L'isola delle anime perdute

Un'isola sperduta nel nulla, una misteriosa aguzzina, un terribile esperimento: Revelations 2 arriva in edizione completa su disco

RECENSIONE di Massimo Reina   —   24/03/2015
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In attesa di ripresentarsi al pubblico con un eventuale settimo capitolo della serie principale, Capcom cerca nel frattempo di tenere viva l'attenzione dei fan sul franchise di Resident Evil (e di guadagnare tanti bei soldini) riproponendo in alta definizione classici del passato come lo splendido remake per GameCube del primo episodio, o nuovi episodi dello spin-off Revelations.

L'isola delle anime perdute

Di quest'ultimo nel corso delle scorse settimane abbiamo avuto modo di giocarne il seguito a puntate, visto che il titolo è stato rilasciato con la particolare formula della distribuzione a episodi settimanali via digital download, come se fosse una mini serie sulla falsariga di quelle televisive alla The Walking Dead. Il risultato del progetto non è stato male, considerando soprattutto il fatto che non puntava a rivoluzionare la saga o il genere, e il costo di ogni puntata. E ora il gioco arriva anche in una edizione pacchettizzata per la gioia di tutti coloro che non lo hanno ancora giocato o desiderano averlo su supporto fisico. Oltre ai quattro capitoli che compongono il gioco, i due episodi aggiuntivi focalizzati sulle storie di Moira Burton e Natalia Korda, Resident Evil: Revelations 2 in versione retail contiene altri contenuti, come i personaggi di Hunk e Albert Wesker per la modalità RAID, quattro costumi alternativi per ognuno dei protagonisti e il "RAID mode Throwback Stage Pack" con un poker di stage ispirati alle ambientazioni dei recenti episodi della serie Resident Evil.

Resident Evil: Revelations 2 arriva in edizione retail con le storie di Claire e Barry e tanti contenuti

Curiosità

Il titolo di ogni episodio del gioco è ispirato ad alcune delle opere di Franz Kafka, del quale abbondano le citazioni durante l'avventura, compresi i misteriosi disegni nascosti da evidenziare con la torcia di Moira. "Nella colonia penale" è per esempio il titolo di un racconto dello scrittore boemo, in cui il tema della colpa si presenta all'insegna di una radicale ambivalenza. "Meditazione" è invece quello di una raccolta di 18 racconti brevi e apologhi. "La condanna", conosciuto in italiano anche come Il verdetto o La sentenza, è una novella incentrata sul tema del conflitto tra padre e figlio, mentre "La metamorfosi" narra di un uomo risvegliatosi una mattina trasformato "in un gigantesco insetto".

Esperimento mortale

Le premesse sono molto intriganti, dal momento che tutta l'avventura è ambientata su di una misteriosa isola, presumibilmente ex sovietica, chiamata Zabytij, che cupa e silenziosa svetta sul mare circostante senza che da essa si alzino più voci umane capaci di rispondere ai richiami via radio. Tutto ciò che barcolla, striscia e si muove su quella porzione di terra emersa, dietro le mura di case, fabbriche, presidi medici o alberi non ha più nulla di naturale. Dentro le celle di un fatiscente penitenziario si risvegliano Claire Redfield e Moira Burton, membri dell'organizzazione contro il bioterrorismo denominata TerraSave. Le due ragazze sono state rapite assieme ad altri colleghi proprio durante un party dell'organizzazione non governativa da un gruppo di paramilitari e lasciate imprigionate con al polso un misterioso braccialetto. Questo, si scoprirà praticamente subito, rivela le emozioni di chi li indossa e cambia di conseguenza colore in relazione agli stati d'animo, ed è legato a un terribile esperimento compiuto da una misteriosa aguzzina.

