La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor Il Lucente Signore, recensione: L’elfo che fu

Un nuovo DLC tutto dedicato a Celebrimbor

RECENSIONE di Fabio Palmisano   —   26/02/2015
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I primi passi di L'Ombra di Mordor sul sentiero dei DLC non sono stati particolarmente memorabili, considerando come la prima espansione intitolata Il Signore della Caccia avesse messo in mostra dei contenuti tutt'altro che esaltanti e un'impostazione di base poco convincente. Tocca dunque al qui presente Il Lucente Signore cercare di raddrizzare il tiro e fornire ai fan del titolo Monolith delle valide motivazioni per tornare a fare stragi di orchi, e le premesse sono senza dubbio interessanti: il giocatore veste infatti i panni del solo Celebrimbor all'epoca della sua fuga dalle grinfie di Sauron per mezzo dell'Unico Anello, e consente dunque di vivere in prima persona quello che nel gioco principale era soltanto accennato tramite scene d'intermezzo. Vediamo dunque se la componente ludica si è rivelata all'altezza di un setting tanto intrigante...

Brutti ricordi

Il Lucente Signore comincia con una breve introduzione "riciclata" da L'Ombra di Mordor, dato che si tratta più o meno della stessa cutscene relativa a uno dei flashback avuti da Celebrimbor nella sua avventura assieme a Talion: si vede dunque l'elfo mentre forgia l'Unico Anello, per poi usarlo per scappare dalla prigione in cui l'aveva rinchiuso Sauron. Il gioco vero e proprio inizia subito dopo questi avvenimenti, con Celebrimbor deciso a sfruttare il potere del manufatto per soggiogare gli orchi al suo volere e farli così rivoltare contro il loro padrone. La mappa in cui si svolge questo DLC è una versione ridotta della regione di Udun (quella per capirci in cui è ambientata la prima parte della campagna principale), costantemente avvolta in una sorta di nebbia rossastra: una scelta evidentemente operata dai grafici di Monolith per dare allo scenario un tono più minaccioso, ma che finisce con lo svilire la grafica del gioco rendendo il tutto fin troppo impastato e monotono.

La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor Il Lucente Signore, recensione: L’elfo che fu

Persino gli Uruk si adeguano mestamente all'uniformità dello scenario, mostrandosi coperti da armature che li rendono quasi indistinguibili gli uni dagli altri, e faticando a dare sfoggio di grande personalità anche per quel che concerne capitani e comandanti vari. Nonostante il cambio di protagonista poi, gli sviluppatori hanno deciso di mantenere comunque la discutibile impostazione già adottata con il precedente Signore della Caccia, mettendo nelle mani dell'utente un eroe completamente potenziato anche se dotato di alcune caratteristiche diverse rispetto a Talion: ecco dunque che Celebrimbor non può rallentare il tempo quando tira con l'arco ma può scagliare frecce più rapidamente, e dispone di un paio di mosse in più per marchiare gli avversari. Una pratica che consente di riempire l'indicatore relativo al potere dell'Unico Anello, usando il quale si entra in una sorta di momentaneo bullet time con la facoltà di prodursi in esecuzioni e colpi speciali a piacimento; considerando come sia relativamente facile ricaricare l'abilità, questa nuova feature dà la netta impressione di essere troppo efficace specialmente se usata contro capitani e comandanti, finendo per riportare il livello di difficoltà su una soglia decisamente abbordabile nonostante il dichiarato intento di Monolith di rendere questo DLC più impegnativo dell'avventura originale. Le uniche impennate nel tasso di sfida si registrano nelle prove dell'Anello (una manciata di missioni secondarie che, se completate, consentono di aumentare la finestra di utilizzo del manufatto), non tanto perché siano ardue di per sé ma a causa di evidenti deficienze di design che le rendono particolarmente frustranti.

