Turok, la recensione

Il classico FPS a tema preistorico di Acclaim Entertainment torna in vita grazie a Night Dive Studios

RECENSIONE di La Redazione  —   29/12/2015
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Turok, la recensione

Nella copiosa lista di capolavori esclusivi usciti su Nintendo 64 non figuravano soltanto gli storici brand della casa di Kyoto, ma anche alcune perle capaci di dettar legge in generi che all'epoca erano fondamentalmente associati ad altre piattaforme. Benché solo agli albori del nuovo millennio, con Halo: Combat Evolved, sia stata donata piena dignità agli FPS su console, il 1997 fu indubbiamente un anno molto importante nel lento processo di sdoganamento dal PC, dato che proprio su Nintendo 64 uscirono due opere grandiose rimaste impresse nella memoria degli appassionati: GoldenEye 007 di Rare e Turok: Dinosaur Hunter firmato da Acclaim Entertainment. Quest'ultimo vendette circa 1,5 milioni di copie e spinse moltissimi giocatori ad accaparrarsi la prestante macchina giapponese, forte dell'affascinante setting preistorico (trainato da Jurassic Park) e di un solidissimo impianto tecnico-ludico, nonostante alcuni difetti storici entrati negli annali esattamente come le sue interessanti qualità. A quasi venti anni dal debutto, il titolo sviluppato dai bravissimi Iguana Entertainment torna su PC con una riedizione curata da Night Dive Studios, sebbene non siamo innanzi al classico aggiornamento coi "lustrini" cui ci sta abituando questa nuova generazione videoludica.

Il cacciatore di dinosauri Turok continua a viaggiare nel tempo, ma qualcosa si è fermato agli anni '90

Nostalgia portami via

Al netto di alcune interessanti migliorie delle quali accenneremo più avanti, come si evince dalle immagini a corredo dell'articolo il comparto tecnico è rimasto praticamente invariato rispetto all'opera originale, sintomo che l'intervento di restauro è stato decisamente sottile. Prima di inoltrarci nell'analisi delle novità introdotte, facciamo una rapida panoramica sulle proprietà ludiche del titolo, che pur con un paio di decadi sulle spalle riesce ancora nel suo scopo principe, ovvero quello di divertire. Tratto da un fumetto pubblicato nel lontano 1954, Turok narra la storia di un nativo americano (chiamato Tal'Set) in grado di viaggiare nel tempo, un potere straordinario che, tramandato di generazione in generazione ai primogeniti maschi della tribù, è necessario per proteggere la barriera che divide la Terra dalla cosiddetta Lost Land, un mondo dove convivono preistoria e futuro senza soluzione di continuità.

Turok, la recensione

Nel videogioco la trama ruota attorno a una potentissima arma chiamata Cronoscettro, che migliaia di anni fa venne fatta a pezzi per impedire che finisse in mano ai malintenzionati. Il cattivone di turno, uno stregone, desidera ricostruire l'antico manufatto recuperandone i frammenti, ma sulla sua strada trova il nostro nerboruto eroe che tenterà di anticiparlo. Oltre alla raccolta dei suddetti pezzi, Turok deve impossessarsi anche di alcuni sigilli in grado di sbloccare i portali di accesso agli otto grandi livelli che compongono l'avventura, nei quali si dovrà tornare più volte dall'Hub centrale (una sorta di Stonehenge) per scovare tutti gli oggetti utili. Il level design è piuttosto peculiare per un FPS ed è caratterizzato da numerose (e talvolta frustranti) sezioni platform, ove è fondamentale calibrare al millimetro i salti per non precipitare nei baratri. Non mancano aree nascoste difficili da individuare nelle quali, oltre ai sopracitati item, è possibile recuperare armi, salute, emblemi (ogni cento si guadagna una vita) e utilissimi gadget come lo zaino, che amplia il numero di munizioni trasportabili. Dal punto di vista concettuale siamo innanzi a uno shooter vecchia scuola, nel quale l'energia non si ricarica automaticamente e per curarsi è necessario recuperare i punti salute sparsi sulla mappa, dispensati anche dalla fauna (pacifica) e più raramente dai nemici uccisi. Tra le caratteristiche più interessanti vi è il variegato arsenale composto da quattordici armi che spaziano dall'iconico arco - potenziabile con frecce in tek - sino a strumenti di morte futuristici e alieni, come il Quad Rocket Launcher o l'Atomic Fusion Cannon, passando per bocche da fuoco più tradizionali. Benché all'epoca l'impatto delle singole armi fosse stupefacente, oggi il loro fascino è mitigato dal feedback appena abbozzato e dalle animazioni grossolane dei nemici. Il livello di difficoltà è sensibilmente più elevato della media attuale e alcuni passaggi vi faranno sudare le fatidiche sette camicie per essere superati, senza contare la presenza di ostici boss capaci anche di "barare" pur di mettere alle corde il giocatore.

