Battlefield V e la guerra delle donne 76

Come dobbiamo interpretare le novità di Battlefield V?

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   28/05/2018

In arrivo nei negozi il prossimo 19 ottobre, Battlefield V è stato presentato alcuni giorni fa con uno spettacolare trailer che però ha generato numerose polemiche fra gli appassionati della serie, secondo cui questo capitolo mostrerebbe il fianco a evidenti problemi di accuratezza storica, in primo luogo per via del personaggio femminile che campeggia negli artwork principali del titolo.

DICE ha reagito a tali polemiche dapprima in modo vigoroso, chiarendo che le donne diventeranno una costante anche per la serie prodotta da Electronic Arts; poi in maniera filosofica, dicendo che ogni "pollice verso" lasciato al trailer ufficiale del gioco ne testimonia comunque la grande popolarità. La regola del "purché se ne parli", insomma.

Al di là delle congetture, ciò che sappiamo di Battlefield V è che proverà a catapultarci all'interno degli scenari meno noti della seconda guerra mondiale, alla ricerca di una freschezza di situazioni ed eventi tutt'altro che semplice da ottenere, se solo consideriamo quanti videogame hanno utilizzato finora l'ambientazione del conflitto bellico che si è consumato fra il 1939 e il 1945.

"Ispirandosi ad alcune pagine perdute della storia, Battlefield V ti cala in leggendarie azioni del secondo conflitto mondiale, dagli assalti dei paracadutisti agli scontri tra carri armati, in battaglie che sono state cruciali nei primi giorni della guerra, anche se talvolta dimenticate", recita non a caso la sinossi del gioco.

Al di là delle campagne meno note e delle ambientazioni "talvolta dimenticate", quanto c'è di storicamente accurato nella volontà di inserire personaggi femminili fra le truppe di Battlefield V?

Come probabilmente saprete, il ruolo delle donne durante la seconda guerra mondiale è stato prevalentemente di supporto, ma ciò non significa affatto che il cosiddetto "gentil sesso" si sia completamente astenuto dall'affrontare situazioni pericolose sul campo di battaglia; anzi, ci sono diversi casi di donne (o intere divisioni femminili) che hanno prestato servizio attivo nel corso del conflitto. Qui trovate undici esempi eccellenti in tal senso.

Dunque la presenza di un soldato donna in Battlefield V, con i suoi modi spicci e la protesi metallica, implica una mancanza di rispetto da parte di DICE verso la realtà storica del celebre conflitto? Certamente no, e le licenze che gli autori del gioco si sono presi anche nella rappresentazione di tale personaggio non appaiono distanti dal lavoro svolto finora con le figure maschili, ugualmente "romanzate" ai fini di una narrazione che fosse il più possibile spettacolare ed entusiasmante.

Del resto parliamo pur sempre di un videogioco.