Che fine ha fatto Virtua Striker?

Nel 1994 nelle sale giochi di tutto esplodeva la Virtua Striker mania: il gioco di calcio arcade di SEGA che ha conquistato il cuore di milioni di appassionati

RUBRICA di Massimo Reina   —   02/07/2021
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Quando si parla di videogiochi a tema calcistico è impossibile non citare quello che è uno dei papà di quelli "moderni", ovvero Virtua Striker. Il gioco di SEGA, con la sua grafica tridimensionale e la classica impostazione arcade, dove i calciatori eseguivano qualsiasi tipo di colpo semplicemente attraverso l'uso di pochi pulsanti, spopolò per anni nei cabinati di tutto il mondo, prima del declino del mercato dei coin-op, dando vita a una serie divenuta ormai storica.

Una saga che, grazie a Dreamcast e GameCube che ospitarono le uniche conversioni per console di due titoli del franchise, arrivò per qualche tempo anche nelle case di tanti appassionati, ma che nonostante la fama raggiunta, non è poi riuscita a mantenersi viva fino ai giorni nostri.

Riscopriamo la serie di Virtua Striker nel nostro speciale.

Che fine hanno fatto... è una rubrica a cadenza regolare che cerca di riportare alla luce quei franchise che per un motivo o per un altro sono caduti un po' nel dimenticatoio, raccontandone la storia, con la speranza di rivederli prima o poi sui nostri schermi.

Il primo calcio 3D

Il primo calcio 3D
Il primo calcio 3D

Era il lontano 1994 quando nei cabinati con scheda SEGA Model 2, la stessa utilizzata per Virtua Cop, Virtua Fighter 2 e SEGA Rally Championship, faceva la sua sconvolgente comparsa Virtua Striker. "Sconvolgente" perché fino a quel momento mai si era visto un gioco di calcio con un livello di dettaglio simile, con la telecamera che seguiva l'azione zoomando l'inquadratura nei vari momenti del match, atleti "grossi" e verosimili, somiglianti alle controparti reali nonostante la mancanza di licenze ufficiali e interamente costruiti con poligoni. Il tutto in un contesto tridimensionale che nel suo insieme faceva uso della mappatura delle texture: Virtua Striker è stato infatti il primo titolo calcistico a utilizzare la computer grafica 3D.

Il gioco di SEGA era puro divertimento arcade, di quelli senza fronzoli: i tratti salienti dello sport più amato dagli italiani venivano ripresi allo scopo di renderli spettacolari e fruibili a qualsiasi tipo di utenza desiderosa di giocare un paio di minuti per volta contro la CPU o un amico, partite di un solo tempo, fino magari ad arrivare ad affrontare la squadra segreta, quell'FC SEGA che schierava i programmatori della serie.

Tutto era eseguibile con tre pulsanti: uno serviva per il passaggio (o per l'abusata scivolata "assassina" in fase difensiva), uno per i lanci lunghi (o per i cross che si attivavano in automatico quando il calciatore si trovava in una posizione parallela all'area di rigore) e uno per i tiri, sia bassi che alti (colpi di testa, sforbiciate o conclusioni al volo), che potevano anche essere caricati per tiri più potenti. Infine c'erano i comandi per spostare gli equilibri di squadra, ovverosia offensivo/normale/difensivo.

Il primo gioco di calco moderno
Il primo gioco di calco moderno

Nonostante i tanti difetti, soprattutto a livello di intelligenza artificiale e gameplay, con gli arbitri che non potevano ammonire o espellere i calciatori, i difensori centrali spesso in uscita immotivata sull'attaccante avversario, la sensazione di non avere sempre il controllo totale sui propri atleti virtuali e una certa facilità nel segnare tirando o dalla trequarti utilizzando squadre con tiratori potenti (il famoso Best Goal da centrocampo), o con un colpo di testa dall'area piccola otto cross su dieci dal limite laterale, Virtua Striker ottenne un enorme successo mondiale, e la fila al suo cabinato per poterci giocare, in ogni angolo del pianeta, si mantenne per mesi sempre molto lunga.

Piccola curiosità: nel 2013, Virtua Striker venne reso disponibile per Xbox 360 e PS3 tramite Live Arcade e PlayStation Network, purtroppo solo sul mercato giapponese.

Virtua Striker 2, il più amato

Virtua Striker 2
Virtua Striker 2

Nel 1997, SEGA decise che era il momento di proporre un seguito del gioco e lanciò sul mercato Virtua Striker 2. Il titolo riprendeva ovviamente lo spirito arcade del primo capitolo, ma basandosi stavolta sulla più potente scheda scheda Model 3, arricchiva la formula con qualche opzione extra, come per esempio un maggior controllo sull'atteggiamento in campo della squadra, più offensivo o più difensivo a seconda dei bisogni, e soprattutto con un notevole salto tecnico a livello di grafica, animazioni e terreni di gioco, più ampi e dettagliati. Permaneva qualche difetto del precedente capitolo, come la mancanza di movimento dei compagni di squadra senza palla, che spingeva spesso l'utente a giocare "palla avanti e pedalare".

Così come persisteva l'insolito atteggiamento dei giocatori di ritirarsi spesso dalla corsa verso un pallone indirizzato a poca distanza da loro, tornando addirittura indietro, ma in linea di massima il gioco piacque e ottenne il gradimento dei fan, al punto che per molti di loro è ancora oggi il migliore della serie. Particolarmente apprezzata fu l'aggiunta di altri team segreti, ovverosia Royal Genky e MPV Yuki Chan. Quest'ultimo era talmente folle che merita un discorso a sé: Per sbloccarlo bisognava premere il tasto centrale del cabinato durante la schermata di selezione squadra seguendo una sequenza ben precisa. Nell'ordine: Yugoslavia, USA, Korea e Italia, così da formare con le loro quattro iniziali la parola Yuki.