Nebbia impenetrabile

Tra i difetti storici dell'opera originale c'era sicuramente il sistema di mira, che risultava un poco impacciato col joypad del Nintendo 64 ma anche nella conversione PC uscita alla fine del 1997. Night Dive Studios lo ha ricalibrato rendendolo più affine alle soluzioni moderne benché manchi il classico mirino visualizzato a schermo e un pizzico di casualità sia sempre presente, influenzata da un hitbox non esattamente impeccabile. Oltre al cosiddetto gunplay è stata ritoccata l'inerzia dei movimenti di Turok, e ora le sezioni platform risultano decisamente meno sfiancanti e frustranti che in passato. Questi due elementi sono ulteriormente agevolati dai 60 fotogrammi al secondo e dall'ampliamento dell'orizzonte visivo, che sulla console Nintendo era limitato dal famigerato e caratteristico nebbione impenetrabile.

Turok, la recensione

Sebbene ora si abbia una visione d'insieme migliore e la ricerca dei percorsi nascosti risulti più semplice, la rudimentale intelligenza artificiale dei nemici palesa con maggior vigore i propri limiti, dato che alcuni di essi si comportano ancora come se fossero celati dalla nebbia di cui sopra. Night Dive Studios è intervenuta leggermente anche sul level design, ma i vari stage presenti, ambientati principalmente tra giungle, aree rocciose e primitive città in rovina, risultano praticamente assimilabili agli originali. Dal punto di vista cosmetico sono stati introdotti il supporto al widescreen e alle alte risoluzioni, più tutta una serie di piccoli interventi agli effetti di post processing atti a impreziosire l'immagine; tra essi troviamo l'illuminazione dinamica, il bloom, il filtro FXAA, nuovi riflessi dell'acqua per renderla più credibile e altro ancora. Nonostante il lavoro di aggiornamento, il comparto estetico risulta comunque molto datato, povero di dettagli e soprattutto mal invecchiato, a causa di modelli poligonali rozzi e spogli, animazioni grossolane e soprattutto texture slavatissime, che con l'alta risoluzione spesso evidenziano la povertà della palette cromatica utilizzata in origine. Pur essendo possibile far girare il titolo su un ventaglio sconfinato di configurazioni hardware, va sottolineato che il lavoro di ottimizzazione non è stato certosino come ci si aspetterebbe, e in alcuni rarissimi casi si avverte del microstuttering anche con la nostra configurazione di prova di fascia alta. Si tratta di fenomeni molto diluiti e quasi impercettibili, ma che non hanno davvero ragione di esistere. Chi ha amato l'originale Turok su Nintendo 64 ritroverà anche la mitica colonna sonora tambureggiante e gli iconici effetti sonori, che all'epoca furono sottoposti al taglio forzato della qualità per fare entrare il gioco nella cartuccia.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • Sistema operativo: Windows 10
  • Processore: Intel Core i7-4790 3,60 GHz
  • Memoria: 8 GB RAM
  • Scheda Video: MSI Geforce GTX 980

Requisiti minimi

  • Sistema operativo: Windows 7 a 32-bit
  • Processore: dual-core di Intel o AMD a 2,0 GHz
  • Memoria: 1 GB di RAM
  • Scheda video: Intel 787 Express o equivalente che supporti OpenGL 2.0

Requisiti consigliati

  • Sistema operativo: Windows 7/8/10
  • Processore: Intel Core i5-2300 da 2.8 GHz / AMD Phenom II X4 945 3.0 GHz o equivalente
  • Memoria: 2 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce serie 7800/7900/8600, ATI / AMD Radeon HD 2600/3600 o X1800/ X1900 con supporto OpenGL 2.0

Commento

Digital Delivery
Steam, GoG
Prezzo
19,99 €
Multiplayer.it

7.0

Lettori (7)

5.5

Il tuo voto

Valutare una "riedizione" come quella di Turok: Dinosaur Hunter non è impresa semplice, dato che il fattore nostalgia rappresenta un parametro praticamente indispensabile per apprezzare il lavoro di Night Dive Studios. Nonostante il gioco diverta ancora e siano stati fatti interventi importanti per raffinarne alcune dinamiche del gameplay, dal punto di vista concettuale si tratta di una produzione invecchiata piuttosto male e con un livello di difficoltà tale da poter scoraggiare i giocatori meno pazienti. La grafica, benché impreziosita dall'alta risoluzione e da nuovi effetti di post processing, risulta inoltre arcaica e datata, così come la dozzinale intelligenza artificiale. Il fascino per chi ha apprezzato l'opera originale resta comunque elevatissimo, e l'unico vero difetto è rappresentato dal prezzo un po' troppo elevato per ciò che viene offerto.

PRO

  • Un pezzo di storia videoludica
  • Alcune migliorie nel gameplay
  • Supporto all'alta definizione e al widescreen
  • Nuovi effetti di post processing e piccoli interventi al level design
CONTRO
  • Pur divertendo ancora è invecchiato piuttosto male
  • Qualche fenomeno di microstuttering
  • Il prezzo troppo elevato