L'isola delle anime perdute

Resosi conto del pericolo, per Claire e Moira inizia una lunga avventura il cui scopo è quello di fuggire via da quel luogo terrificante, magari dopo aver messo le mani su chi le ha catturate. Sei mesi dopo il rapimento delle due amiche, Barry Burton arriva sull'isola, apparentemente per aver intercettato un SOS della figlia. Una volta sbarcato l'ex agente della S.T.A.R.S. si imbatte in una misteriosa ragazzina di nome Natalia, la quale diventa da quel momento la sua compagna di viaggio. L'obiettivo primario di Barry resta solo uno: trovare a tutti i costi la figlia, ma da quel momento se ne aggiunge un altro, e cioè quello di portare in salvo la piccola. La storia di Revelations 2 è in generale scorrevole nei suoi alti e bassi, pur non risultando mai sbalorditiva, e anche se alla fine dei quattro episodi i fatti risaltano meglio, prendono più luce, si intrecciano e si influenzano dando un quadro completo e meglio articolato, a conti fatti rimane poco approfondita in alcuni passaggi e troppo ancorata a certi stereotipi. Muovendosi su due archi temporali differenti, il giocatore si trova a esplorare l'isola controllando le due coppie di personaggi (da soli, col supporto dell'intelligenza artificiale, o con l'aiuto di un amico, in co-op locale) in un titolo incentrato a livello di giocabilità sull'alternanza dei protagonisti e sulla loro interazione. Ogni coppia ha infatti il suo personaggio d'azione, nel senso che è abile nel combattimento, Claire da una parte e Barry dall'altra, e uno da supporto per scovare oggetti utili, distrarre i nemici o contribuire alla risoluzione di enigmi ambientali. Tuttavia la più complementare ci è parsa quella formata da Barry e Natalia, forse anche in relazione al fatto che la campagna del consulente della BSAA è strutturalmente la più interessante per varietà di scenari e situazioni, e il ruolo della giovane compagna cresce per importanza man mano che si prosegue nell'avventura. Soprattutto grazie alla sua capacità di percepire in anticipo la presenza delle creature che infestano l'isola, rivelandosi utile per poter pianificare azioni più ragionate e meno avventate e rischiose.

L’isola degli orrori

Il resto del gameplay in generale mantiene invece quelli che sono i dettami classici delle avventure horror con visuale in terza persona, riproponendo per buona parte delle meccaniche già viste in altre produzioni simili. Resident Evil: Revelations 2 cerca da questo punto di vista di tenere vivo un certo legame con le origini del genere, senza però chiudere le porte al moderno, aggiornando ma non stravolgendo, laddove possibile, delle situazioni che aprono maggiormente le prospettive del gameplay.

L'isola delle anime perdute

La necessità di razionalizzare l'uso delle munizioni e delle armi, potenziabili raccogliendo appositi kit e utilizzando un bancone per la modifica, l'attenzione da riservare alla propria salute e a quella dei compagni, il dover esplorare aree caratterizzate da atmosfere lugubri e talvolta angoscianti, sono tutti elementi che non possono non ricordare i vecchi Resident Evil. Di contro il poter rompere delle casse per raccogliere proiettili, la possibilità di dedicarsi a un po' di crafting per creare garze più efficaci per la cura delle ferite o bottiglie esplosive e incendiarie, di guadagnare punti da spendere per sbloccare nuove abilità, riportano alla mente gli episodi più recenti. Ora dopo ora la giocabilità diventa interessante, riuscendo ad alternare anche all'interno di una stessa missione fasi esplorative tradizionali, ad altre un po' più stealth o dinamiche.

L'isola delle anime perdute

A questo contribuiscono certamente la varietà delle ambientazioni, poco originali, è vero, però lo stesso in grado di mantenere alto l'interesse del giocatore, e il buon uso degli effetti sonori, che accompagnano letteralmente i protagonisti nel loro incedere verso una meta con rumori sinistri, lamenti e altri elementi di contorno. Costringendo di fatto l'utente a tendere spesso le orecchie per il timore di vedersi piombare addosso qualche mostro. Nel caso ciò avvenisse, l'azione si fa più movimentata, ma mai esageratamente action, e perfino col vecchio Barry risulta più saggio adottare spesso mosse più caute, prendendo alle spalle i nemici per poi ucciderli ficcandogli un coltello in corpo. I pattern comportamentali delle creature che infestano Zabytij, soprattutto quelli dei disturbanti Revenant, a un livello di difficoltà di gioco alto consigliano proprio di agire in questo modo, conservando poi quante più risorse possibili per gli scontri coi boss che chiudono ogni atto di ogni episodio. Questi si rivelano parecchio ostici da affrontare, talvolta perfino frustranti, e ce ne sono un paio dal design molto azzeccato, il cui scontro ben architettato strutturalmente dagli sviluppatori farà si che ci vorranno un certo impegno e molta pazienza per poterli alla fine eliminare.

L'isola delle anime perdute

Altre modalità

A incrementare la longevità del prodotto, e a offrire anche un diversivo rispetto alle meccaniche della campagna principale da cui è completamente slegata, c'è la modalità Raid. Caratterizzate da ritmi serrati e frenetici, ognuna delle missioni da affrontare in questo contesto sono in grado di impegnare i giocatori per ore. In ogni episodio, infatti, la modalità dà accesso a un certo numero di raid, ognuno dei quali si può affrontare con uno dei personaggi disponibili, da soli o in compagnia tramite l'opzione cooperativa in locale. Al termine di ogni missione e a seconda del modo in cui ha giocato, l'utente viene premiato con costumi da sbloccare e monete da spendere per comprare nuove armi, potenziamenti o abilità, da sfruttare poi al prossimo giro, per ottenere punteggi ancora più alti dei precedenti e mettere le mani su altri premi.

