Super Mario torna al cinema dopo 28 anni dal disastroso film con Bob Hoskins

28 anni dopo il disastroso film con Bob Hoskins, Nintendo riporta al cinema Super Mario con un cast di doppiatori stellare: ecco quello che sappiamo del progetto

SPECIALE di Christian Colli   —   30/09/2021
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Nonostante il successo di Sonic - Il film e soprattutto di Detective Pikachu non era poi così scontato che Nintendo decidesse di riprovarci col cinema e Super Mario. La casa di Kyoto, infatti, non ha un buon rapporto con le sale cinematografiche e la televisione in generale. Dopo la catastrofica pellicola del 1993 con Bob Hoskins, sembrava proprio che a Nintendo avessero chiuso definitivamente con la settima arte. Poi, un paio di anni fa, si era cominciato a parlare di un ipotetico film in computer grafica ispirato alle avventure dell'idraulico baffuto, ma le notizie si erano susseguite così a rilento che sembrava non se ne fosse fatto più niente.

Durante l'ultimo Nintendo Direct, però, è stato il sempreverde Shigeru Miyamoto a ragguagliarci sul film, che esiste, procede a gonfie vele, arriverà nelle sale a fine 2022 e ha appena trovato gli attori che presteranno le loro voci a Mario e tutti gli altri.

Prima di fare il punto su questo progetto, però, vorremmo scavare nel passato per ricordare a tutti quale terribile peccato Nintendo cerchi di farsi perdonare...

Storia di un disastro

Super Mario Bros., John Leguizamo e Bob Hoskins in una scena del film
Super Mario Bros., John Leguizamo e Bob Hoskins in una scena del film

All'inizio del 1990, poche settimane dopo che era uscito al cinema Il piccolo grande mago dei videogames, il presidente Minoru Arakawa aveva autorizzato la lavorazione di un film ispirato alla mascotte Nintendo che non fosse solo un mediocre spot pubblicitario. Per tutto l'anno successivo numerosi studi cinematografici avevano proposto sceneggiature, budget e attori. Decisa ad avere un maggior controllo nonostante i costi, Nintendo si rivolse a due registi indipendenti: Jake Eberts e Roland Joffe. Arakawa era rimasto molto colpito dalle atmosfere tetre delle loro precedenti sceneggiature ed era convinto che avrebbero potuto attirare un pubblico più ampio. Così, nell'ottobre del 1990, Arakawa e Hiroshi Yamauchi vendettero a prezzo ridotto i diritti sul marchio, e da quel momento in poi, andò storta praticamente ogni cosa.

Super Mario Bros., Dennis Hopper e Bob Hoskins in una scena del film
Super Mario Bros., Dennis Hopper e Bob Hoskins in una scena del film

Dustin Hoffman era molto interessato a interpretare il ruolo di Mario. Arakawa non condivideva il suo stesso entusiasmo e, anzi, scartò l'idea immediatamente, sostenendo che Hoffman non sarebbe stato adatto a quella parte. I produttori puntarono quindi su Danny DeVito: Arakawa approvò la nuova scelta, tuttavia DeVito rifiutò la parte per concentrarsi sulla sua carriera di regista. L'attore successivo sulla lista era un giovanotto di nome Tom Hanks che aveva accettato la parte per un compenso di appena 5 milioni di dollari, ma i produttori e la Nintendo fecero marcia indietro poco prima di concludere l'affare, poiché nutrivano seri dubbi che un attore di poca fama potesse interpretare un ruolo così importante. Hanks si riprese in fretta dalla delusione, anche perché quattro film dopo avrebbe vinto il premio Oscar come miglior attore in Philadelphia.

Mentre si cercava il cast, sul fronte della regia le cose non andavano meglio. Joffe, volendosi concentrare unicamente sul ruolo di produttore, decise di assumere Greg Beeman come regista, ma Beeman non aveva mai diretto nulla di importante e nessuno gli avrebbe affidato un film dal budget milionario. Si pensò allora a Rocky Morton e Annabel Jankel, una coppia di sposini di Londra che avevano girato solo videoclip musicali e The Max Headroom Show, un innovativo programma televisivo. Morton e Jankel decisero che il film non avrebbe dovuto soltanto attirare un pubblico più adulto, ma anche sfoggiare toni ancora più cupi e grotteschi, e per questo avevano bisogno di una sceneggiatura che riflettesse la loro eccentrica visione del film.

