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Neverness to Everness, abbiamo provato l'action RPG in stile anime di Hotta Studio

A metà strada fra Ananta e Zenless Zone Zero, Neverness to Everness miscela personaggi e ambientazioni in stile anime con combattimenti frenetici e missioni investigative.

PROVATO di Tommaso Pugliese   —   15/02/2026
Alcuni dei personaggi di Neverness to Everness
Neverness to Everness
Neverness to Everness
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Sembra sia ormai impossibile fermare l'ondata di spettacolari action RPG in stile anime provenienti dalla Cina, e Neverness to Everness da questo punto di vista non è che uno dei numerosi progetti che puntano a conquistare tanto il pubblico orientale quanto quello occidentale, grazie a un comparto tecnico assolutamente strepitoso e a un gameplay decisamente accessibile.

A metà strada fra Ananta (a cui somiglia in maniera preoccupante) e Zenless Zone Zero, l'ambizioso titolo sviluppato da Hotta Studio si trova attualmente in una nuova fase di test chiusi e abbiamo potuto provarlo per qualche ora, così da farci un'idea delle caratteristiche, delle peculiarità e del potenziale di questa ennesima, interessante produzione free-to-play.

Le basi narrative e la solita partenza col botto

Dopo aver scelto il nostro personaggio fra un avatar maschile e uno femminile, l'esperienza di Neverness to Everness comincia ovviamente col botto, come spesso accade: l'obiettivo in questi casi è di incanalare il grosso delle risorse per confezionare una fase introduttiva che sia in grado di lasciare letteralmente a bocca aperta i giocatori, e qui Hotta Studio ha lavorato indubbiamente bene.

Se, infatti, l'espediente trito e ritrito del protagonista colpito da amnesia potrebbe indisporre chi è alla ricerca di idee anche solo vagamente originali, non c'è dubbio che il modo in cui questo incipit viene presentato nel gioco risulta estremamente spettacolare, con le ambientazioni in cel shading che si trasformano letteralmente sotto l'influenza delle cosiddette "anomalie", dando vita a uno scenario inquietante che sembra uscito da una serie animata di eccellente fattura.

Al termine di una sequenza introduttiva che illustra l'origine di queste manifestazioni nella città di Hetereau, il personaggio che controlliamo si ritrova nel mezzo di un attacco e scopre di possedere le stesse abilità speciali degli agenti del Bureau of Anomaly Control, che non a caso intervengono prontamente per fronteggiare le misteriose creature provenienti da un altro piano della realtà, in una sorta di entusiasmante passerella di alcuni fra i più abili combattenti di Neverness to Everness.

La protagonista di Neverness to Everness
La protagonista di Neverness to Everness

Nel medesimo frangente vengono mostrati il sistema di combattimento, con le sue combo di base e gli attacchi speciali regolati dai soliti tempi di ricarica, e la meccanica che consente di passare in qualsiasi momento da un personaggio della squadra all'altro, colpendo contemporaneamente il nemico: una soluzione estremamente simile a quella di cui vi abbiamo parlato nella recensione di Zenless Zone Zero, ma non l'unica visto che l'intero impianto sembra avere parecchio in comune con quello dell'action RPG targato miHoYo.

Struttura da free-to-play ma con tanto potenziale

Conclusa la frenetica parte iniziale, l'esperienza si "sgonfia" inevitabilmente per andare a stabilire le fondamenta della propria struttura; e qui i sentimenti diventano contrastanti, perché da un lato la sensazione è quella di ritrovarsi incastrati nell'ennesimo free-to-play che punta a consumare il nostro tempo in maniera spesso vaga, facendo il minimo sindacale per mantenere alto il coinvolgimento; dall'altro, la qualità della messa in scena rimane impressionante e restituisce l'idea di un prodotto dotato di un enorme potenziale.

