Cinque anni prima dell'inizio della nostra storia, la luna Dalamud è precipitata sul mondo di Hydaelyn, liberando il potente primal Bahamut e scatenando una calamità che ha distrutto buona parte del pianeta. Il continente di Eorzea sta cercando con fatica di rialzarsi da quell'apocalisse: diviso fra le tre città-stato di Gridania, Limsa Lominsa e Ul'dah, si trova a dover fronteggiare la minaccia rappresentata dalle mire espansionistiche dell'Impero Garleano, una superpotenza militare che contrappone ai Chocobo e alle tradizionali tecniche di combattimento lo sfruttamento del Magitek, una potente sintesi di magia e tecnologia. Nel frattempo i Primal - anche noti come Eikon o Eidolon - stanno destabilizzando le comunità locali, mentre un'immensa torre di cristallo ha catturato l'attenzione dei ricercatori di Mor Dhona. Questa è la cornice nella quale muove i primi passi il Warrior of Light protagonista dell'avventura: toccherà a lui dipanare la nebbia e affrontare le forze oscure che muovono i fili dall'ombra, facendo affidamento solo sull'organizzazione degli Scions of the Seventh Dawn, ovvero il suo party di fedeli alleati.
Perché fare questa introduzione per un videogioco che risale ormai al 2014? La risposta è molto semplice: bisogna sempre ricordare che, prima ancora di essere un MMORPG, Final Fantasy XIV è un Final Fantasy fatto e finito, per giunta uno dei migliori dell'intera serie. Non solo perché il team di Naoki Yoshida ha costruito una narrazione profonda e piena di colpi di scena, ma soprattutto perché ha saputo fondere tutte le ispirazioni della saga all'interno di un unico contenitore, pescando elementi da ogni capitolo e ricamandoci attorno vicende coerenti. A partire dal 4 agosto 2026 Final Fantasy XIV è disponibile anche per Nintendo Switch 2 e non si tratta di una notizia da poco, tanto che in poche ore ha raggiunto la vetta della classifica dei software più venduti dell'eShop. Ovviamente c'è una grande domanda che orbita attorno a questa operazione: come gira il MMORPG di Square Enix sulla nuova macchina di casa Nintendo?
La risposta breve è "bene", quella lunga la trovate nella nostra recensione: abbiamo trascorso diversi giorni nei confini di questa nuova versione e coglieremo l'occasione per raccontare ancora una volta perché quest'opera meriterebbe l'attenzione di qualsiasi appassionato del franchise.
Che cos'è Final Fantasy XIV e come si gioca
Il fatto che Final Fantasy XIV sia un MMORPG - ovvero un gioco di ruolo multigiocatore massivo online - è proprio la ragione per cui molti appassionati della saga di Square Enix hanno scelto di tenersene lontani nel corso degli anni. Tale definizione di genere, tuttavia, è molto riduttiva: sì, Final Fantasy XIV offre tante attività di gruppo ed è ambientato in Data Center popolati da migliaia di altri giocatori, ma rimane prima di ogni altra cosa un Final Fantasy tradizionale che si può giocare interamente in solitaria. C'è una trama principale da centinaia di ore, c'è un cast di comprimari e antagonisti di prima categoria - fra cui l'immancabile party di compagni di viaggio - senza contare che la "nuova" funzionalità del Trust System consente di affrontare anche i contenuti cooperativi, come per esempio i Dungeon, facendo affidamento su alleati controllati dall'intelligenza artificiale. Se da una parte, per gli appassionati radicali di MMORPG, queste potrebbero suonare quasi come delle caratteristiche blasfeme, dall'altra hanno saputo catturare milioni di appassionati storicamente avversi all'idea del mondo condiviso.
Il secondo peccato originale di Final Fantasy XIV è quello di essere - oltre a World of Warcraft - l'unico grande MMORPG moderno soggetto al pagamento di un abbonamento mensile, nonché all'acquisto di una serie di espansioni maggiori su base generalmente biennale. Da un po' di tempo a questa parte, tuttavia, le cose sono cambiate: la Free Trial consente di accedere gratuitamente alla storia originale di A Realm Reborn e alle espansioni Heavensward, Stormblood e Shadowbringers, lasciando fuori dal pacchetto solamente Endwalker e Dawntrail, offrendo di fatto centinaia di ore di contenuti senza costi aggiuntivi, con giusto qualche limitazione al commercio, alle opzioni social e al PvP. Su Switch 2 è stata pubblicata la Complete Edition, che contiene tutte le espansioni pubblicate fino a questo momento, per le quali rimane valido il pagamento dell'abbonamento a partire da una variante Entry che ha un costo di 10,99 Euro al mese.
