Per chi non ne ha mai abbastanza! 31

Arriva sui digital store di PlayStation 3 ed Xbox 360 la prima espansione di Devil May Cry: scopriamo se ne vale la pena

RECENSIONE di Claudio Camboni —   11/03/2013

Capcom in questa generazione ha cercato di cavalcare a tratti l'onda dei DLC facili, spesso scontrandosi con critica e pubblico. Dopo numerose proteste da parte dei fan di Street Fighter e Marvel vs Capcom 3, che lamentavano una inondazione di piccoli pacchetti a pagamento apparentemente estrapolati dal gioco base per essere rivenduti a parte, la storica casa nipponica ha placato gli animi con Resident Evil 6, per poi ripartire alla carica proprio con questo Devil May Cry. Ma questa volta con un approccio molto più soft e molto meno criticabile. L'ultimo DLC disponibile dal 6 marzo si intitola La Caduta di Vergil ed innanzitutto arriva dopo un primo DLC completamente gratuito. In secondo luogo è scaricabile ad un prezzo medio inferiore a quelli applicati dalla concorrenza. Ultimo ma non per ultimo: è evidente che questa piccola porzione di campagna single player sia indipendente dal gioco base, e quindi quasi sicuramente stata sviluppata successivamente alla commercializzazione. Ma questo basterà per farsi amare dagli appassionati?

Caduta e risveglio di un'anima

Il nuovo DLC dedicato all'universo di Devil May Cry è un piccolo capitolo indipendente posto cronologicamente avanti alla fine del gioco base, quasi a fare da "ponte" per un eventuale seguito futuro ma nel quale, invece di Dante, ci dobbiamo calare nei panni del fratello Vergil.

A prescindere dal fatto che "la storia" non l'ha mai fatta da padrona in titoli come Devil May Cry, l'incipit non sarebbe nemmeno malvagio: Vergil, sconfitto e caduto, sta sprofondando negli abissi del limbo; una voce proveniente da un'entità astratta ed oscura gli dice di avere ancora una possibilità: combattere contro le ferite ancora aperte del proprio cuore, che non ha più voglia di battere, e tornare alla vita. La storia non è narrata con delle cut scenes animate, come di consueto, ma attraverso una serie di disegni "semi" animati ma dal bello stile grafico. Fattore che però evidenzia una certa velocità nello sviluppo e probabilmente i pochi fondi messi a disposizione dalla casa produttrice.

Obiettivi Xbox 360

Come ogni DLC solitamente fa, anche questo aggiunge ai canonici 1000 punti altri 250 attraverso 10 obiettivi da sbloccare. Si tratta di achievement molto semplici da ottenere: vi basterà completare l'espansione al livello di difficoltà massimo (per altro un'impresa molto fattibile) per sbloccarli tutti ed arrivare cosi' alla soglia dei 1250 totali.

Lotta per la vita

La sensazione diventa più evidente iniziando a giocare. Il DLC è composto da sei livelli, dei quali uno è costituito da un boss, e due sono copia-carbone, ma vanno affrontati con diversi poteri a disposizione. In totale sono circa due ore di gameplay aggiuntivo: non molte. La struttura base di La Caduta di Vergil non è dissimile dall'avventura di Dante, essendo composta prevalentemente da fasi prettamente action, dove in un susseguirsi di nemici su schermo con una difficoltà sempre maggiore, si spezza il ritmo di gioco con fasi platform da affrontare con l'uso delle spade energetiche in nostra dotazione. L'armamentario di Vergil è molto meno eterogeneo di quello del fratello. Innanzitutto dimenticatevi le armi da fuoco e relative variazioni sul tema. Vergil può evocare le spade energetiche e lanciare contro i nemici, oppure attirare quest'ultimi a sè modificando la funzione con i trigger del pad esattamente come si fa con Dante. L'unica arma a disposizione risulterà la spada Yamato e relative incarnazioni angeliche/demoniache, potenziamenti ottenuti man mano che si avanza nel gioco e che comprendono una combo abbastanza lenta e macchinosa, ma estremamente potente, ma anche fendenti corti e veloci. Il combat system, già di per sè abbastanza rodato e sviluppato, trova in Vergil un protagonista abbastanza ingessato e macchinoso, a tratti lento e molto meno divertente di Dante, che aveva "al suo arco" molte più frecce. Alcuni attacchi sono poi troppo confusionari: ad esempio quello principale della forma angelica ci vede scivolare a terra per una lunga distanza senza un "lock" sul nemico, e di conseguenza ci troviamo spesso fuori dall'azione di gioco e con una telecamera che impazzisce per farci vedere dov'è il nemico che avevamo inizialmente puntato.

Le combo sono spettacolari come quelle di Dante, è vero, ma spesso troppo scollegate dagli attacchi base e ne consegue una leggera difficoltà nell'imbastire una serie di attacchi fluidi e rapidi. Nel DLC ci sono delle locazioni originali, ma sempre caratterizzate da un certo anonimato (sarà il solito cielo terso sopra le nostre teste?) e dal riciclaggio di molti elementi già visti nell'avventura base. Ci sono quattro livelli di difficoltà da provare, tutti abbastanza tarati verso il basso, fattore che non eleva la longevità di questa espansione oltre le due ore, morendo poi molto di rado. I boss stessi sono troppo semplici da eliminare, ci saremmo aspettati molto di più. Tirando le somme, ci sentiamo di consigliare questo DLC solo ai super appassionati della saga che vorranno approfondire le vicende di Vergil o avere un pò di sana distruzione in più una volta finito DMC Devil May Cry. Avere un DLC, un pezzo di storia o di gameplay in più, non è mai un male. Bisogna solo valutare le proprie esigenze ed il nostro attaccamento alla saga. Per tutti i giocatori occasionali, diciamo che potreste farne tranquillamente a meno in quanto non aggiunge niente di particolarmente significativo nè dal punto di vista narrativo, nè da quello del gameplay (anzi, è un leggero passo indietro).

Versione testata: Xbox 360 Digital Delivery: Xbox Live, PlayStation Network Prezzo: 720 Microsoft Points, 8,99€
Multiplayer.it

Lettori (29)

5.6

Il tuo voto

PRO

  • Bella l'idea di giocare con il fratello di Dante
  • Qualche ambientazione e nemico inedito
  • La solita sensazione di potenza e distruzione delle combo

CONTRO

  • Molto corto e facile
  • Qualche riciclaggio di troppo
  • Il Combat System di Vergil è meno divertente di quello di Dante