pianeta, Yavin, è ininfluente ai fini della trama, ma contiene praticamente tutti i nuovi oggetti che gli utenti Xbox possono scaricare da Live. Ci è sembrato anche di intuire che ci sarà qualche altro gadget, ma purtroppo i ragazzi di Bioware non si sono scoperti su questo punto, possiamo solo sperare bene. Il risultato netto è che ci sarà un nuovo pianeta da visitare, con tutte le implicazioni del caso in termini di prolungamento del piacere del gioco. Non è ancora stato rivelato alcunché a riguardo della possibilità in questa versione di scaricare nuovi oggetti come accade su Live. Naturalmente le nostre speranze in questo senso rimangono, ma l’ultima parola deve necessariamente essere lasciata in sospeso.

Tutto sotto controllo

Dove la versione PC di Kotor sembra vincere nettamente è nel sistema di controllo: la combinazione di mouse e tastiera unita alla visuale in terza persona, nel migliore stile RPG, offrono un ampio ventaglio di possibilità, oltre al rapido accesso a praticamente tutte le opzioni. Da questo punto l’esperienza dei titoli precedenti si vede tutta: l’interfaccia di gioco è stata ridisegnata e si adatta perfettamente a classico sistema di gioco, specialmente nelle fasi più concitate. Il sistema di combattimento è definito “real time with pause and play”. Che si traduce semplicemente con la possibilità di mettere in pausa il gioco e dare una sequenza di ordini a ciascun personaggio coinvolto, effettuando poi aggiustamenti o correzioni nel corso dell’azione.

Tutto sotto controllo

Dopo le mere differenze tecniche, rimane una considerazione finale, frutto di sensazioni personali piuttosto che di un dato oggettivo. Nonostante il fatto che il gioco sia stato solo mostrato e non fosse giocabile, Kotor da una strana sensazione di familiarità con la piattaforma PC. Sarà l’interfaccia, la risoluzione o quant’altro, ma sembra un gioco pensato e realizzato direttamente su PC. Indubbiamente l’esperienza del team ha il suo peso, ma resta il fatto che un adattamento così calzante è decisamente raro di questi tempi. Attendiamo la versione completa per avere riscontro delle nostre sensazioni.

L’ultimo lavoro di Bioware è pronto ad approdare anche su PC, qualche mese e molte vicissitudini, almeno in Italia, dopo l’uscita su Xbox. Dal momento che nella nostra sezione Xbox sono già presenti molte informazioni su questo gioco e una recensione completa, ci soffermeremo solo sulle principali differenze fra le due versioni. Che, non ce ne vogliano i cugini amanti di Xbox, renderanno il gioco ancora più interessante nella sua incarnazione PC. Partiamo con una considerazione generica: Bioware, con KOTOR era alla sua prima esperienza su console, e l’implementazione della versione PC suona un po’ come un ritorno a casa, per ammissione anche degli stessi producer. E quando alle spalle si hanno lavori come Baldur’s Gate diventa moralmente difficile fare un lavoro meno che ottimo. Inoltre le “seconde versioni” godono sempre della luce riflessa del primo titolo: nei mesi che separano le due uscite è possibile effettuare rifiniture, piccole modifiche, aggiunte. Che in questo caso ci sono state.