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Clamoroso Intel: il kernel Linux svela il ritorno delle istruzioni AVX-512 con Nova Lake

Un aggiornamento del kernel Linux cita Intel Nova Lake tra le CPU compatibili con AVX-512, alimentando le indiscrezioni sul possibile ritorno dell'estensione nei processori desktop.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   07/07/2026
Intel nova lake

A distanza di anni da una delle decisioni più controverse e criticate della sua storia recente, Intel sembra pronta a fare marcia indietro. Gli ultimi aggiornamenti del codice del kernel Linux hanno infatti svelato un indizio interessante: la prossima architettura desktop Intel Nova Lake (destinata a guidare la famiglia Core Ultra 400) reintrodurrà il supporto nativo alle istruzioni ad alte prestazioni AVX-512 nel mercato consumer.

La scoperta non arriva da una conferenza ufficiale, ma dal tracciamento delle patch di sviluppo del sistema operativo open-source, dove gli ingegneri software stanno già preparando le linee di codice per accogliere i processori di prossima generazione.

Ottimizzazioni RAID e il boost di AMD

Il riferimento è emerso all'interno di una patch destinata al sottosistema RAID del kernel Linux, mirata a ottimizzare il percorso di calcolo xor_gen(). Nella lista dei chip client compatibili con questa tecnologia sono stati inseriti i vecchi Rocket Lake (11ª generazione Core) e, appunto, i futuri Nova Lake. I benefici di questa estensione a 512 bit sono scritti a chiare lettere nei benchmark allegati alla patch stessa.

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Eseguiti su una macchina dotata di processore rivale AMD Ryzen 9 9950X (architettura Zen 5), i test hanno evidenziato un incremento prestazionale compreso tra il 26% e il 43% rispetto alle normali istruzioni AVX a 256 bit. Numeri impressionanti che spiegano da soli il motivo di questo ritorno alle origini.

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Per capire la portata di questo dietrofront occorre però fare un passo indietro. Intel ha inventato lo standard AVX-512, ma è stata costretta a bandirlo brutalmente dai propri processori desktop a partire dalla dodicesima generazione (Alder Lake). L'architettura ibrida di Intel affiancava Core ad alte prestazioni (P-core) a Core ad alta efficienza (E-core). Poiché questi ultimi non erano fisicamente in grado di calcolare istruzioni a 512 bit, Intel dovette disattivare la funzione per evitare crash di sistema, lasciando il monopolio tecnologico ad AMD.

Mentre Intel castrava i propri chip, AMD implementava l'AVX-512 su tutta la linea Ryzen (Zen 4 e Zen 5), strappando a Intel lo scettro della produttività pesante, della crittografia, dell'emulazione avanzata e del calcolo scientifico. Con la piattaforma Nova Lake, Intel dovrebbe finalmente superare questo collo di bottiglia ingegneristico: lo standard AVX10.2 (e del set APX) è infatti una tecnologia evoluta che permette alle istruzioni a 512 bit di essere digerite ed eseguite senza conflitti sia dai core interni più potenti sia da quelli ad alta efficienza.

Il ritorno dell'AVX-512 non è però un semplice capriccio nostalgico, ma risponde a una necessità di mercato: l'intelligenza artificiale locale. Con i modelli IA (LLM) che iniziano a girare direttamente sull'hardware dei PC di casa senza appoggiarsi a server remoti, la larghezza di banda vettoriale offerta dai 512 bit diventa fondamentale per accelerare i calcoli complessi a supporto della NPU. Nova Lake promette dunque di sanare lo storico strappo con la community di sviluppatori e professionisti, riaccendendo una sfida a viso aperto con i processori AMD Ryzen.

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