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Volendo si può ricorrere anche all'acquisto di armi e bonus con della moneta reale, ma le microtransazioni in questo caso non influiscono più di tanto sulle prestazioni, nel senso che anche senza comprare certi gadget si possono ottenere lo stesso ottimi risultati in gioco.

L'isola delle anime perdute

Oltre alla modalità Raid e alla possibilità di rigiocare le singole puntate con opzioni differenti, come Nemici Invisibili e Conto alla rovescia, Revelations 2 regala come accennato all'inizio, anche due mini episodi extra. Uno è intitolato La prova, e mette il giocatore nei panni di Moira approfondendo un certo punto della sua storia. L'altra, Piccola Donna, ci fa conoscere invece meglio il personaggio di Natalia, che accompagnata da una misteriosa figura si trova impegnata a ritrovare il suo orsacchiotto preferito, perso nelle fogne. L'episodio con la figlia di Barry ha una giocabilità leggermente più incentrata sull'azione, ma niente di eccessivo, e comprende delle sessioni di caccia a tempo, mentre il gameplay della storia di Natalia è di tipo stealth. Entrambi gli episodi sono comunque poco interessanti e si lasciano giocare giusto per curiosità. Chiusa l'ampia parentesi dedicata alla parte giocata, passiamo ad analizzare quella tecnologica. Da questo punto di vista c'è da dire che il titolo non offre dei veri e propri picchi qualitativi. Da una parte abbiamo una grafica a 1080p, dei modelli poligonali dei protagonisti ben caratterizzati, il buon design di alcuni nemici, specie un paio di boss, e alcune locazioni non molto originali ma particolarmente evocative dal punto di vista dell'atmosfera; dall'altra una certa povertà di dettaglio in alcune delle texture di contorno, soprattutto quelle che rivestono porzioni di ambiente, una realizzazione degli effetti particellari e volumetrici non all'altezza delle possibilità hardware delle console attuali, e in generale un livello di dettaglio inferiore ad altri prodotti del genere più recenti. Per quanto concerne i cali di frame rate che avevano martoriato in particolare il primo episodio al momento del rilascio in digital download, tutto sembra un lontano ricordo, e il gioco su PC a 1920x1080, 60 frame al secondo e tutti i dettagli al massimo gira fluidamente, senza apparenti cali, come del resto faceva già dopo l'apposita patch rilasciata da Capcom nelle scorse settimane. Per la parte sonora, infine, abbiamo un doppiaggio in italiano tecnicamente buono, nonostante le non sempre valide linee di dialogo scritte dagli sceneggiatori Capcom, specie per il personaggio di Moira. Ma soprattutto il titolo vanta degli ottimi effetti audio come i lamenti dei mostri, i rumori del metallo che si contorce a causa della ruggine e del degrado, i suoni ambientali e una colonna sonora quasi perfetta, che accompagna come in un film horror le varie fasi dell'avventura, sottolineando al momento giusto quelle più concitate o tese rispetto a quelle apparentemente più quiete.

Commento

Versione testata
PC Windows
Multiplayer.it

7.8

Lettori (16)

8.5

Il tuo voto

L'istantanea finale di Revelations 2 potrebbe includere fra le note positive Barry Burton, e raccontare di meccaniche non originalissime ma tutto sommato interessanti come quelle legate all'ex S.T.A.R.S. e Natalia, di ambientazioni riuscite per atmosfera e design, e di un comparto sonoro di tutto rispetto. E forse anche qualcosa di Alex Wesker, "strega cattiva" di una moderna favola nera. Ma anche di una poco convincente parte tecnica, non all'altezza di altre produzioni più recenti, di poche novità di rilievo in termini di gameplay e di una storia che appassiona solo a fasi alterne. Intendiamoci, non che la trama alla base del gioco sia orrenda, semplicemente ci aspettavamo qualcosa di più viste le premesse, mentre invece il titolo non capitalizza al massimo i promettenti spunti iniziali del primo episodio. Ad ogni modo resta un buon titolo in grado di divertire per ore e ore tutti i fan della serie, e che speriamo possa evolversi ulteriormente in un probabilissimo futuro terzo capitolo.

PRO

  • Atmosfere evocative grazie anche a un buon design degli ambienti
  • Il comparto sonoro è uno dei migliori della serie
  • La campagna di Barry è la più interessante per struttura e livello di sfida
  • La modalità Raid costituisce una buona alternativa alla campagna principale e ne aumenta la longevità
CONTRO
  • La storia non è male, ma risulta comunque distante da certi standard qualitativi
  • Graficamente ancora ben lontano dall'essere all'avanguardia
  • Pochi momenti di reale tensione e qualche situazione troppo telefonata
  • Poche reali novità