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Intel sfida NVIDIA con la GPU per l'IA a basso consumo: ecco Crescent Island

Intel ha svelato Crescent Island, un acceleratore per l'inferenza AI basato sull'architettura Xe3P: il chip integra 32 Xe Core e può arrivare a 480 GB di LPDDR5X con un TDP di 350 watt.

NOTIZIA di Raffaele Staccini   —   24/08/2026
Intel a Hot Chips 2026

Intel ha presentato Crescent Island, il suo prossimo acceleratore dedicato all'inferenza dell'intelligenza artificiale, durante Hot Chips 2026, l'evento che si tiene dal 23 al 25 agosto 2026 presso l'Auditorium Memorial dell'Università di Stanford (Palo Alto, California). Il dispositivo rappresenta una soluzione pensata soprattutto per i carichi di lavoro di IA agentica, dove capacità della memoria, efficienza energetica e costo complessivo dell'infrastruttura diventano fattori particolarmente importanti.

Il cuore dell'acceleratore è la nuova architettura Xe3P, evoluzione della terza generazione Xe. Crescent Island integra 32 Xe Core, organizzati in quattro Compute Slice da otto core ciascuno, per un totale di 256 Vector Engine e 256 unità XMX dedicate ai calcoli matriciali.

Fino a 480 GB di LPDDR5X

Uno degli aspetti più interessanti di Crescent Island è il sottosistema di memoria: Intel ha scelto la LPDDR5X al posto della HBM utilizzata dagli acceleratori AI di fascia più alta di NVIDIA e AMD. La capacità può arrivare a 480 GB, anche se la scheda PCIe di riferimento di Intel sarà equipaggiata con 160 GB. I partner potranno invece realizzare soluzioni con configurazioni più capienti, fino al limite dichiarato di 480 GB.

L'infografica relativa alla nuova GPU Intel, nome in codice 'Crescent Island'
L'infografica relativa alla nuova GPU Intel, nome in codice "Crescent Island"

La scelta della LPDDR5X punta soprattutto a ridurre costi e consumi. La scheda PCIe raffreddata ad aria ha infatti un TDP di 350 watt, rendendo Crescent Island adatto a infrastrutture dove l'efficienza per watt e il costo totale di gestione sono prioritari rispetto alle prestazioni assolute.

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Ogni Xe3P Core dispone di 8 Vector Engine e 8 XMX Engine. I Vector Engine supportano diversi formati numerici, inclusi FP8 e FP4, oltre a offrire capacità FP64. Le unità XMX utilizzano invece array sistolici a 16 livelli per accelerare i carichi matriciali tipici dell'intelligenza artificiale.

Il sottosistema cache comprende 512 KB di L1/SLM per ogni Xe Core, per un totale di 16 MB, affiancati da 32 MB di cache L2 unificata. Crescent Island non integra inoltre i tradizionali blocchi grafici 3D, lasciando più spazio sul chip alle risorse dedicate al calcolo general purpose e all'AI.

Intel sta posizionando Crescent Island soprattutto per l'inferenza dei modelli IA, con particolare attenzione ai sistemi agentici. L'azienda cita il supporto a modelli linguistici, modelli di ragionamento, sistemi multimodali e modelli di diffusione. Tra le funzionalità software ci sono il supporto a vLLM, SGLang, llm-d e NVIDIA Dynamo, oltre a sistemi per la gestione della KV cache e per l'orchestrazione di agenti su infrastrutture eterogenee.

L'obiettivo è quindi competere non necessariamente con le soluzioni più potenti dotate di HBM, ma con un approccio basato su capacità della memoria, consumi e costo per token. Intel punta in particolare ai fornitori di servizi "tokens-as-a-service" e ai data center che devono gestire grandi quantità di inferenza.

Crescent Island sarà disponibile inizialmente come acceleratore PCIe raffreddato ad aria. Intel prevede di iniziare il customer sampling nella seconda metà del 2026, mentre ulteriori dettagli sulle prestazioni dovrebbero arrivare con l'avvicinarsi della disponibilità commerciale. La strategia è quindi diversa da quella degli acceleratori IA più potenti di NVIDIA e AMD: invece di puntare esclusivamente sulla massima potenza di calcolo, Intel vuole sfruttare la maggiore capacità e il minor consumo della LPDDR5X per offrire una soluzione più economica per l'inferenza.

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