Il Lucente Signore conferma purtroppo lo scarso feeling di Monolith con i DLC de L'Ombra di Mordor

Anello debole

Un altro aspetto che lascia perplessi de Il Lucente Signore è la sua notevole linearità, che stride fortemente con quella libertà d'azione che ha rappresentato uno dei capisaldi de l'Ombra di Mordor. Il susseguirsi delle varie missioni principali che compongono il DLC è molto guidato, con Celebrimbor che deve prima uccidere dei capitani Uruk per assoggettare i loro seguaci e fargli costruire alcune torri della fucina, e in seguito andare a caccia dei proverbiali cinque comandanti per marchiarli e farli rivoltare contro Sauron. Le missioni non denotano grande varietà e il Sistema Nemesi viene letteralmente messo a freno da una struttura troppo rigida, che nel tentativo di proporre un tipo di sfida diverso finisce per rendere il titolo orfano di alcuni dei suoi aspetti più stimolanti.

La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor Il Lucente Signore, recensione: L’elfo che fu
La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor Il Lucente Signore, recensione: L’elfo che fu

In tal senso, fa storcere il naso la decisione degli sviluppatori di far comparire le guardie del corpo sempre assieme ai loro leader, privando così il giocatore del piacere di occuparsi come meglio crede prima dei sottoposti e poi del capo: il tutto nel tentativo di rendere questi scontri più difficili, operazione però resa vana dalla già citata eccessiva efficacia del potere dell'Unico Anello. Ma quando si tratta di discutibili scelte di design, il climax viene raggiunto dal Lucente Signore nella sua ostinazione a focalizzarsi quasi esclusivamente sulla pratica di marchiare i nemici. Per tutta la durata della campagna, l'utente è spronato a prendere controllo degli Uruk anziché ucciderli, allo scopo di radunare un esercito personale da scatenare contro Sauron. Proprio quello che era a tutti gli effetti uno degli elementi meno riusciti de L'Ombra di Mordor viene qui promosso a chiave di volta del gameplay, con effetti facilmente immaginabili sulla qualità dell'esperienza ludica. Ci si trova dunque costantemente impegnati a marchiare orchi sui quali poi non si ha alcun effettivo controllo, e che finiscono solo per mettersi in mezzo durante i combattimenti generando una fastidiosa confusione. A poco servono i due nuovi comandi introdotti da Il Lucente Signore, che consentono al protagonista di adunare in battaglia un gruppo di cinque Uruk o di sacrificarli per ripristinare la propria energia vitale: se l'obiettivo di Monolith era quello di dare vita a spettacolari schermaglie tra gli orchi assoggettati da Celebrimbor e quelli fedeli a Sauron, si può dire che il bersaglio sia stato clamorosamente mancato. Così come un sostanziale buco nell'acqua è anche la conclusione del DLC, arrivata nella nostra esperienza dopo circa tre ore di gioco: quello che voleva rappresentare una sorta di ammenda per l'epilogo obiettivamente poco entusiasmante della campagna principale appare (di nuovo) come qualcosa realizzato con evidente approssimazione. Senza voler incorrere in spoiler, diciamo soltanto che si arriva allo scontro decisivo con Sauron in maniera molto frettolosa, e che lo stesso combattimento finale si rivela come un triste compendio di tutte le problematiche di gameplay che abbiamo espresso finora. E il fatto che Il Lucente Signore sia riuscito a sprecare l'occasione di dare una solida base ludica a uno scontro tanto epico la dice lunga sul valore di questo DLC, che purtroppo non fa che confermare lo scarso feeling di Monolith con questo genere di espansioni.

Commento

Versione testata PlayStation 4
Digital Delivery Steam, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo 9,99 €
Multiplayer.it

Lettori (7)

6.9

Il tuo voto

PRO

  • Premesse molto intriganti
  • Comandare Celebrimbor è una novità
  • Alcune abilità inedite
CONTRO
  • Troppe scelte discutibili di design
  • Lineare e poco stimolante
  • Dura poco e non lascia nulla