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Crea un video satirico con l'IA su Call of Duty in Toscana e viene perquisito e indagato

Un giovane empolese è stato perquisito ed è indagato ora per istigazione alla violenza dalla procura di Firenze per aver pubblicato un video satirico su Call of Duty in Toscana.

NOTIZIA di Giorgio Melani   —   19/09/2026
Un'immagine del video di Call of Duty a Firenze

L'empolese Giorgio Galimberti ha creato un video "satirico" con l'intelligenza artificiale che trasferisce le situazioni di guerra tipiche di Call of Duty in vari luoghi tipici della Toscana e per questo è stato perquisito e indagato.

Il video ha l'intento di stupire con l'evidente contrasto fra le scene tipiche della serie Activision e ambienti che solitamente hanno poco a che fare con gli sparatutto in prima persona, non per nulla è diventato in breve una sorta di meme circolando prima su profili social come Tuscan Memes, Livornogram e Welcome to Florence ed espandendosi in seguito in cerchie più ampie.

La cosa però non è stata presa alla leggera dalla Procura di Firenze, che lo ha addirittura iscritto nel registro degli indagati per "incitamento alla violenza" e sottoposto anche a una perquisizione da parte della Digos.

Uno scherzo preso sul serio

L'intento, a detta dell'autore, era "palesemente ironico", e effettivamente è facile avere questa impressione vedendo i classici set-piece in stile Michael Bay con esplosioni e azione al parossismo applicati a scenari come il centro storico di Firenze, l'abbazia di San Galgano, il Palazzo di Giustizia e varie altre città toscane.

Alcune scene tratte dal video
Alcune scene tratte dal video

Tuttavia, il realismo derivato dall'uso dell'intelligenza artificiale può risultare impressionante, tanto da aver spinto anche alcuni commentatori ad avvertire preventivamente l'autore dei possibili rischi che potevano derivare dall'esposizione al pubblico di un video del genere.

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È evidente che la procura di Firenze non ha guardato l'intento satirico del video e ha agito con un pugno incredibilmente duro nei confronti di Galimberti, che si ritrova ora indagato per istigazione alla violenza.

Sette agenti della Digos e della Polizia postale hanno perquisito la sua abitazione, alla ricerca anche di materiale riconducibile a terrorismo e attacchi, ha raccontato l'autore del video, il quale nello stesso periodo aveva peraltro realizzato anche un altro filmato simile ma incentrato su Grand Theft Auto, sempre ambientato in Toscana, tra Sollicciano, Tenax e un cameo anche di Eugenio Giani e il suo tradizionale tuffo nell'Arno.

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