Come accennato si tratta di un MMORPG anomalo, perché gran parte dell'esperienza ruota attorno alla Main Scenario Quest, ovvero la storia scritta dal team di Yoshida, un racconto che abbraccia tutte le espansioni e strada facendo si fa sempre più profondo, introducendo nuovi personaggi, nuove ambientazioni e nuovi avversari tutti legati alla medesima narrazione. Il resto della struttura adotta un modello "theme park": è un grande parco tematico dedicato all'universo di Final Fantasy nel quale si possono allevare Chocobo e affrontare i mini-giochi del Gold Saucer, magari mettersi alla prova nei Raid dedicati a specifici capitoli della serie o varianti crossover come quello ambientato negli scenari di Nier: Automata. Si può andare a pesca, dedicarsi al crafting, comprare e arredare una casa, cacciare mostri rari, collezionare cavalcature, scoprire modalità opzionali come i Deep Dungeon di stampo roguelike, insomma, servirebbero migliaia di ore anche solo per vedere tutto ciò che questo progetto ha da offrire.
Per quello che riguarda il sistema di combattimento, la formula è quella del "tab-target": il personaggio attacca automaticamente il nemico agganciato, mentre il giocatore può muoversi liberamente e utilizzare tutte le abilità della sua classe (soggette a un tempo di cooldown globale di 2.5 secondi, molto permissivo) con il fine di dare vita a combo o generare effetti unici. In questo momento Final Fantasy XIV mette sul piatto 21 Job dedicati alle battaglie - divisi fra Tank, Healer e DPS - che pescano ispirazioni dai più tradizionali ruoli del franchise: c'è il Paladin, il Dark Knight, il Dragoon, il White Mage, il Black Mage, il Red Mage, il Summoner... ecco, diciamo che la carne al fuoco non manca affatto, senza contare che tutti i Job sono disponibili per un singolo personaggio senza necessità di ricominciare da zero. Per fare un paragone poco ortodosso, dato che ci troviamo su Nintendo Switch 2, potremmo accostare le battaglie a quelle della serie Xenoblade: ovviamente si tratta di due ricette molto diverse, ma l'architettura generale è un buon riferimento per capire in cosa ci si sta imbarcando. Per qualsiasi informazione aggiuntiva al riguardo vi rimandiamo alla nostra recensione originale di A Realm Reborn e a quella dell'espansione più recente, ovvero Dawntrail.
La versione Nintendo Switch 2
Fortunatamente Final Fantasy XIV è stato progettato fin dalle origini per funzionare nativamente su console, il che lo rende senza ombra di dubbio il miglior esponente del genere per quel che riguarda l'esperienza con il controller (ndr: io per esempio gioco da controller anche su PC nelle attività di fine gioco). L'interfaccia è interamente personalizzabile e consente di ospitare fino a 32 abilità in contemporanea sui pulsanti frontali, cosa che rende molto agevole la gestione dei Job più complessi. L'unica accortezza per godere al meglio dell'esperienza su Switch 2 è proprio l'attenzione che va dedicata alla personalizzazione dell'HUD, nella quale vale la pena investire anche più di un'ora alla ricerca della configurazione più adatta, dato che sarà lo schema che vi farà compagnia per tutta la durata dell'avventura. Ciò risulta davvero semplice grazie alla funzionalità mouse del Joy-Con 2, ma soprattutto per merito dell'eccellente modalità ibrida che sfrutta il touchscreen, consentendo di gestire HUD e menù con una facilità che mai si era vista né su console né su PC.
