Apple vs Epic Games: vittoria parziale per Fortnite, ma non torna su App Store

Prima decisione fondamentalmente a favore di Epic Games e contro Apple: il giudice considera illegale impedire di effettuare acquisti al di fuori di App Store.

NOTIZIA di Giorgio Melani e Stefano Paglia   —   10/09/2021
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Il caso Fortnite, ovvero la causa legale che vede Epic Games contro Apple per quanto riguarda la gestione dei pagamenti nelle app interne agli store digitali, ha registrato una svolta importante nelle ore scorse, con il giudice che ha deliberato contro le restrizioni imposte da Apple e sostanzialmente a favore di Epic Games sulla possibilità di inserire nelle app link e rimandi all'esterno, eventualmente per pagamenti alternativi al sistema gestito dall'App Store. Tuttavia si tratta solo di una vittoria parziale, con Epic Games che ha deciso di non far tornare Fortnite su Apple Store.

Il giudice Gonzalez-Rogers ha stabilito che Apple è "permanentemente trattenuta dal proibire agli sviluppatori di includere nelle proprie app tasti, link esterni e altre possibilità di azione che puntino gli acquirenti verso altri meccanismi di acquisto, oltre agli acquisti in-app, e che consentano una comunicazione diretta con gli utenti se questi accettano tali sistemi attraverso la registrazione dell'account nell'app".

In sostanza, Apple non può impedire agli sviluppatori di inserire link esterni nelle proprie app, che possano puntare a sistemi di pagamento alternativi, previo consenso registrato da parte degli utenti all'utilizzo di questi sistemi.

Il giudice ha inoltre riferito di non poter stabilire infine che Apple sia effettivamente in posizione di monopolio secondo le leggi federali dell'antitrust, tuttavia "il processo ha mostrato che Apple utilizza una condotta anticoncorrenziale per quanto riguarda le leggi sulla competizione di mercato in California".

Questa decisione avrà probabilmente conseguenze molto importanti per tutti gli store digitali, perché di fatto rappresenta un precedente che può consentire sistemi di acquisto alternativi per contenuti in-app rispetto a quelli ufficiali degli store in cui si trovano le singole app.

Oltre all'App Store di Apple, anche Google Play Store, PlayStation Store, Xbox Store e Nintendo eShop utilizzando il medesimo sistema in stile "walled garden", dove è impossibile effettuare acquisti con sistemi alternativi, dunque è molto probabile che tutti questi debbano adattarsi alla nuova decisione, in attesa di ulteriori sviluppi.

Detto questo, si tratta solo di una vittoria parziale per la casa di Fortnite. Il giudice distrettuale degli Stati Uniti infatti ha stabilito che la condotta di Apple nel caso Epic è stata "anticoncorrenziale" ma si è comunque pronunciata a favore della società di Cupertino su tutti gli altri aspetti della causa legale, incluso quello relativo alle accuse di presunto monopolio e alla violazione delle clausole contrattuali. Per questo motivo Epic Games sarà costretta a pagare danni pari al 30% degli oltre 12 milioni di dollari di incassi registrati da Fortnite su iOS tra l'agosto e ottobre 2020, più il 30% delle entrate ottenute dal 1 novembre 2020 fino alla data odierna, il tutto con gli interessi.

Del resto, Epic Games non sembra affatto soddisfatta dalla sentenza emessa, con il CEO Tim Sweeney che ha dichiarato su Twitter che Fortnite non tornerà sull'App Store se non "quando Epic potrà offrire pagamenti in-app che possano competere lealmente con quelli Apple."

Per tutte le informazioni sulla questione vi rimandiamo allo speciale Epic Games vs Apple: la causa giudiziaria spiegata bene, con il processo che era iniziato a maggio e, dopo un primo round tra accuse reciproche e difese, ha proseguito per questi mesi fino alla svolta di oggi, in attesa di vedere il seguito.