Super Mario Bros., Yoshi (sic!) e Samantha Mathis in una scena del film
Super Mario Bros., Yoshi (sic!) e Samantha Mathis in una scena del film

Barry Morrow, che aveva vinto da poco il premio Oscar per Rain Man, avrebbe dovuto scrivere una sceneggiatura molto articolata, ma si offese per il rifiuto a Hoffman, e così, mentre le riviste parlavano di lui, Nintendo si rivolgeva invece a Jim Jennewein e Tom S. Parker, due tizi che non avevano mai scritto una sceneggiatura in vita loro.

Il film per come lo avevano immaginato, però, non era male: doveva essere una favola moderna con elementi fantascientifici. Il problema è che l'avevano scritto per Beeman, perciò Morton e Jankel, che erano subentrati nel frattempo, scartarono tutto e assunsero Parker Bennett e Terry Runte, autori di commedie grottesche. Morton e Jankel volevano che Super Mario Bros. ricordasse Ghostbusters nelle atmosfere e nei personaggi, e dato che i due nuovi sceneggiatori lavoravano a rilento, li licenziarono per assumere Dick Clement e Ian La Frenais, che firmarono un copione votato all'azione. Questo, però, non andò bene a Nintendo, che voleva una storia meno surreale, perciò dovettero riscriverlo da capo e modificarlo pesantemente quando fu scelto l'attore che avrebbe interpretato Mario: loro avevano immaginato Tom Hanks, visto che l'assunzione era andata praticamente in porto, ma poi la produzione aveva scelto Bob Hoskins, che era completamente diverso nel carattere e nella fisionomia.

Super Mario Bros., Dennis Hopper era il Re Koopa
Super Mario Bros., Dennis Hopper era il Re Koopa

Sembrava che fosse ormai tutto deciso, finché i produttori Eberts e Joffe si resero conto che il film non rappresentava minimamente il videogioco. Nintendo voleva un prodotto più adulto, ma la sceneggiatura era forse pure troppo strampalata, rispecchiando le idee eccentriche dei registi che Nintendo non vedeva più di buon occhio. Si chiamarono così altri due scrittori, Ed Solmon e Ryan Rowe, ai quali fu proibito di interagire coi registi per non contaminare il loro lavoro: il risultato fu che il copione arrivò agli attori completamente diverso da come era stato proposto. Eberts e Joffe fecero marcia indietro anche stavolta, ma Clement e La Frenais avevano già trovato un altro incarico, perciò si tornò a Bennett e Runte, che andarono sui set in Nord Carolina dove nessuno poteva lavorare, non essendoci un copione, e il clima era praticamente di guerra fredda.

E nelle settimane successive le cose peggiorarono quando i registi presero a maltrattare lo staff, arrivando a schizzare del caffè caldo in faccia a una comparsa. A quel punto, persino agli attori non gliene fregava più niente del film: Hoskins e John Leguizamo, che interpretava Luigi, si sbronzavano regolarmente sul set, e a un certo punto rimasero persino coinvolti in un incidente d'auto che costrinse il primo a portare un gesso per gran parte del film.

Super Mario Bros., John Leguizamo era Luigi e Bob Hoskins era Mario nel film del 1993
Super Mario Bros., John Leguizamo era Luigi e Bob Hoskins era Mario nel film del 1993

La lavorazione aveva accumulato dei ritardi mostruosi che costrinsero i registi a tagliare un sacco di scene in fase di montaggio, compreso lo spettacolare finale in cui Mario affrontava un gigantesco Re Koopa sul ponte di Brooklyn e lo sconfiggeva schiaffandogli nelle fauci una Bob-omba: nella pellicola ufficiale si limita a sparargli in una scena molto più economica.

Il film, ovviamente, fu bocciato da pubblico e critica, al botteghino fece meno di quanto era costato e in generale passò alla storia come uno dei peggiori adattamenti cinematografici di un videogioco. Mentre il cast, i produttori e i registi lo ricordano come un'esperienza terribile - Dennis Hopper avrebbe dovuto restare sul set per cinque settimane, se ne andò dopo diciassette! - e nelle interviste si sono praticamente insultati a vicenda per anni, l'unico che ha continuato a valutarlo come un'esperienza positiva è stato Shigeru Miyamoto che, in un'intervista a Edge, ammise che forse il film aveva voluto essere troppo simile al videogioco. Dopo quest'affermazione, in molti si sono domandati se l'abbia mai visto...

