Borderlands 3, l'esclusiva Epic Games Store e le immancabili polemiche

L'annuncio dell'uscita di Borderlands 3 per PC in esclusiva su Epic Games Store ha dato vita alle immancabili polemiche da parte degli utenti: giustificate oppure no?

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   04/04/2019
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Borderlands 3 è stato presentato ufficialmente solo pochi giorni fa, ma è già finito al centro di un'aspra discussione da quando Gearbox Software ha annunciato l'uscita del gioco su PC in esclusiva su Epic Games Store.

La notizia ha mandato su tutte le furie gli utenti, che hanno utilizzato anche stavolta impropriamente lo strumento delle recensioni negative su Steam per dar sfogo alla propria frustrazione e cercare così di mandare un messaggio chiaro e netto a Randy Pitchford e i suoi collaboratori.

Sulla questione sono intervenute due voci autorevoli: la prima è stata quella di Tim Sweeney, che ha ribadito come l'Epic Games Store continuerà la propria politica delle esclusive, alla prova dei fatti l'unico strumento davvero forte a disposizione della nuova piattaforma digitale per fare in modo che gli utenti la preferiscano a Steam. La seconda voce è stata invece quella del già citato Randy Pitchford, che assicura di essere stato serio nel dire che qualora Valve annunciasse finalmente Half-Life 3, farebbe tutto il possibile per portare al più presto Borderlands 3 su Steam.

Ordunque, la questione delle esclusive di Epic Games Store non è affatto banale e si pone come un problema concreto per chi desidera raccogliere la propria libreria di titoli sotto un unico launcher, chi utilizza la modalità Big Picture di Steam per un'esperienza in stile console (e si ritrova invece a dover rispolverare il mouse per lanciare quando Origin, quando Uplay, quando GOG e quando Epic Games Store) e chiaramente chi approfitta del mercato parallelo delle key per risparmiare qualcosa.

Borderlands 3 3

La politica di Epic Games va insomma a "disturbare" un gran numero di interessi ben consolidati, e sebbene la nascita di un competitor forte potrebbe spingere Steam a valutare condizioni più favorevoli per gli sviluppatori e/o effettuare controlli di qualità più rigorosi anziché puntare ai semplici numeri, in questo momento storico sono gli utenti a pagare il prezzo di una guerra che non sarà la prima né l'ultima a essere combattuta su questo campo di battaglia.

Il futuro del cloud gaming, che verrà presto rappresentato in concreto da Google Stadia, sembra infatti puntare nella direzione di tante piattaforme digitali quanti sono i big dell'industria videoludica, nella forma di abbonamenti simili agli attuali EA Access e Xbox Game Pass che potrebbero sostituire o quantomeno affiancare gli acquisti tradizionali.

A quel punto incazzarsi per l'ennesima esclusiva potrebbe diventare la norma. Oppure no? Parliamone.