I giochi Xbox a base single player saranno tutti esclusive? Secondo quanto dichiarato in un'intervista da Matt Booty, chief content officer di Xbox, non si tratta di un approccio fisso e insindacabile.
"Non mi soffermerei troppo sull'aspetto single player", ha detto Booty. "Credo che sia una buona regola generale, ma di certo non è qualcosa di scolpito nella pietra." Si continuerà dunque a decidere caso per caso, senza fornire certezze a un'utenza che giustamente vorrebbe delle risposte chiare, specie in un momento così delicato.
"Siamo i custodi di oltre venti franchise videoludici che nel corso della loro storia hanno generato più di un miliardo di dollari ciascuno", ha spiegato il chief content officer. "Nel nostro catalogo ci sono tantissimi giochi diversi e dobbiamo valutare come ciascuno di essi possa svolgere un ruolo differente all'interno della strategia complessiva".
"Pur cercando di essere agili, ed è fantastico vedere l'energia portata dalla nuova leadership di Asha, abbiamo anche progetti in sviluppo da molto tempo", ha continuato Booty. "Dobbiamo trovare il giusto equilibrio fra il lavoro già svolto dai team e un eventuale cambio di strategia".
Il principio, tuttavia, è cristallino
Per quanto, come detto da Booty, non esista al momento una regola precisa, è chiaro che Microsoft vuole tornare alle esclusive e la ragione è molto semplice, secondo il chief content officer: "Deve esserci un motivo perché le persone comprino una Xbox", e questo motivo sono appunto i contenuti che non è possibile trovare altrove.
Booty ritene che le esclusive possano rappresentare una sorta di ricompensa, tanto per gli appassionati storici di Xbox, fedeli alla piattaforma da venticinque anni, sia per chi è alla ricerca di un incentivo che lo spinga a investire fino a 800 dollari per l'acquisto di una Series X: "Vogliamo che ci sia qualcosa per quei giocatori: è questo principio che ha guidato la decisione."
Una cosa sembra certa: live service ed esperienze a base multiplayer continueranno a essere multipiattaforma: "Questi giochi hanno costruito comunità enormi e la loro esistenza è legata al fatto di avere un pubblico vasto: non vogliamo trovarci nella posizione di togliere qualcosa ai giocatori, vogliamo invece aggiungere valore."