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Rockstar Games a processo, il tribunale britannico ammette le accuse di "blacklisting"

Un tribunale del lavoro del Regno Unito ha respinto la richiesta di Rockstar Games di stralciare le accuse di "blacklisting" dal processo che la vedrà opposta a un gruppo di ex dipendenti.

NOTIZIA di Simone Tagliaferri   —   18/06/2026
Un personaggio di GTA 6
Grand Theft Auto VI (GTA 6)
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Il processo che vede contrapposti Rockstar Games e un gruppo di ex dipendenti si avvicina alla fase dibattimentale. Un tribunale del lavoro del Regno Unito ha infatti stabilito che le accuse di "blacklisting", la pratica aziendale di tracciare e schedare i membri sindacali per penalizzarli nelle decisioni gestionali, non saranno rimosse dal procedimento, respingendo così una specifica richiesta avanzata dall'azienda. Il processo è stato ufficialmente fissato: inizierà il 10 settembre per concludersi entro il 15 ottobre.

In tribunale

La vicenda ha avuto origine nell'ottobre del 2025, quando Rockstar Games ha licenziato 34 dipendenti tra Regno Unito e Canada, motivando la decisione per "cattiva condotta" legata alla presunta diffusione di informazioni riservate.

Il processo s'intreccerà con il lancio di GTA 6
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I lavoratori, supportati dal sindacato IWGB Game Workers, hanno fornito una versione diversa dei fatti: le presunte fughe di notizie consisterebbero unicamente in discussioni interne riguardanti le policy aziendali su Slack, avvenute all'interno di un server Discord privato. La situazione ha spinto il sindacato a denunciare una condotta antisindacale da parte dell'azienda, portando il caso fino all'attenzione del Primo Ministro britannico Keir Starmer, che lo ha definito "profondamente preoccupante".

Le ciclopiche vendite potenziali di GTA 6 spingono il titolo Take-Two, che ritorna ai livelli dello scorso maggio Le ciclopiche vendite potenziali di GTA 6 spingono il titolo Take-Two, che ritorna ai livelli dello scorso maggio

La recente decisione del tribunale è stata accolta positivamente dai lavoratori coinvolti. Ellie Dunstan, una delle dipendenti licenziate a ottobre, ha commentato: "Questa sentenza è un momento cruciale per noi. Rockstar pensava di poter controllare la narrazione. Si sbagliano, e non vediamo l'ora di dimostrarlo. Il nostro caso sarà ora ascoltato per intero e messo alla prova come dovrebbe essere. Il mondo avrà modo di vedere con i propri occhi le prove di quanto accaduto lo scorso ottobre."

Dunstan ha poi descritto l'impatto della vicenda a livello personale e professionale: "Amavamo il nostro lavoro in Rockstar. Perdere la nostra passione, i nostri colleghi e i nostri redditi in un batter d'occhio è stato devastante, e la dirigenza dell'azienda ci ha trattato con disprezzo da allora, rifiutandosi di concederci appelli o di rispondere a richieste di prove basilari. Dopo mesi di lotte per far sentire la nostra voce, questo è un momento da celebrare. La sentenza dimostra che anche contro un'azienda con le risorse di Rockstar, i lavoratori possono restare uniti e chiedere conto delle responsabilità. Questa lotta è sempre andata oltre la nostra situazione personale: si tratta di assicurarsi che i lavoratori di tutta l'industria videoludica, e non solo, abbiano il diritto di unirsi, farsi sentire e organizzarsi per un settore più equo."

Alle sue parole si sono aggiunte quelle di Spring McParlin-Jones, presidente di IWGB Game Workers, che ha sottolineato l'importanza del passaggio in aula: "Il tribunale ha rifiutato di farla passare liscia a Rockstar, stabilendo che rimangono seri interrogativi fattuali su come questi lavoratori siano stati identificati, catalogati e licenziati: interrogativi che ora dovranno essere esaminati in un'udienza completa."

McParlin-Jones ha infine mosso critiche dirette alla gestione della vertenza da parte della compagnia: "Dal momento in cui i dipendenti sono stati scortati fuori dai loro uffici senza preavviso, e attraverso ogni successiva fase del procedimento legale, Rockstar ha tentato di eludere le proprie responsabilità, negando ai lavoratori un'udienza equa, mancando di collaborare alle richieste di prove basilari e tentando ora di limitare l'esame delle accuse mosse contro di loro. I giocatori di tutto il mondo hanno compreso queste tattiche, e ora anche un tribunale ha sollevato dubbi sulla versione dei fatti fornita da Rockstar."

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