Hetereau di notte, ray tracing attivo e sei in pole position in Neverness to Everness
Hetereau di notte, ray tracing attivo e sei in pole position in Neverness to Everness

Se infatti nel già citato Zenless Zone Zero ci si trovava ad affrontare missioni brevi all'interno di scenari particolarmente circoscritti e tendenti a ripetersi, puntando tutto sull'immediatezza di un gameplay per molti versi limitato, Neverness to Everness ha l'ambizione di catapultarci in una città apparentemente enorme e caratterizzata da scorci estremamente suggestivi per via di un uso efficace del cel shading e del supporto al Path Tracing, capace di dar vita a sequenze dal grandissimo impatto visivo, specie di sera o con la pioggia.

Da questo punto di vista il titolo di Hotta Studio somiglia decisamente più ad Ananta, che abbiamo provato lo scorso settembre: pur cercando di portare sullo schermo un pizzico di personalità e non una sorta di rip-off in stile anime a metà strada fa Marvel's Spider-Man e GTA, il gioco offre meccaniche che mettono un po' in secondo piano i combattimenti, sperimentando piuttosto missioni investigative, piccoli enigmi ambientali, attività dettate dall'interazione con i PNG e persino la possibilità di mettersi alla guida di veicoli.

La città di Neverness to Everness è meravigliosa
La città di Neverness to Everness è meravigliosa

La sensazione è che in questo momento la reale direzione dell'esperienza non sia ancora stata decisa e gli autori stiano sperimentando diversi contenuti e diversi toni, alternando siparietti comici a quest dal sapore quasi horror che però, sinceramente, ci hanno annoiato un bel po'; così come tutta la gestione dei dialoghi, che non si schiodano da determinati stereotipi e risultano inevitabilmente appesantiti dalla mancanza di una traduzione in italiano.

Un comparto tecnico spettacolare

Attualmente Neverness to Everness può contare su di un'unica certezza: il suo comparto tecnico, che in particolare sui PC più spinti offre sequenze davvero sbalorditive, grazie a un uso eccellente del cel shading sia per i personaggi che per gli scenari, che sembrano usciti da un anime di nuova generazione (peccato però per la legnosità delle animazioni durante i dialoghi, che riporta tutti coi piedi per terra), e a un supporto per il Path Tracing che dona sostanziale profondità all'ambientazione.

Una sequenza di combattimento di Neverness to Everness
Una sequenza di combattimento di Neverness to Everness

I requisiti necessari per godere di tutto questo fruendo al contempo di un frame rate fluido e stabile non sono ovviamente alla portata di tutti, ad esempio con una RTX 5070 Ti è stato necessario scendere fino a 1440p e darci dentro di DLSS per poter giocare con il preset Ultra e il ray tracing attivato mantenendo i 60 fotogrammi al secondo, ma è chiaro che c'è ancora del lavoro da fare, si notano alcuni inghippi e da qui al lancio la situazione verrà probabilmente ottimizzata.

Dopo aver passato alcune ore con Neverness to Everness, sbloccando diversi personaggi e assaggiando ciò che il titolo di Hotta Studio punta a offrire ai propri giocatori (inclusa una sezione gacha più originale del solito, con un tabellone in stile Monopoly che consente di sbloccare piuttosto rapidamente nuovi personaggi), ci siamo fatti un'idea di dove il team di sviluppo cinese voglia andare a parare con questo progetto, ma la sensazione è che sia ancora troppo presto per esprimere valutazioni: se sul piano tecnico e artistico l'identità del gioco è chiara e impattante, al momento gameplay e struttura non dicono nulla di nuovo né di davvero interessante.

CERTEZZE

  • Su PC con il Path Tracing ha dei momenti incredibili
  • La città in cel shading è meravigliosa e possiede un enorme potenziale
  • Sistema di combattimento semplice e immediato

DUBBI

  • Dopo le fasi iniziali il ritmo cala e l'azione latita
  • Trama abbondantemente già vista, dialoghi lunghi e noiosi
  • Frequenti stutter e qualche asset meno brillante rispetto al resto