Un altro Anno è passato 9

Torna la serie di strategici di Blue Byte che prova a rinnovarsi lungo una strada accidentata

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   13/11/2015

Indice

Torna la serie Anno con Anno 2205, con cui Blue-Byte vuole provare a introdurre profonde innovazioni strutturali, offrendo un approccio inedito al genere, in un certo senso più narrativo. Il background di questa nuova edizione vede il tentativo di colonizzazione delle poche terre emerse del nostro pianeta rimaste abitabili da parte di alcune corporazioni, che mirano in realtà molto più in alto: lo spazio. L'obiettivo è ambizioso, ma per raggiungerlo è necessario l'isotopo Elio-3 che si trova in buona quantità solo sulla Luna. Da questo canovaccio gli sviluppatori hanno generato una campagna single player in cui il giocatore deve alternare gestione e conquista per cercare di conquistare lo spazio prima dei suoi avversari. Ne vale la pena?

Abbiamo recensito Anno 2205, il nuovo titolo della storica serie di strategici

La fase gestionale

La campagna single player, per ora l'unica modalità presente, è divisa in due fasi nette e distinte: la fase gestionale e quella RTS. La fase gestionale richiede di fare più o meno quanto si è sempre fatto nella serie: costruire abitazioni e attività economiche con l'intendo di creare agglomerati sempre più grandi e attivi, che sfruttino le risorse del territorio e generino ricchezza. La costruzione non procede alla cieca, perché un sistema di obiettivi ci rende sempre abbastanza chiaro cosa fare. C'è bisogno di manodopera? Allora bisogna costruire abitazioni.

C'è richiesta di lavoro? Allora bisogna fondare più attività, scegliendo magari quelle che producono beni dei quali c'è carenza. Manca energia? Scegliamo il modo di produrne un po' dall'apposito menù e il gioco è fatto. La novità rispetto alle altre edizioni del gioco è la possibilità di gestire più città contemporaneamente su mappe differenti (tre mappe per tre tipi di scenario: temperato, artico e lunare), con ogni mappa pensata per variare le cose da fare. Quando più mappe sono attive, diventa importantissimo commerciare risorse in modo da permettere una crescita costante di tutta la neonata federazione. Andando avanti si sbloccheranno i potenziamenti per gli edifici, che potranno essere migliorati senza la necessità di rivederne la posizione o la funzione. Fin qui sembra tutto bellissimo, ma è quando viene messo sotto stress che Anno 2205 rivela la sua doppia natura e si perde un po' per strada. Da una parte richiama gli stilemi della serie, ma dall'altra svela alcuni limiti strutturali non indifferenti. Ad esempio l'espandibilità della federazione su più mappe ha costretto a una semplificazione netta nella gestione delle risorse, con i cittadini che raggiunto un certo livello di produttività e felicità non lo perdono mai e i commerci che sono diventati molto più agili da gestire, ma anche meno specifici. Il motivo di questa scelta è chiaro: dovendo fare avanti e indietro tra più mappe le complicazioni sarebbero controproducenti per il gameplay. Certo però è che così non c'è nessun incentivo a rivedere certi aspetti delle città e si finisce per agire solo quando il gioco ce lo richiede direttamente, dandoci nuovi obiettivi da raggiungere. È vero che c'è la possibilità di schierarsi con questa o quella fazione svolgendone le quest, ma non vi aspettate grossi sconvolgimenti del gameplay. La campagna single player di Anno 2205 è lineare. Anzi, linearissima.

La fase RTS

Come dicevamo il gioco prevede anche una fase RTS. Si tratta di missioni di combattimento navale che si svolgono sulle stesse mappe della fase strategica, in cui bisogna guidare una flotta alla conquista di alcuni obiettivi, tipo distruggere alcune unità nemiche o forzare un blocco navale e così via. I controlli sono quelli tipici degli strategici in tempo reale e danno la possibilità di selezionare una o più unità in modo pratico e veloce per inviarle poi in combattimento.