Le origini del nuovo film

Shigeru Miyamoto, il papà di Mario
Shigeru Miyamoto, il papà di Mario

La rocambolesca lavorazione di Super Mario Bros. spiegherebbe perché Nintendo non è mai più tornata sulla questione cinema: diciamo che in poco più di un anno ne ha avute abbastanza per una vita intera. Le cose sono cominciate a cambiare qualche anno fa quando è stato messo in cantiere, e portato al cinema con un discreto successo, anche Pokémon: Detective Pikachu.

Se già Miyamoto si era addolcito nei confronti degli adattamenti cinematografici grazie al film ispirato a Pokémon, l'idea di un nuovo lungometraggio incentrato su Mario gli è venuta nel modo più improbabile possibile: grazie al servizio Virtual Console. Quest'ultimo si potrebbe considerare come il catalogo dei classici Disney, nel senso che anche a distanza di decenni c'è sempre qualcuno che torna a guardarli. Un adattamento cinematografico ben fatto potrebbe sostenere ulteriormente quel catalogo, con la differenza che non sarebbe vincolato a un'unica piattaforma, né costringerebbe Nintendo a convertirlo quando quella dovesse divenire obsoleta.

Chris Meledandri, il fondatore di Illumination
Chris Meledandri, il fondatore di Illumination

Che ci fosse un nuovo film in cantiere lo dimostrano le email tra il produttore Avi Arad, il capo della TriStar Pictures, Tom Rothman, e il presidente della Sony Pictures Animation, Michelle Raimo Kouyate, diffuse in seguito all'hackeraggio della Sony Pictures nel 2014. Si è scoperto che Sony stava puntando ai diritti per un film su Mario Bros. da anni e che Arad si era addirittura recato a Tokyo nel 2014 per stringere un accordo, pensando a Genndy Tartakovsky come regista. Alla fine, però, non se n'era fatto più niente, forse anche perché Sony fondamentalmente è uno dei diretti concorrenti di Nintendo sul mercato videoludico.

Un'occasione più concreta si è presentata quindi intorno al 2016, quando Miyamoto ha incontrato per la prima volta Chris Meledandri, fondatore di Illumination, la divisione d'animazione della Universal Pictures, mentre lavorava alle attrazioni del parco giochi ispirato a Super Mario insieme alla Universal Parks & Resorts. Sembra che i due si siano trovati subito in sintonia, perché nel giro di un paio di anni Nintendo ha prima accennato a un possibile film, e poi ha confermato il coinvolgimento della Illumination con una posizione da supervisore centrale per Miyamoto.

Cattivissimo me è uno dei franchise più importanti di Illumination
Cattivissimo me è uno dei franchise più importanti di Illumination

Fino al 2020 si era solo parlato di una lavorazione che procedeva a gonfie vele, con una finestra di lancio prevista per il 2022, ma ora arriva la data ufficiale: 21 dicembre 2022. Del film, purtroppo, non si è ancora visto assolutamente nulla. Conosciamo però i registi, perché un animatore della Illumination ha inserito il film nel suo profilo LinkedIn, rimandando a Aaron Horvath e Michael Jelenic. Entrambi vantano svariate produzioni televisive animate incentrate sugli eroi della DC Comics, e in particolare l'apprezzato ciclo di Teen Titans Go! Alla sceneggiatura, invece, abbiamo Matthew Fogel, che ha firmato, tra gli altri, i copioni di Minions 2 e The LEGO Movie 2: Una nuova avventura. L'Illumination, che si occupa della computer grafica, ha un curriculum di tutto rispetto: ha lavorato a franchise di successo come Cattivissimo me, Minions e Pets. Sul fronte tecnico, insomma, dovremmo stare tranquilli.

Cosa sappiamo sul cast

Chris Pratt in una scena di Guardiani della Galassia
Chris Pratt in una scena di Guardiani della Galassia

Il Nintendo Direct ha concesso a Shigeru Miyamoto qualche minuto non solo per annunciare la data di uscita del film, ma anche per presentare gli attori che daranno voce ai vari personaggi. Inutile dire che le scelte hanno destato più di una perplessità e scatenato una valanga di polemiche sul web.