I folli personaggi della formazione MPV Yuki Chan
I folli personaggi della formazione MPV Yuki Chan

La formazione MPV Yuki Chan era, come accennato prima, una delle più pazze mai apparse in un videogame, tant'è che schierava un mariachi, con tanto di chitarra a tracolla, un orso polare, un fantasma trasparente col cuore in evidenza, un "coso" giallo, diversi eschimesi e un pupazzone di neve come capitano. Il delirio.

Di Virtua Striker 2 usciranno comunque delle edizioni sensibilmente aggiornate a livello di codice o squadre (un'opzione in più o in meno, una squadra al posto di un'altra, e così via), dalla versione '98, fino a un primo porting per console intitolato Virtua Striker 2 ver. 2000.1, per SEGA Dreamcast. Per avere quindi un "vero" nuovo prodotto della serie, bisognò aspettare fino al 2001 e Virtua Striker 3, rilasciato per cabinato, questa volta basato sul sistema arcade SEGA NAOMI. Sarà anche il secondo e ultimo gioco della serie a essere convertito per console.

Virtua Striker 3 e Virtua Striker 4

Virtua Striker 3
Virtua Striker 3

Nel 2002, dopo un'edizione aggiornata per coin-op in vista degli allora imminenti Mondiali in Giappone e Sud Corea, il titolo arrivò infatti su GameCube ad opera di Amusement. La versione casalinga proponeva la bellezza di 64 nazionali (più qualche team speciale extra), tredici differenti stadi ed una modalità Road To World Cup (al posto della modalità Arcade) con tanto di ritiro e partitella fra titolari e panchinari. Fu il primo gioco della saga a fornire il supporto multilingua e le sostituzioni prima della partita, tra il primo e il secondo tempo, più un editor per inserire i nomi originali dei giocatori e modificare le caratteristiche fisiche e tecniche degli atleti.

Altra novità era costituita dalla sostituzione, come squadra bonus, della Royal Genki con la FC Sonic, che schierava la famosa mascotte di SEGA con, Tails, Knuckles, Amy Rose, svariati Chao e il Dr. Eggman. Ma per il resto era uguale alla controparte da cabinato e a tutti i precedenti capitoli della saga, pregi e difetti compresi. In tal senso gli sviluppatori avevano un po' migliorato i movimenti senza palla dei compagni di squadra dell'utente, diviso le gare in due tempi come nella realtà e implementato arbitri più severi e i cartellini, ma nulla di particolarmente stravolgente. Tant'è che come da tradizione le azioni che si susseguivano sul campo non erano il massimo in termini di varietà e originalità. Infatti il più delle volte si procedeva per vie verticali sperando in qualche svarione difensivo dell'avversario oppure in qualche rimpallo favorevole ai propri attaccanti.

Un'azione di Virtua Striker
Un'azione di Virtua Striker

Ad ogni modo, nonostante tutto, anche questo terzo episodio regolare riuscì a conquistare una buona fetta di utenza, anche se minore rispetto agli anni passati. Il mercato dei coin-op aveva già iniziato il suo lento ma inevitabile declino, mentre gli appassionati di videogame calcistici su console ricercavano produzioni in grado di offrire un maggiore realismo e più opzioni di gioco, orientando quindi i propri interessi sempre più verso serie come FIFA e PES.

SEGA, però, non si arrese, e nel 2005 rilasciò, su scheda Triforce, un quarto e ultimo capitolo che costituì il canto del cigno della saga. Virtua Striker 4 presentava parecchie novità, dall'implementazione di un quarto pulsante utile per lo scatto, che aggiungeva possibilità inedite al gameplay, all'opzione per effettuare sostituzioni anche a partita in corso, come nell'edizione domestica di Virtua Striker 3.

Virtua Striker 4
Virtua Striker 4

Infine era presente un match extra che si aggiungeva alla canonica formula "ottavi-quarti-semifinale e finale". Ma con quel quarto capitolo ufficiale, come detto, venne scritta la parola fine (definitiva?) su una serie che oltre a ispirare inizialmente gli sviluppatori di altre serie divenute poi famose, ha saputo regalare negli anni tantissime ore di divertimento a milioni di appassionati nei bar e nelle sale giochi, attraverso epiche sfide contro la CPU, conoscenti o perfetti sconosciuti, contribuendo a far nascere nuove amicizie o a "rovinarne" (per un po', il tempo di smaltire la rabbia per un goal in sforbiciata) qualcuna.

Una saga che fa parte di un modo di concepire i videogame in maniera diversa rispetto a oggi, di un'epoca che non c'è più e che forse, anche per questo, si fa ricordare con affetto. Oggi, a tener viva la fiamma della passione in tutti quei vecchi fan cresciuti a suon di gettoni, Best Goal e improperi vari contro la fortissima e temutissima Nigeria del gioco, resta il recente Giochi Olimpici di Tokyo 2020: Il Videogioco Ufficiale, che tra le discipline propone una sessione calcistica da molti considerata, per concept, l'erede spirituale di Virtua Striker. Con la speranza che SEGA possa ripensarci e partire da qui per un futuro capitolo.