Valkyria Chronicles 4, abbiamo provato la versione Xbox One  10

Valkyria Chronicles 4, il franchise per la prima volta sui Xbox: una rapida prova.

PROVATO di Marco Perri —   13/06/2018
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Valkyria Chronicles nacque come progetto di Overworks, team delle meraviglie tutto interno a SEGA e capace di partorire un JRPG memorabile come Skies of Arcadia. Era il 2008, PlayStation 3 era uscita da meno di due anni e il franchise vide ben due sequel, seppur su PSP e non tutti localizzati in occidente. Un percorso timido, molto poco coraggioso, eppure la community aveva già deciso di abbracciare il franchise ed elevarlo a cult. SEGA ha trovato di recente la voglia di produrre uno spin-off poco riuscito, ma non tutto il male vien per nuocere: l'esperimento fallito ha portato l'azienda giapponese a raddrizzare velocemente il tiro e tornare sui propri passi, scelte di produzione che i fan del brand hanno aspettato per dieci anni. Oltre a un raffinato impianto strategico a turni Overworks aveva implementato in maniera sontuosa un nuovo motore grafico interno chiamato CANVAS Engine - tradotto "tela" - che faceva di cel-shading e tratti dolci, pastellati la propria caratteristica primaria. Da quei giorni SEGA ha ampliato le proprie ambizioni distributive e Valkyria Chronicles 4 è stato annunciato come multipiattaforma completo. Lo abbiamo provato a questo E3 presso le postazioni di Xbox One e non ci siamo lasciati sfuggire una comoda prova della Squad E.

Arte al fronte

Non è complesso posizionare Valkyria Chronicles 4 nella timeline poiché si sviluppa in parallelo al primo e al terzo episodio, seppur ambientato in una terra differente da Gallia. Le vicende del comandante Claude Wallace tornano ad appassionare tutti coloro in cerca di una bella storia ed emozioni dal fronte di guerra, conditi da una dolcezza narrativa ed estetica che solo i giapponesi sanno concretizzare con tale coerenza e maestria da rendere anche la guerra un'esperienza più piacevole da vivere. Welkin Gunther è un personaggio carismatico, vero, ma Claude Wallace non scherza: il design dei creativi SEGA non delude e regala un cast di personaggi che ci sembra decisamente convincente e stratificato nella caratterizzazione. Abbiamo trascorso una ventina di minuti in compagnia del titolo, giusto il tempo di tornare a padroneggiare il gameplay e assistere a qualche scena di intermezzo. Valkyria Chronicles 4 è un esponente della saga in tutto e per tutto, sicuramente l'episodio più assimilabile - forse per la sua natura da AAA - al capostipite. Se conoscete già l'infrastruttura strategica alla base del titolo sapete anche che SEGA ha condito il gameplay con un discreto livello di profondità crescente; torna quindi il sistema BLiTZ, ovvero un curioso e riuscito cocktail di azione, sparatutto, strategia, gestione dei turni e delle risorse umane e militari. La cosa che vogliamo subito dirvi è che il gameplay è ancora oggi dannatamente divertente e appagante: non solo non è invecchiato, ma anzi ci è sembrato leggermente più veloce, reattivo e concreto. Sarà che Valkyria Chronicles è sempre stato un prodotto curato e attento ai dettagli, sarà che SEGA è riuscita a far resuscitare una delle sue IP più importanti e amate, ciò che conta ora è la sua esistenza.

Libri di guerra

Nel caso in cui non conosciate il franchise, ve ne raccontiamo brevemente la genesi. Valkyria Chronicles utilizza un gameplay strategico di gestione delle singole truppe, le quali - divise per classi - consumano punti schieramento per essere azionate e punti movimento per muoversi nella mappa a tre dimensioni. Nel caso decidiate di passare vicino a un nemico armato, egli vi sparerà fino a che sarete nel suo cerchio di allerta. Tornano i mezzi, non a caso Claude guida un carro armato decisamente particolare; anche la gestione dei capitoli è vecchio stile, con un libro dei ricordi a farci scorrere pagina dopo pagina.

Valkyria Chronicles è sempre stato un prodotto attento ai dialoghi e allo sviluppo dei personaggi e questo capitolo non sembra affatto da meno. La demo non era lunga, giusto il tempo di riprendere mano con i comandi, distruggere un carro armato nemico e cecchinare qualche soldato, ma il feeling è sempre lo stesso e ci va benissimo così. Il CANVAS Engine torna con il suo carico di disegni a mano, estetica simil-pastello acquerellabile, effetti atmosferici in tempo reale come neve e onde di calore, il tutto con grandissima pulizia a schermo. Abbiamo giusto un micro dubbio sull'algoritmo di anti-aliasing, ma ci riserviamo di riparlarne in sede di recensione, la quale avverrà a metà Ottobre 2018. Piccolo appunto: ancora una volta l'ottimo Hitoshi Sakimoto è stato posizionato a cura della colonna sonora, segno che potete dormire tranquilli.

CERTEZZE

  • Artisticamente sublime
  • Un nuovo cast di personaggi
  • Il brand è una garanzia

DUBBI

  • Reali novità rispetto al primo capitolo