Giochiamo alle costruzioni  1

Uno strano puzzle game con implicazioni sociali

RECENSIONE di Giorgio Melani   —   12/03/2016

Il fatto di trovare un prodotto che al giorno d'oggi tenda a sfuggire alle catalogazioni standard di un mercato così codificato è già di per sé un evento, se si considera che anche la rivoluzione indie sta ormai tendendo a canonizzarsi, pertanto Dreii è una duplice sorpresa: sia pratica, sul piano empirico, per come ti coglie con il mouse in mano senza darti troppe spiegazioni sul da farsi costringendoti a muovere il puntatore e cercare di capire cosa fare, sia concettuale, perché a pensarci bene non è facile comprendere subito che cosa ci troviamo davanti.

Sotto certi aspetti ricorda Journey e non solo per il particolare aspetto della creatura con poncio svolazzante, ma soprattutto per quel tentativo di proporre una forma di comunicazione tra giocatori che si potrebbe definire sperimentale, visto che si spoglia di tutta l'infrastruttura tecnologica moderna per lasciare agli utenti poche parole per cercare di entrare in contatto l'uno con l'altro e una marea di rompicapi da risolvere più con la sana pratica che con i discorsi. Di fatto, Dreii è una delle cose più vicine a un vecchio "gioco di società" che si possa fare utilizzando un computer, con la differenza che la comunicazione tra i giocatori in questo caso è ridotta all'osso e la collaborazione si deve costruire soprattutto attraverso l'azione diretta. È un po' come giocare insieme alle costruzioni, cercando di arrivare a una soluzione attraverso un'azione coordinata che però praticamente non passa attraverso un accordo programmato, dunque i risultati possono essere esilaranti. Oltre a tutto questo, poi, c'è anche un puzzle game ben strutturato, in grado di fornire una lunga serie di sfide arricchite da diverse variabili, nonostante l'idea di partenza sia di una semplicità estrema, quasi zen, in linea con lo stile generale.

Figure geometriche, fisica, parole e silenzi compongono lo strano e affascinante mondo di Dreii

Ricerca di equilibrio

Il concetto alla base di Dreii è molto semplice: si tratta di muovere, impilare strutture solide geometriche, costruire figure in modo da arrivare a toccare e coprire una sorta di punto luminoso posto a una certa altezza da terra all'interno di ogni livello, composto da una schermata statica. Il personaggio può raccogliere e trascinare per lo schermo le varie figure solide agganciandosi a queste in vari punti a scelta, con la fisica che impone i conseguenti movimenti a reazione tra le strutture presenti sullo schermo.

Ad esempio, cliccando su uno spigolo di un parallelepipedo questo verrà sollevato dalla figura svolazzante da quel punto, con la naturale reazione che un solido del genere può avere se viene strattonato da uno spigolo o da un altro, e conseguenti reazioni che scaturiscono colpendo altri oggetti sullo schermo, impilandoli (facendo attenzione all'equilibrio e agli effetti della gravità) o incastrandoli tra loro. La difficoltà è posta di volta in volta da diversi elementi, a partire dal semplice studio degli incastri e delle possibilità di sovrapposizione tra le figure per raggiungere il punto prefissato per arrivare a varianti che complicano l'azione come le folate di vento improvvise, la pioggia o la presenza di oggetti che non possono essere spostati o sono caratterizzati da comportamenti particolari, che costringono dunque ad adottare le giuste contromisure per aggirare gli ostacoli. Quella che può sembrare una premessa estremamente semplice si complica esponenzialmente avanzando nel gioco e in breve tempo il cammino sequenziale dei livelli introduttivi lascia spazio a una vera e propria galassia di puzzle da risolvere, raggiungibili all'interno di una sintetica mappa a punti che consente anche di scegliere ramificazioni e strade alternative. L'incremento di variabili e del tasso di difficoltà non riesce ad ovviare ad una certa monotonia che può sopraggiungere, soprattutto se proprio non si riesce a farci prendere da questa particolare struttura, ma è indubbio che l'idea iniziale sia stata esplorata e sfruttata a dovere.

Fisica, collaborazione e silenzi

Il minimalismo è un filo conduttore che si ritrova in ogni aspetto di questo titolo, a partire dal concept del gioco per arrivare ovviamente alla sua caratterizzazione grafica, ma passando anche attraverso l'interfaccia e i menù. Le istruzioni sono ridotte al minimo, praticamente assenti, e tutto viene lasciato ad una sorta di linguaggio universale dato dalla geometria, dalle leggi della fisica e da un semplice codice grafico che fornisce le informazioni basilari sulle tipologie dei livelli e sulle caratteristiche di base di alcune figure geometriche che reagiscono in maniera diversa rispetto allo standard.

