James Ohlen, già director di Star Wars: The Old Republic e figura di spicco di BioWare per oltre due decenni, ha raccontato a PC Gamer le circostanze che nel 2018 lo portarono ad abbandonare lo studio di sviluppo. Al centro del racconto c'è un progetto ambizioso quanto sfortunato: il rilancio completo del popolare MMO sotto il titolo Star Wars: The New Republic, affossato dal consiglio di amministrazione di EA, che non ha voluto finanziarlo.
Niente novità
Ohlen aveva trascorso sei mesi a elaborarlo, ottenendo alla fine il via libera dall'allora presidente di Lucasfilm Kathleen Kennedy e dal responsabile creativo Dave Filoni. Quest'ultimo aveva persino proposto un aggancio narrativo, suggerendo di ambientare la storia qualche centinaio di anni prima della caduta della Repubblica; una cornice narrativa che ricorda da vicino l'universo de L'Alta Repubblica, poi effettivamente esplorato da Lucasfilm. "Ricordo che ero entusiasta, perché la vera sfida era Patrick Söderlund", ha raccontato Ohlen, riferendosi all'allora chief design officer di EA. "Lo considero una persona in gamba, ma aveva una vera avversione per The Old Republic. Convincerlo è stata una delle soddisfazioni più grandi della mia carriera."
La soddisfazione, però, durò poco. Il consiglio di amministrazione di EA pose il veto, evocando i 300 milioni di dollari già spesi per il progetto originale. "Perché dovremmo investirci ancora?", fu in sostanza la risposta. Per Ohlen fu il segnale finale. "Capii che non avrei mai vinto in quel contesto", ha spiegato. "Pensandoci dal punto di vista di EA, non aveva senso dare potere a qualcuno come me. Se fossi stato al loro posto, non l'avrei fatto nemmeno io. Dovevo andarmene."
Quella sensazione di inutilità, nonostante la sua reputazione, si fece sempre più pesante: "Dicevo alle persone che ero un dirigente molto pagato e del tutto inutile. Tutti sembravano convinti del contrario per via del mio nome. Tranne me. E la ricerca lo conferma: sentirsi privi di uno scopo concreto è una delle cause principali del burnout."
Il tema del burnout attraversa tutta l'intervista, e si ripresenta quando Ohlen parla della sua uscita da Archetype Entertainment, lo studio che aveva fondato dopo BioWare e dove ha lavorato per sei anni allo sviluppo di Exodus, grande progetto action-RPG con Matthew McConaughey. "Avevo sempre detto a tutti che non avrei mai dovuto guidare uno studio, perché mi avrebbe distrutto. E c'è quasi riuscito. Stavo andando avanti a forza di volontà, e ne stava risentendo la mia salute, la mia vita privata, tutto." Da creativo, ha aggiunto, ci si affeziona profondamente a ogni aspetto del lavoro; da responsabile di studio, si è invece costretti a tagliare continuamente, a difendere la propria visione dagli attacchi quotidiani. "Non mi metterei mai più in quella posizione."
Oggi Ohlen si è allontanato dall'industria dei videogiochi ad alto budget e si dedica alla scrittura di libri di avventura per giochi di ruolo, in collaborazione con Jesse Sky, suo ex collega sia in BioWare che in Archetype. Exodus, nel frattempo, è atteso per il 2027.
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