Passando al gioco vero e proprio, Square Enix ha lavorato a due preset diversi per la modalità portatile e quella docked: mentre in portabilità la risoluzione scende a 720p e il framerate è bloccato a 30-33 fps, nel dock la risoluzione è 1080p con anti-aliasing disattivato di default e una frequenza dei fotogrammi sbloccata che varia considerevolmente a seconda della fase. In generale le prestazioni sono davvero ottime e soprattutto stabili: nelle zone all'aperto tutto scorre liscio come l'olio, i dungeon reggono alla perfezione, anche i raid per 24 giocatori e le battaglie su vasta scala nelle Field Operations non soffrono assolutamente il carico, specialmente se si opta per la riduzione degli effetti visivi degli altri giocatori. Ci sono solo un paio di istanze che presentano dei cali: la prima sta nelle aree simili a Limsa Lominsa - città estremamente pesante per via della presenza di tantissimi giocatori - mentre la seconda si verifica in concomitanza di attacchi specifici di alcuni boss, fattore che fa pensare a piccoli problemi tecnici che saranno risolti nel corso di questo mese di test, finora costellato di patch di emergenza.
Per quanto riguarda le prestazioni in docked, s'incontrano oscillazioni anche di 25 fps fra un contenuto e l'altro, nonostante la frequenza rimanga quasi sempre stabile: in alcune regioni del mondo aperto si sfiorano i 60 fps, nei raid e nei dungeon si stabilizzano attorno ai 40 fps, le città maggiori tengono i 35 fps, mentre gli unici cali veri e propri si incontrano nelle zone molto densamente popolate, specialmente se si sceglie di impostare lo zoom al minimo. Il risultato, nel complesso, è di gran lunga superiore rispetto alle più rosee aspettative: la versione Switch 2 consente di vivere l'interezza dell'esperienza offerta da Final Fantasy XIV senza alcun intoppo, è ottima per affrontare le attività giornaliere e settimanali in portabilità, inoltre stringe compromessi assolutamente accettabili per tutti coloro che fossero interessati prevalentemente ai risvolti narrativi e alle fasi di puro e semplice gameplay.
La tassa della conversione, infatti, è imposta esclusivamente al comparto visivo: la fedeltà grafica, soprattutto in seguito alla grande patch di restauro che ha accompagnato il lancio di Dawntrail, non è affatto esaltante, specialmente in modalità docked. Questo perché giocando su un monitor o sullo schermo TV il compromesso si fa notare nel fogliame della vegetazione, nella qualità delle ombre, nel livello di dettaglio dei paesaggi e nella sfocatura delle texture più lontane; per certi versi risulta quasi migliore la modalità portatile, in quanto le dimensioni ridotte dello schermo riescono a "mascherare" molto meglio le accortezze necessarie per mantenere solide le prestazioni e offrire segmenti di combattimento più fluidi possibile. A questo proposito, merita una menzione anche la durata della batteria: in una serata trascorsa fra attività ad alto regime, Switch 2 tende a consumare circa il 20% nel giro di un'ora, il che dovrebbe garantire poco meno di cinque ore prima di doverla riporre nel dock.
In conclusione
La cosa più interessante di Final Fantasy XIV per Nintendo Switch 2 è che, pur funzionando come una variante a tutti gli effetti sostitutiva delle altre, ha un'enorme potenziale anche come piattaforma da affiancare a quella principale. Alcune funzionalità sono dei veri e propri game changer, su tutti lo sfruttamento del touchscreen in modalità portatile e la possibilità di utilizzare il mouse Joy-Con, ma in generale è davvero comodo potersi svincolare dal proprio schermo principale per completare attività compilative o le classiche Roulette giornaliere. Anche i contenuti più intensivi, come per esempio il PvP per 72 giocatori, si svolgono senza alcun intoppo, specialmente in seguito all'installazione dell'ultima patch di emergenza che ha corretto il bug relativo all'allungamento dei tempi di caricamento, eliminando l'unica grande macchia che stava sporcando questo nuovo lancio.
