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Neverness to Everness,la recensione del free-to-play anime che convince a metà

Disponibile ufficialmente su PC, PS5, iOS e Android, Neverness to Everness è il nuovo action RPG free-to-play in stile anime di Hotta Studio: bellissimo da vedere, ma anche da giocare?

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   18/05/2026
Alcuni dei personaggi di Neverness to Everness
Neverness to Everness
Neverness to Everness
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Neverness to Everness ha fatto il proprio debutto ufficiale su PC, PS5, iOS e Android nei giorni scorsi, dopo una lunga serie di playtest che hanno consentito agli sviluppatori di Hotta Studio di verificare la stabilità dell'infrastruttura e di rifinire le ultime meccaniche di questo interessante action RPG in stile anime.

Apparentemente, l'obiettivo del team cinese è di creare lo spazio per quella che si pone nelle intenzioni come una nuova generazione di esperienze free-to-play asiatiche, caratterizzate da valori produttivi notevoli, grafiche mai così spettacolari e ambientazioni open world sulla carta ricche di attività con cui cimentarsi, al di là dei soli combattimenti.

Una trama che non coinvolge

Rispetto a quando abbiamo provato la beta di Neverness to Everness, la trama del gioco chiaramente non è cambiata né ha introdotto momenti più brillanti dopo il superamento della fase introduttiva, in cui facciamo la conoscenza del protagonista (o della protagonista), che ha perso la memoria, come al solito, ma scopre di possedere delle abilità molto particolari.

Tali abilità gli consentono di affrontare in duello e scacciare le mostruose creature che invadono sempre più di frequente la città di Hethereau, esattamente come fanno gli agenti del Bureau of Anomaly Control: un'unità governativa nata appunto per contrastare questo pericoloso fenomeno e formata da combattenti dotati di poteri speciali.

Durante il breve tutorial ci si alterna al comando di alcuni di questi personaggi, prima di sbloccarli in maniera definitiva. Spesso si presentano come ragazzine per ribadire un altro stereotipo delle produzioni del genere: da Lacrimosa a Nanally, da Sakiri a Fadia, le combattenti in gonnella vanno per la maggiore. Insieme al buffo Taygedo, una sorta di cane robotico, queste figure compongono l'agenzia di cui entreremo a far parte.

Mint, la personificazione del fanservice in Neverness to Everness
Mint, la personificazione del fanservice in Neverness to Everness

A quel punto la spinta iniziale di Neverness to Everness, quella sorta di "fattore Netflix" necessario a catturare subito l'attenzione dei giocatori, finisce però per esaurirsi e si rallenta parecchio; anche sul piano narrativo che, complice la mancanza di una localizzazione in italiano, diventa un po' pesante da seguire, costringendo spesso a saltare i verbosi dialoghi fra i protagonisti.

Tante attività, pochi acuti

La versione finale di Neverness to Everness ha per molti versi confermato le perplessità che avevamo espresso nei confronti della beta, mettendoci a disposizione uno scenario open world molto ampio e senza dubbio bello da vedere, in cui ci si trova a girare passando da una quest all'altra, alternando fasi "investigative" e combattimenti. Le attività secondarie sono però spesso noiose, vedi ad esempio le corse in auto, che poggiano sulle basi di un modello di guida mediocre.

Una corsa in auto in Neverness to Everness
Una corsa in auto in Neverness to Everness

Al nostro personaggio viene concessa un'enorme libertà, visto che può girare senza limitazioni fra le strade di Hethereau, confiscare una vettura (oppure richiamarne una in suo possesso), arrampicarsi sulle case e saltare da un tetto all'altro planando, ma nel momento in cui questi meccanismi non risultano divertenti è chiaro che c'è un problema.

Banalmente, sarebbe bastato mettere in scena un maggior numero di combattimenti per vivacizzare l'esperienza e mantenere ritmi discretamente alti: in quel frangente il gameplay, per quanto semplice e spesso privo di una vera sfida (si lotta premendo un unico pulsante, con l'aggiunta di mosse speciali sottoposte a cooldown, schivate e contrattacchi), funziona molto bene e la formula tag, come quella descritta nella recensione di Zenless Zone Zero, garantisce frenesia e spettacolarità.

