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L'IA generativa è una "piaga virulenta", dice uno degli autori di Dragon Age

David Gaider, uno degli autori storici di Dragon Age, si è scagliato contro l'uso dell'intelligenza artificiale generativa, definendo questa tecnologia come una "piaga virulenta".

NOTIZIA di Tommaso Pugliese   —   01/07/2026
L'artwork di Dragon Age: Inquisition

David Gaider, ex lead narrative designer e autore storico della serie Dragon Age ai tempi di BioWare, si è detto molto critico nei confronti dell'IA generativa, definendo questa tecnologia alla stregua di una piaga virulenta.

"Penso che il fatto che l'IA generativa venga frequentemente addestrata, a prescindere dal fatto che i creatori abbiano accettato che i loro dati vengano saccheggiati in questo modo, apra qualsiasi utilizzo della tecnologia a tutta una serie di problemi legali futuri - anche se si scelgono di ignorare le implicazioni morali, cosa che non si dovrebbe davvero fare", ha spiegato Gaider.

"In tutta la mia esperienza come narrative designer non mi è mai capitato di imbattermi in una situazione in cui correggere un prodotto di bassa qualità richiedesse meno tempo rispetto a buttarlo via e rifarlo da zero, o portasse a qualcosa di meglio che mediocre."

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"E mentre esiste la possibilità che l'IA si occupi delle attività più noiose, penso anche che dobbiamo stare molto attenti a non eliminare ogni compito utile alla formazione dei junior. Come faremo a formare la prossima generazione di sviluppatori se eliminiamo qualsiasi attività entry level?"

Uno strumento da cui non si impara?

Mentre Unreal Engine 6 integra modelli di IA generativa per "ridurre il lavoro noioso", Gaider mette dunque in guardia proprio dall'eliminazione di situazioni che generalmente rappresentano una potenziale occasione di insegnamento per gli sviluppatori alle prime armi.

"Non riesco nemmeno a immaginare di usarla per compiti come la programmazione. Come si fa a correggere bug nel 'vibe coding'? Qual è il punto nel creare prototipi con l'IA se il risultato è che nessuno nel team ha effettivamente imparato qualcosa su come realizzare il prodotto finale?"

"Perché usare l'IA per creare concept che inevitabilmente saranno senz'anima, con errori, e che non risulteranno essere qualcosa che i propri artisti possono replicare? Perché avere sistemi che nessuno nel team conosce davvero? Potrei continuare all'infinito."

"Sono colpevole anch'io, eh. A volte uso l'intelligenza artificiale per aiutarmi a cucinare qualcosa di nuovo e, lo ammetto, spesso mi ritrovo a non ricordare davvero come rifare quella ricetta da solo." Questa tecnologia, secondo Gaider, "dovrebbe essere trattata come la piaga virulenta che è."

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