Copyright, l'Unione Europea ha approvato la controversa direttiva 90

Dopo il rinvio di luglio, il Parlamento Europeo ha approvato la disciplina sul copyright (diritto d'autore) con una maggioranza di 438 voti. La pronuncia definitiva a gennaio 2019

NOTIZIA di Davide Spotti —   12/09/2018

Il Parlamento Europeo ha approvato la discussa nuova direttiva con cui verrà aggiornata la normativa in tema di Copyright nel territorio dell'Unione. Il provvedimento ha ricevuto 438 voti a favore; 226 i voti contrari e 39 gli astenuti.

Un'ulteriore votazione, questa volta definitiva, è prevista a gennaio 2019. Dopodiché la nuova legge sul diritto d'autore dovrà essere recepita dagli ordinamenti dei singoli Stati membri dell'Unione Europea, che comunque possono riservarsi di variare, anche in modo significativo, l'interpretazione del testo.

Posticipata nel mese di luglio per l'introduzione di alcune modifiche, la direttiva sul copyright ha ricevuto molte critiche, in particolare per quanto riguarda il disposto degli articoli 11 e 13, che secondo alcuni potrebbero determinare conseguenze pericolose per la libera circolazione delle informazioni sul web. La prima pronuncia ha condotto alla presentazione di una serie di emendamenti che peraltro non hanno modificato in modo sostanziale l'impianto della direttiva.

Nello specifico, l'articolo 11 punta a tutelare gli interessi degli editori rispetto alle piattaforme online come Google e Facebook, al fine di garantire adeguati compensi per i creatori di contenuti. L'articolo 13, invece, prevede che piattaforme come YouTube o Facebook impediscano agli utenti di condividere materiale protetto da copyright senza possederne i diritti d'autore.

Secondo il disposto, qualsiasi fornitore di servizi online dovrebbe dotarsi di un sistema simile a "Content ID", la tecnologia di YouTube volta ad impedire il caricamento di video in violazione del diritto d'autore. Gli scettici osservano le contraddizioni di questo sistema, che spesso conduce alla censura immotivata dei contenuti. Ma c'è anche chi teme un giro di vite non indifferente per quanto riguarda la libertà d'espressione dell'utenza.

Per contro, i sostenitori del provvedimento dicono che le argomentazioni disfattiste sono il risultato di un ingiustificato allarmismo provocato dalle grandi aziende tecnologiche statunitensi, desiderose di mantenere il controllo delle principali piattaforme presenti sul web. Secondo questa tesi, la direttiva darà la possibilità di avere licenze più adeguate e una miglior tutela del diritto d'autore. Non a caso la nuova direttiva viene vista di buon occhio da case discografiche, major cinematografiche e associazioni di autori.