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L’ESA chiede agli Stati Uniti di inserire le console portatili retro con giochi piratati tra i “mercati noti per la contraffazione”

L'associazione di categoria dell'industria videoludica statunitense ha chiesto al governo di includere tra i mercati più pericolosi per la pirateria anche le portatili per l'emulazione.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   13/10/2026
Una delle tante console di Anbernic

L'Entertainment Software Association (ESA), l'associazione di categoria che rappresenta l'industria videoludica statunitense, ha chiesto al governo degli Stati Uniti di segnalare come "mercato noto per la contraffazione" le console portatili retro dotate di giochi preinstallati, tipo quelle di Anbernic, per fare un nome molto noto nel settore.

La richiesta riguarda la Notorious Markets List, il rapporto annuale pubblicato dall'Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR), che individua i mercati online e fisici accusati di praticare o favorire pirateria e contraffazione. Ogni anno enti e aziende possono inviare le proprie segnalazioni per l'inclusione nell'elenco. Al momento l'USTR ha ricevuto circa trenta contributi: alcuni contengono nuove nomination, altri provengono da realtà già presenti nella lista che chiedono di esserne rimosse.

Tra i documenti c'è quello dell'ESA, che mette al primo posto i dispositivi "plug and play" per l'emulazione, spesso venduti con molte migliaia di titoli retro già installati, chiaramente senza alcuna licenza valida. Secondo l'associazione, queste macchine sono "l'equivalente funzionale dei superfakes" nel settore videoludico, e vengono dunque paragonate ai falsi di alta qualità di borse, abiti e orologi di lusso.

Un'altra console di Anbernic
Un'altra console di Anbernic

Il ragionamento dell'ESA è che tali prodotti possono apparire del tutto legittimi: hanno scocche stampate, display a colori, interfacce curate, confezioni da negozio, recensioni e perfino indicazioni simili a una garanzia, e sono messi in vendita su piattaforme di e-commerce note. Il loro appeal commerciale, però, poggerebbe esclusivamente su una scheda di memoria o un'unità interna contenente centinaia, migliaia o addirittura decine di migliaia di copie non autorizzate di giochi protetti da copyright. In alcuni casi, aggiunge l'associazione, vengono usati senza permesso anche titoli, schermate, personaggi e loghi nelle inserzioni, nelle confezioni o nelle interfacce. Il risultato sarebbe "un prodotto pieno di materiale pirata chiavi in mano" che si presenta ai consumatori come un dispositivo legale.

Anbernic RG Rotate: la recensione di una retroconsole col twist sbagliato Anbernic RG Rotate: la recensione di una retroconsole col twist sbagliato

L'ESA sostiene inoltre che questa apparente legittimità amplifichi il danno economico. Un singolo apparecchio può sostituire acquisti leciti presso più publisher e attraverso diverse generazioni di console, sottraendo vendite a giochi, raccolte, abbonamenti, remaster e hardware retro con licenza. Poiché la libreria è già pronta all'uso, viene meno quella difficoltà tecnica che un tempo separava il grande pubblico dalla pirateria. I venditori, nota l'associazione, presentano spesso il catalogo illecito come un punto di forza, e il prezzo finale lo riflette.

Il problema non riguarda soltanto i marketplace di importazione o rivendita: dispositivi di questo tipo si trovano facilmente anche su Amazon, circostanza che contribuisce a farli sembrare più affidabili.

La proposta dell'ESA

L'ESA propone all'USTR di sollecitare governi e gestori dei mercati online ad adottare sette misure. Tra queste: considerare le librerie di giochi non autorizzate preinstallate come prova centrale di pirateria su scala commerciale, ispezionare i supporti di memoria venduti insieme o separatamente, e chiedere ai venditori di dimostrare di avere i diritti sui giochi e sui marchi utilizzati.

Si chiede inoltre di sospendere i venditori recidivi e i negozi collegati, e non solo le singole inserzioni, di conservare i dati su venditori, pagamenti, spedizioni e pubblicità, di rafforzare i controlli doganali e di coordinare gli interventi contro produttori, esportatori, importatori, fornitori di logistica e piattaforme che favoriscano consapevolmente questi prodotti.

L'associazione indica poi esplicitamente Anbernic e i suoi prodotti. Secondo l'ESA, i suoi dispositivi vengono "regolarmente offerti o spediti" con schede di memoria rimovibili precaricate con centinaia o migliaia di copie non autorizzate di giochi pubblicati da suoi membri. Il danno, si legge, andrebbe oltre le mancate vendite: Anbernic "normalizza la pirateria basata sull'hardware" offrendo cataloghi illeciti dentro un prodotto di consumo curato, e commercializzandolo attraverso i normali canali di vendita scaricherebbe su publisher e marketplace i costi di monitoraggio, indagine, segnalazione e rimedio.

Nel proprio rapporto l'ESA propone altre categorie di potenziali mercati da includere: fonti di giochi crackati, repacker e siti di collegamento, mercati di coordinamento per torrent e pirateria, mercati non autorizzati di beni digitali e mercati commerciali di cheat. La richiesta finale è che l'USTR inserisca questi esempi nella lista 2026 e inviti governi, operatori, fornitori di hosting e infrastruttura, registrar, servizi di pagamento e pubblicità, piattaforme di e-commerce e altri intermediari ad agire in modo "sostenuto ed efficace", anche attraverso indagini e procedimenti penali contro gli operatori su scala commerciale e la sospensione dei servizi che ne generano ricavi.

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