Avvicinandosi a questa versione tocca tenere a mente che, con i suoi 117GB, rappresenta al momento il gioco più pesante nell'intero catalogo di Nintendo Switch 2, mettendo sotto chiave praticamente la metà della base di memoria. Dal momento che le prestazioni sembrano migliorare in maniera percettibile se l'applicazione è installata direttamente sulla console, bisogna essere consapevoli del tunnel in cui si sta entrando in fase d'installazione. Lo stesso discorso rimane valido per il gioco vero e proprio, perché abbiamo colto quest'occasione per creare un nuovo personaggio e rivivere la fase di onboarding di A Realm Reborn, trovandoci di fronte a un universo che oggi più che mai rischia di rivelarsi soverchiante. C'è tantissimo da fare, tantissimo da scoprire e soprattutto tantissimo da leggere - come sempre senza una localizzazione ufficiale in italiano - al fine di assorbire l'enorme quantità di informazioni al centro di questa grossa anticamera narrativa, che inizia a mostrare i suoi veri colori solamente in seguito al superamento del livello 50 e il sollevamento del sipario sui Raid e sulla prima espansione Heavensward.
Questo, tuttavia, rappresenta il più grande punto di forza della versione Switch 2: dal momento che si tratta di un'esperienza pesantemente incentrata sulla narrazione e sull'esplorazione di un mondo che è stato arricchito e perfezionato nell'arco di oltre dieci anni, la console ibrida consente di integrare agilmente questo lunghissimo viaggio nell'arco delle proprie giornate, rendendo decisamente più accessibile una delle migliori storie mai confezionate sotto l'egida di Final Fantasy. Allo stesso modo, chi volesse scoprire quanto è profonda la tana del bianconiglio e lanciarsi nelle attività di fine gioco, si troverà di fronte a un'architettura tecnica di tutto rispetto, fra l'altro destinata a migliorare sul fronte delle prestazioni man mano che ci si avvicina ai contenuti più recenti.
Prima di chiudere vale la pena fare un paio di considerazioni: la prima è che Final Fantasy XIV è un viaggio molto impegnativo, specialmente nelle fasi iniziali, non è un videogioco che parla a tutti e rimane pur sempre costretto nella sua particolare struttura da MMORPG, ma custodisce al suo interno vicende e personaggi di cui il resto della saga sente terribilmente la mancanza. La seconda è che non c'è momento migliore per dargli un'opportunità, perché in queste giornate ci siamo imbattuti in tantissimi nuovi giocatori - i cosiddetti Sprout - che stanno popolando i Data Center europei, presumibilmente attratti proprio dal debutto sulla console di Nintendo, o magari dal fatto che mancano meno di cinque mesi al debutto della nuova espansione Evercold, che porterà sul palcoscenico un mondo tutto nuovo. Square Enix, dal canto suo, ha confezionato ancora una volta una versione dedicata davvero stupefacente, iniettando nuova linfa vitale in uno degli universi più amati dell'ultimo decennio.
Conclusioni
Final Fantasy XIV arriva su Nintendo Switch 2 e lo fa con una versione che definire sorprendente sarebbe un eufemismo. In pochi ci avrebbero scommesso, invece il suo MMORPG funziona e funziona anche molto bene, stringendo compromessi minimi per ottenere prestazioni più che convincenti. Certo, la fedeltà grafica e la bellezza delle ambientazioni riescono a brillare decisamente di più sulle altre piattaforme, ma la natura ibrida dell'esperienza ha le carte in regola per incasellarsi perfettamente nell'arco delle giornate, fra l'altro scommettendo su una serie di caratteristiche uniche. L'integrazione del touchscreen è una feature fantastica, la modalità mouse del Joy-Con facilita tantissimo le fasi di gestione, l'esperienza con il controller era già stata limata nell'arco di anni, ma la cosa più importante è che la frequenza dei fotogrammi tiene botta anche nelle attività più pesanti e concitate, rendendo questa variante un'ottima alternativa da affiancare al proprio setup principale. Ovviamente non è "il modo migliore per giocare a Final Fantasy XIV" per via degli evidenti compromessi che è costretta a stringere e a qualche sbavatura tecnica che è sotto la lente d'ingrandimento degli sviluppatori, ma riesce con successo a consegnare un'avventura decennale nelle mani di un pubblico tutto nuovo.
PRO
- Ottimo sfruttamento delle caratteristiche di Switch 2
- Prestazioni solide anche nelle attività più concitate
- Si tratta a tutto tondo di una versione davvero encomiabile
CONTRO
- Tocca spendere un po' di tempo a smanettare con l'interfaccia
- Capita molto raramente, ma quelle rare volte si scende sotto i 30 fps