A distanza di anni da una delle decisioni più controverse e criticate della sua storia recente, Intel sembra pronta a fare marcia indietro. Gli ultimi aggiornamenti del codice del kernel Linux hanno infatti svelato un indizio interessante: la prossima architettura desktop Intel Nova Lake (destinata a guidare la famiglia Core Ultra 400) reintrodurrà il supporto nativo alle istruzioni ad alte prestazioni AVX-512 nel mercato consumer.
La scoperta non arriva da una conferenza ufficiale, ma dal tracciamento delle patch di sviluppo del sistema operativo open-source, dove gli ingegneri software stanno già preparando le linee di codice per accogliere i processori di prossima generazione.
Ottimizzazioni RAID e il boost di AMD
Il riferimento è emerso all'interno di una patch destinata al sottosistema RAID del kernel Linux, mirata a ottimizzare il percorso di calcolo xor_gen(). Nella lista dei chip client compatibili con questa tecnologia sono stati inseriti i vecchi Rocket Lake (11ª generazione Core) e, appunto, i futuri Nova Lake. I benefici di questa estensione a 512 bit sono scritti a chiare lettere nei benchmark allegati alla patch stessa.
Eseguiti su una macchina dotata di processore rivale AMD Ryzen 9 9950X (architettura Zen 5), i test hanno evidenziato un incremento prestazionale compreso tra il 26% e il 43% rispetto alle normali istruzioni AVX a 256 bit. Numeri impressionanti che spiegano da soli il motivo di questo ritorno alle origini.
Per capire la portata di questo dietrofront occorre però fare un passo indietro. Intel ha inventato lo standard AVX-512, ma è stata costretta a bandirlo brutalmente dai propri processori desktop a partire dalla dodicesima generazione (Alder Lake). L'architettura ibrida di Intel affiancava Core ad alte prestazioni (P-core) a Core ad alta efficienza (E-core). Poiché questi ultimi non erano fisicamente in grado di calcolare istruzioni a 512 bit, Intel dovette disattivare la funzione per evitare crash di sistema, lasciando il monopolio tecnologico ad AMD.
Mentre Intel castrava i propri chip, AMD implementava l'AVX-512 su tutta la linea Ryzen (Zen 4 e Zen 5), strappando a Intel lo scettro della produttività pesante, della crittografia, dell'emulazione avanzata e del calcolo scientifico. Con la piattaforma Nova Lake, Intel dovrebbe finalmente superare questo collo di bottiglia ingegneristico: lo standard AVX10.2 (e del set APX) è infatti una tecnologia evoluta che permette alle istruzioni a 512 bit di essere digerite ed eseguite senza conflitti sia dai core interni più potenti sia da quelli ad alta efficienza.
Il ritorno dell'AVX-512 non è però un semplice capriccio nostalgico, ma risponde a una necessità di mercato: l'intelligenza artificiale locale. Con i modelli IA (LLM) che iniziano a girare direttamente sull'hardware dei PC di casa senza appoggiarsi a server remoti, la larghezza di banda vettoriale offerta dai 512 bit diventa fondamentale per accelerare i calcoli complessi a supporto della NPU. Nova Lake promette dunque di sanare lo storico strappo con la community di sviluppatori e professionisti, riaccendendo una sfida a viso aperto con i processori AMD Ryzen.
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