Ogni unità ha le sue caratteristiche di attacco e di difesa, potenziabili nel corso del gioco, e rende meglio contro certi nemici. Comunque, oltre all'arsenale standard, è possibile utilizzare anche delle tecniche speciali che aiutano non poco nelle situazioni più difficili. Ad esempio si può usare un potentissimo attacco satellitare, o, per fare un altro esempio, si possono attivare dei bot di emergenza per riparare gli scafi danneggiati delle nostre unità. La progressione tipica di questa fase è molto lineare. Solitamente viene richiesto di battere palmo a palmo la mappa distruggendo il distruttibile. Unici a spezzare l'azione sono i personaggi che se, raggiunti e interpellati, possono darci delle missioni secondarie, ma in generale non si va mai molto lontano da quanto descritto. Con l'aumento di difficoltà dei combattimenti, sperimentabile nelle mappe avanzate, non cambia molto lo stesso: bisogna soltanto procedere con maggior cautela. Insomma, la fase RTS ha un po' lo stesso problema del resto del gioco: la prima impressione è ottima, ma quando se ne scoprono i limiti l'entusiasmo viene ridimensionato e con il procedere della campagna diventa freddezza. Altro problema non da poco è che non c'è una grossa comunicazione tra la sezione RTS e quella gestionale. In che senso? Beh, le truppe che si utilizzano in battaglia sono fisse e non è possibile produrne nelle città. Non essendoci nemmeno una vera e propria simulazione del conflitto tra le fazioni, i cui rapporti sono gestiti tramite quest, grafici e dialoghi e non si manifestano sulle mappe, dove gli avversari non hanno città o altre infrastrutture, le missioni RTS diventano fini a se stesse.

Bello ma vuoto?

Rispetto agli altri capitoli della serie, Anno 2205 si fa notare per alcune mancanze. Quando dicevamo che l'unica modalità giocabile è la campagna single player non stavamo esagerando: è davvero così. Insomma, mancano completamente le modalità alternative che solitamente allungano la durata di titoli del genere a dismisura, come la generazione casuale delle mappe o quella schermaglia.

Non ci sono nemmeno delle modalità multiplayer a fare da contorno. In totale quindi abbiamo i già citati tre scenari con tre mappe fisse ognuno su cui sviluppare la propria corporazione e basta. Un po' poco, visto che si arriva a vedere tutto ciò che c'è da vedere in una manciata di ore, lì dove solitamente questo genere offre una longevità elevatissima. D'altro canto Anno 2205 eccelle dal punto di vista tecnico, in relazione al genere degli strategici / gestionali. Selezionando il dettaglio Ultra, che non è risultato molto fluido sul sistema di prova, abbiamo sperimentato scenari lussureggianti e pieni di dettagli contornati da un mare realistico e pulito, e arricchiti da edifici ricchi di vita e luce. Guardare una città al massimo livello di sviluppo è un piacere e se si fosse lavorato anche sulla varietà lo sarebbe stato ancora di più. Per chi fosse preoccupato per le prestazioni, diciamo che Anno 2205 rimane bello da vedere anche abbassando il dettaglio di uno o due punti medi. Insomma, almeno da questo punto di vista il titolo di Blue-Byte eccelle e svetta sulla concorrenza, proponendo ad esempio delle splendide esplosioni nella fase RTS (si seleziona l'attacco orbitale anche solo per vedere l'effetto che fa). Peccato per le penalizzazioni della fase strategica.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
Requisiti minimi
  • Sistema operativo: Windows 7 SP1 o Windows 8.1 o Windows 10 (versioni a 64bit)
  • Processore: Intel Core i5 750 @ 2.6 GHz o AMD Phenom II X4 @ 3.2 GHz
  • Scheda video: nVidia GeForce GTX460 o AMD Radeon HD5870 (1024MB VRAM con Shader Model 5.0)
  • DirectX: 11
  • 4 GB di RAM
  • Spazio su disco: 35GB
Requisiti consigliati
  • Processore: Intel Core i5 2400s @ 2.5 GHz o AMD FX 4100 @ 3.6
  • Scheda video: nVidia GeForce GTX 680 o AMD Radeon HD7970 o superiore (2048MB VRAM o più, con Shader Model 5.0)
  • 8 GB di RAM
Digital Delivery
Steam, uPlay
Prezzo
59,99 €
Multiplayer.it

7.0

Lettori (13)

7.0

Il tuo voto

Anno 2205 è un titolo discreto e nulla più, che sacrifica la complessità gestionale che ha sempre contraddistinto la serie a una campagna più articolata, ma in cui si esaurisce l'intero gioco. In sostanza sembra che Blue-Byte non sia riuscita ad amalgamare al meglio tutte le idee messe sul piatto. Alcuni spunti sono buoni e nella sostanza il gioco è divertente finché dura, ma dalla serie Anno è lecito attendersi molto di più.

PRO

  • Più mappe da gestire contemporaneamente
  • Varietà degli scenari
  • Ottimo tecnicamente

CONTRO

  • Parte gestionale semplificata
  • Parte RTS mal amalgamata con il resto del gioco
  • Mancano molte modalità