L'avventura di un cacciatore 8

Un RPG tascabile a volte è quello che ci vuole per passare il tempo, proviamo con Beast Quest

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   21/05/2015

L'RPG è stato sdoganato già da tempo sulle piattaforme mobile, con alterne fortune. In generale, vale anche per questo genere la regola d'oro che vede i titoli studiati appositamente per i dispositivi in questione sovrastare, in termini di coerenza e giocabilità, le conversioni o riadattamenti di giochi usciti su piattaforme di diversa tipologia. Ci sono illustri eccezioni a questa regola, ma Beast Quest risulta essere un'ottima conferma del principio, dimostrando come a volte sia necessario stravolgere un po' il canone classico per venire incontro a nuovi tipi di fruizione.

A dire il vero il gioco di MiniClip è più un ibrido action adventure che un gioco di ruolo classico, ma le meccaniche di livellamento e progressione del personaggio risultano essere uno dei principali motori della sua struttura, cosa che lo avvicina sensibilmente alla famiglia degli RPG. Si tratta di muovere il protagonista all'interno di ambientazioni tridimensionali, attraverso un'inquadratura in terza persona da dietro le spalle e con un semplice e reattivo sistema di controllo in base al quale è sufficiente tenere premuto un tasto per andare avanti, con la possibilità di muovere lo sguardo e cambiare direzione semplicemente strusciando un secondo dito sullo schermo. Rispetto agli agghiaccianti cockpit di comandi a schermo di molte altre produzioni qui si sfiora il minimalismo catartico ed è una vera gioia controllare con questa semplicità il protagonista nelle fasi di esplorazione. La pulizia dell'interfaccia riprende una generale eleganza nello stile grafico adottato, che basandosi su strutture piuttosto semplici ma evocative riesce a costruire ambientazioni ampie e aperte nelle quali è possibile muoversi con grande fluidità. Stride, in tutto questo, la realizzazione dozzinale dei ritratti in 2D dei personaggi. La storia si sviluppa in maniera piuttosto elementare, con il protagonista Tom e la compagna Elenna alle prese con la caccia ad una sorta di Yeti in un'area glaciale che poi si complica in una lunga serie di quest, spaziando fra differenti ambientazioni e con l'interazione di vari NPC.

Dalla ricerca dello Yeti (o qualcosa del genere) parte la grande avventura di Tom in Beast Quest

La caccia continua

Il sistema di combattimento cambia in maniera sostanziale le carte in tavola rispetto alle fasi di esplorazione, ma resta saldamente ancorato ad un utilizzo sensato del touch screen. In queste fasi il gioco ricorda piuttosto da vicino Infinity Blade, con un tasto per effettuare gli attacchi con la spada, un tasto per parare con lo scudo (che offre una protezione limitata, vista la quantità numerata di difese possibili) e i tasti che consentono le schivate in due direzioni, da scegliere e attuare al momento giusto per non subire danni.

Occasionalmente, soprattutto quando ci si trova ad affrontare più nemici contemporaneamente, spuntano anche delle sorte di quick time event che consentono attacchi speciali. Il sistema è molto meno macchinoso di quanto possa sembrare e nel giro di pochi minuti vi si entra in confidenza, e nonostante il livello di sfida si mantenga per la stragrande maggioranza del tempo su standard piuttosto bassi, la buona costruzione del combat system non rende mai pesante la battaglia contro i numerosi nemici che si incontrano in giro per le ambientazioni. La struttura delle quest è estremamente semplice, consistendo nella maggior parte dei casi di tipiche fetch quest alla ricerca di oggetti da consegnare all'NPC di turno o necessità di abbattere un certo numero di nemici, tuttavia nel complesso Beast Quest riesce a mantenere incollati allo schermo per sessioni anche piuttosto lunghe, rispetto alla media dei titoli mobile. C'è qualcosa, tra la piacevolezza generale dei controlli, la buona impalcatura grafica e il continuo senso di progressione che ci spinge ad andare avanti anche quando ci si rende conto che la varietà di situazioni in cui è possibile trovarsi è in verità piuttosto esigua. C'è un particolare sistema di obiettivi sbloccabili che gratifica il giocatore per praticamente qualsiasi cosa faccia, e nonostante la personalizzazione del protagonista sia praticamente inesistente, con la possibilità di applicare i punti esperienza all'interno di pochi parametri preimpostati, il veloce accumulo dei punti in grado di far evolvere Tom si trasforma presto in un meccanismo piuttosto assuefacente. L'impostazione free-to-play consente di velocizzare la conquista di oggetti o aumenti di statistiche con l'acquisto immediato di gemme, ma non snatura più di tanto il normale avanzamento che può avvenire anche senza acquisti in-app di sorta.

Versione testata
iPad 1.0.5
Multiplayer.it

8.0

Lettori (8)

9.3

Il tuo voto

La costruzione impostata sull'interfaccia touch screen dona a Beast Quest una marcia in più rispetto ad altri action adventure derivativi rispetto ad esperienze simili viste su PC o console. La banalità delle quest è in certi casi disarmante, così come la ripetitività che può scaturire alla lunga portando a termine missioni piuttosto simili e scontri che difficilmente propongono sfide realmente impegnative, tuttavia questo risulta essere un gioco da cui è difficile staccarsi. Sarà la coesione generale di interfaccia e realizzazione grafica, la possibilità di esplorare un vasto mondo o il senso di progressione costante che si prova portando avanti missioni o semplicemente combattendo e raccogliendo oggetti in giro per gli scenari, in ogni caso Beast Quest è un download gratuito consigliato per chi cerca qualcosa di coinvolgente.

PRO

  • Ottima realizzazione tecnica
  • Buon senso di progressione tra le quest
  • Sistema di controllo intuitivo e reattivo

CONTRO

  • Quest spesso prive di spessore
  • Obiettivi ripetitivi in diversi casi
  • Praticamente privo di possibilità di personalizzazione profonda del protagonista