Il Giappone realizzerà le prossime medaglie olimpiche recuperando vecchi smartphone  55

Promosse iniziative all'insegna dell'ecosostenibilità

NOTIZIA di Davide Spotti —   23/08/2016

Durante la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Rio 2016 abbiamo ricevuto le prime anticipazioni sulla prossima edizione dei giochi, che si terrà a Tokyo nel 2020. Il premier giapponese Shinzo Abe si è cimentato in un cosplay di Super Mario, dando estremo rilievo a una delle principali icone provenienti dal Sol Levante.

Secondo quanto riporta Nikkei, il Giappone è intenzionato a distinguersi anche per quanto riguarda l'ecosostenibilità. Le metropoli nipponiche sono piene di vecchi smartphone e altri apparecchi elettronici ormai in disuso, dai quali è possibile estrarre metalli. Questi materiali saranno impiegati dagli organizzatori dei Giochi per creare le nuove medaglie Olimpiche e Paraolimpiche.

Secondo i dati riportati dal quotidiano, i metalli recuperati da apparecchi elettronici in disuso in Giappone, solamente nell'anno 2014, ammontano a 143 kg d'oro, 1556 kg d'argento e 1112 tonnellate di rame. Per la creazione delle medaglie alle Olimpiadi del 2012 sono invece stati necessari 9.6 kg d'oro, 1210 kg d'argento e 700 chili di rame.

L'idea di concentrarsi sul riciclo dei materiali elettronici in disuso è stata discussa durante un meeting che si è svolto a Tokyo nello scorso mese di giugno. Oltre al comitato organizzatori dei giochi Olimpici, hanno aderito il Ministero dell'Ambiente e l'amministrazione della città metropolitana di Tokyo, insieme alla compagnia telefonica NTT DoCoMo e ad altre aziende impegnate nella lavorazione di metalli e nelle attività di riciclo dei materiali.

"Ci serve un sistema che renda semplice per i consumatori restituire i prodotti elettronici usati", ha commentato Takeshi Kuroda, presidente di ReNet Japan Group e tra i principali sostenitori dell'iniziativa olimpica. "Dovrebbe essere creato un sistema di raccolta da parte del settore privato, mentre i governi centrali e locali dovrebbero occuparsi di pubblicizzare questo genere di servizi. Se la cooperazione tra settore pubblico e privato progredirà, anche la raccolta di componenti elettronici ne trarrà benefici".