Notevole da questo punto di vista anche il grado di astrazione della mappa, che pur presentando essenzialmente solo punti e linee riesce a fornire una grande quantità di informazioni già a colpo d'occhio. I livelli sono infatti posti nello spazio come delle costellazioni, scanditi da settori delimitati da prove particolarmente impegnative che fungono da rito di passaggio da un livello all'altro. In questo spazio astratto è possibile vedere in tempo reale l'attività di altri giocatori, che compaiono come piccoli punti luminosi volteggianti intorno ai livelli in cui si trovano impegnati e in questo modo siamo in grado di vedere dove trovare un punto di contatto con altri utenti. Alcuni livelli sono da affrontare obbligatoriamente in multiplayer ma in generale è sempre possibile affrontare il gioco con un compagno, che agisce in contemporanea con noi sullo schermo. In questi casi è possibile sperimentare quello strano contatto mediato tra giocatori che qui assume caratteristiche molto particolari, vista la possibilità di comunicare solo attraverso una quantità limitata di vocaboli. Questo impedisce ovviamente di organizzarsi in maniera precisa e coordinata e ci lancia nella buffa situazione di procedere a tentoni e cercare in questo modo di trovare insieme la soluzione agli enigmi, lavorando fianco a fianco tra parole abbozzate (quelle che il limitato vocabolario preimpostato nel gioco concede) e momenti di sincera ilarità che può derivare dalla goffaggine di certe uscite.

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Uno strano mondo

La semplicità degli elementi messi sullo schermo e lo stile ricercato ma elementare utilizzato per rappresentarli trascende le dinamiche classiche della rappresentazione grafica nei videogiochi. Non ci sono particolari artifici su questo 3D solido e basilare, eppure messo in scena con una coerenza e una precisione disarmanti, né riferimenti a stilemi ormai codificati come la pixel art o cose del genere.

Dreii utilizza un suo linguaggio che permea il gioco a diversi livelli tra gameplay, grafica e sonoro, e al di là di giudizi tecnici sulla sua realizzazione riesce a comunicare perfettamente il messaggio, pur sfruttando in gran parte il silenzio e l'assenza di testo. L'enigma, nel senso utilizzato dai pittori metafisici a cui le schermate di Dreii sembrano anche volersi riferire, resta un elemento fondamentale e irrisolto per quanto riguarda la presenza degli strani personaggi fluttuanti, lo scopo delle loro azioni e le forze che guidano tutta l'avventura. Tuttavia la questione viene assimilata come parte integrante del gioco, mentre l'intrinseca allegria che scaturisce dalle strane figure protagoniste, rimarcata da effetti sonori discordanti che ne accompagnano i movimenti, stempera l'atmosfera e riesce a conciliare quella che potrebbe sembrare un'esperienza intima e solitaria con gli innesti sociali (sebbene "muti") che pure rappresentano un elemento fondamentale nel gioco. Il sistema di controllo via mouse è preciso e funzionale, ma è chiaro come questo sia un gioco probabilmente studiato tenendo in mente il touch screen, interfaccia che probabilmente giova maggiormente a un gameplay tutto votato al trascinamento sullo schermo. Le versioni mobile sono dunque probabilmente quelle più piacevoli da usare secondo questo punto di vista, anche se in tal caso è da valutare il funzionamento dell'infrastruttura online per il multiplayer.

Versione testata
PC Windows
Digital Delivery
Steam, App Store, Google Play
Prezzo
11,99 €
Multiplayer.it

8.0

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Dreii è un gioco semplice e strano, nel senso positivo di entrambi i termini. Nella calma riflessiva e zen che lo caratterizza potrebbe non incontrare il favore di tutti ma rappresenta un'esperienza che ci viene facile consigliare a chiunque, anche solo per sperimentare questa strana atmosfera quasi metafisica fatta di figure geometriche solide, simboli e rumori. Con l'innesto del multiplayer può far sfuggire più di un sorrisetto con la sua interazione elementare tra i personaggi e la comunicazione necessariamente limitata, che rende tutto una specie di incontro tra bambini impegnati in un gioco di costruzioni condiviso.

PRO

  • Ottimo stile minimalista
  • Struttura puzzle ben supportata dalla fisica
  • Interessante implementazione del multiplayer

CONTRO

  • Un po' limitato sul lungo termine
  • La mancanza di informazioni esplicite può disorientare
  • Si perde qualcosa nel controllo via mouse