Cominciamo da Mario: gli presterà la voce Chris Pratt, che però ha un timbro molto diverso da quello dell'idraulico che conosciamo bene per i suoi "Mamma mia!". Pratt era già noto anni fa agli amanti della televisione per i suoi ruoli in Everwood e poi Parks & Recreation, ma poi è letteralmente esploso interpretando al cinema Owen Grady nella trilogia di Jurassic World ma soprattutto Peter "Star-Lord" Quill nei Guardiani della Galassia targati Disney e Marvel Studios. Pratt comunque non è al suo primo doppiaggio: ha prestato la voce a molti personaggi animati, tra cui Emmet Brickowski in The LEGO Movie.

Anya Taylor-Joy in una scena de La regina degli scacchi
Anya Taylor-Joy in una scena de La regina degli scacchi

Nonostante il suo curriculum prestigioso, Pratt è stato visto dal fandom come una scelta di comodo, e non come una scelta opportuna, ma è curioso che Mario impugni le sue pistole nelle illustrazioni di Mario Rabbids esattamente come fa Pratt quando interpreta Star-Lord nei film Marvel.

Nei panni di Luigi troviamo invece Charlie Day, che molti ricorderanno per aver interpretato Newt Geiszler nei due Pacific Rim, ma che il fandom televisivo adorava già per il suo Charlie Kelly di It's Always Sunny in Philadelphia, che peraltro scrive e produce. Day ha anche doppiato Benny nei The LEGO Movie e altri personaggi più o meno celebri.

C'è poi Anya Taylor-Joy che presta la voce alla Principessa Peach. L'attrice non dovrebbe aver bisogno di presentazioni, più che altro perché sta facendo parlare moltissimo di sé dal 2015, quando ha esordito sul grande schermo interpretando Thomasin nel film horror The Witch. Da allora è stato un susseguirsi di successi e ultimamente l'abbiamo vista nell'ottima miniserie La regina degli scacchi per Netflix, che peraltro le ha fatto vincere un Golden Globe come Migliore attrice protagonista.

Jack Black presterà la voce a Bowser
Jack Black presterà la voce a Bowser

Anche Keegan-Michael Key ha un curriculum impressionante in termini di cinema e televisione: ha interpretato o doppiato moltissimi personaggi, ma in Italia è effettivamente meno noto rispetto agli altri attori, che sono più mainstream. E anche lui, come Pratt, non somiglia neanche lontanamente alla sua controparte videoludica.

Più sensati, in effetti, i ruoli assegnati a Jack Black e Seth Rogen. Il primo sarà Bowser, ma Black è un volto famosissimo in ambito videoludico: attore, musicista, comico e scrittore, Black è un nerd di prima categoria che ha partecipato a moltissimi film, come i recenti reboot di Jumanji. Come doppiatore, ha invece prestato la voce a Po, il protagonista nella trilogia Kung Fu Panda. Seth Rogen, invece, è famoso per aver collaborato per anni coi registi e amici Judd Apatow, James Franco e Kevin Smith in divertenti commedie: attore versatile, ha interpretato Steve Wozniak nella biopic su Steve Jobs e doppiato svariati film, tra cui il remake de Il Re Leone in cui prestava la voce a Pumbaa. Nel nuovo film di Super Mario sarà Donkey Kong perché, in qualche modo, nella sceneggiatura hanno trovato spazio anche per lui.

Seth Rogen in una scena di Steve Jobs
Seth Rogen in una scena di Steve Jobs

Il resto del cast confermato ha svelato anche altri ruoli minori: Fred Armisen sarà Cranky Kong, Kevin Michael Richardson interpreterà Kamek, mentre Sebastian Maniscalco presterà la voce al Caposquadra Spike, un personaggio comparso per la prima volta nel gioco Wrecking Crew del 1984. Al film parteciperà anche Charles Martinet, la storica voce di Mario nei videogiochi Nintendo, anche se il suo ruolo è stato definito come un semplice cammeo.

Insomma, nonostante le polemiche sul cast, il film di Super Mario che uscirà a fine 2022 sembrerebbe vantare artisti di grande talento e una solida base tecnica da cui partire. Onestamente abbiamo sempre visto fuori luogo un adattamento live action di un immaginario cartoonesco come quello di Super Mario, tant'è che stonò molto, stilisticamente parlando, l'innesto di un mondo simil realistico come quello della City in Super Mario Odyssey. Le premesse per un buon lungometraggio animato, insomma, sembrerebbero esserci tutte, e non vediamo l'ora di avere più materiale di cui raccontarvi nei prossimi mesi.