Una sequenza di combattimento in Neverness to Everness
Una sequenza di combattimento in Neverness to Everness

In generale, quello che è il percorso principale di Neverness to Everness, ovverosia le sue missioni centrali, riesce a offrire un buon intrattenimento e sequenze di grande impatto, con anche scontri con i boss e situazioni diverse dal solito. Il problema è tutto ciò che fa da contorno a questo nucleo, fra grinding e fetch quest, con l'unica eccezione della modalità cooperativa in stile extraction.

Realizzazione tecnica

A differenza della beta, affrontata su PC, abbiamo deciso di giocare Neverness to Everness su PS5, ricominciando tutto da capo al fine di verificare le notevolissime qualità tecniche del titolo di Hotta Studio anche sulla console Sony. Inevitabilmente la mancanza del path tracing ridimensiona l'impatto visivo generale del gioco, che rimane tuttavia molto bello da vedere.

Uno scorcio di Hethereau in Neverness to Everness
Uno scorcio di Hethereau in Neverness to Everness

L'eccellente impiego del cel shading e di un'ottima effettistica hanno infatti consentito agli sviluppatori di confezionare un mondo ricco di scorci suggestivi e personaggi in perfetto stile anime, con l'inevitabile fanservice che non manca mai in queste produzioni ma anche tanti tocchi di classe interessanti, che contribuiscono a creare atmosfere molto particolari quando la città passa dal giorno alla notte.

Purtroppo le animazioni riportano tutto coi piedi per terra, evidenziando una certa legnosità soprattutto durante le numerose sequenze di intermezzo, mentre sul piano delle prestazioni si nota qualche incertezza ma in generale su PlayStation 5 i sessanta frame al secondo dell'unica modalità grafica disponibile vengono mantenuti in maniera piuttosto stabile, anche nelle fasi più concitate dell'azione.

La protagonista di Neverness to Everness alle prese con un nemico
La protagonista di Neverness to Everness alle prese con un nemico

Meno brillante il comparto sonoro, che vede la presenza di musiche funzionali al gameplay, con alcuni brani capaci anche di spiccare, mentre gli effetti e le voci (che abbiamo ascoltato in inglese e in giapponese) non si spingono al di là di quelli che sono un po' i limiti del genere, con tante interpretazioni stereotipate.

Microtransazioni ed elementi gacha

Neverness to Everness può essere giocato gratuitamente senza alcun problema, visto che regala personaggi e potenziamenti in quantità sufficiente per portare avanti la progressione senza apparenti limitazioni e senza attese. Se tuttavia ci tenete a sbloccare determinati contenuti, vi farà piacere sapere che il modello implementato da Hotta Studio è piuttosto generoso.

I combattenti di classe S sono infatti garantiti entro un numero ragionevole di lanci di dado sull'originale tabellone in stile "gioco dell'oca" e le risorse ottenibili in regalo sono abbondanti, il che permette di sbloccare diversi personaggi e oggetti senza dover mettere mano al portafogli, sebbene nelle fasi più avanzate l'impianto diventi inevitabilmente più avaro al fine di monetizzare.

Conclusioni

Versione testata PlayStation 5
Digital Delivery PlayStation Store, App Store, Google Play, Sito Ufficiale
Prezzo Gratis
Multiplayer.it
7.0
Lettori (2)
9.0
Il tuo voto

Neverness to Everness è bellissimo da vedere e può contare su di un sistema di combattimento immediato, frenetico e spettacolare che però non viene sfruttato quanto avremmo sperato, all'interno di una struttura open world apparentemente incapace di coinvolgere davvero pur con le sue numerose attività. Ci sono certamente degli acuti, qualche idea originale, una modalità cooperativa interessante e un modello free-to-play permissivo a fare da base, ma il gioco si perde troppo spesso in chiacchiere (letteralmente!), finendo per mettere in secondo piano ritmo e divertimento.

PRO

  • Visivamente notevole
  • Sistema di combattimento immediato e spettacolare
  • Struttura free-to-play permissiva

CONTRO

  • Le pur numerose attività non lasciano il segno, anzi
  • Trama ben poco interessante
  • Animazioni legnose durante le sequenze di intermezzo
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