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Un viaggio nel vuoto, con Oculus Rift

Adr1ft è un affascinante viaggio nell'ignoto, peccato qualcosa sia andato storto

RECENSIONE di Aligi Comandini   —   08/04/2016
ADR1FT
ADR1FT
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Poche immagini rasserenano l'animo umano più di quella della Terra osservata dallo spazio. È strano, avere una prova tangibile di quanto insignificante sia nell'universo la razza umana dovrebbe riempirci di ansia e terrore, eppure praticamente tutti gli astronauti ricordano la vista della Terra mentre si allontanano dall'esosfera come la più bella in assoluto. Lì sotto tutta l'esistenza umana e le sue conquiste, che a nulla ammontano quando quel globo azzurro e luminescente è l'unica cosa che separa il proprio sguardo dal vuoto infinito. Sarà forse per questo motivo che il cinema negli ultimi anni ha deciso di sfruttare così a fondo gli astronauti e i loro incredibili viaggi: prima Gravity, poi Interstellar, due film immensamente differenti ma resi granitici dall'immaginario dei loro registi e dai meravigliosi panorami spaziali. Oggi però non parliamo di pellicole con una fotografia da Oscar, bensì di un titolo che tale immaginario tenta di farlo suo con la forza della narrativa e della realtà virtuale, Adr1ft. Molti lo conosceranno principalmente per esser stato concepito da Adam Orth, noto Creative Director di Microsoft "lasciato andare" dalla compagnia dopo alcune dichiarazioni infelici, che con questo progetto ha tentato proprio di trasmettere per vie traverse le sue vicissitudini ai giocatori - principale ragione della sua caduta. Siamo dunque davanti a un progetto ricco di emozioni e creatività, a una clamorosa ripicca sotto forma di videogame o a un mezzo fallimento? Scopritelo con noi a gravità zero.

Adr1ft: ammirare la Terra dallo spazio, e capire quanto piccola sia l'umanità... o il game design

Nello spazio siderale

Adr1ft non si perde in lunghe premesse, né tenta la strada del mare di informazioni a inizio gioco: quando si parte la situazione è già disastrosa, le consapevolezze del giocatore pochissime e l'obiettivo finale ignoto. Voi siete Alex Oshima, giovane comandante di un'importante missione spaziale, e siete anche l'unica sopravvissuta a un incidente non meglio precisato che ha fatto a pezzi la gigantesca e modernissima stazione orbitante Han-IV.

Un viaggio nel vuoto, con Oculus Rift

All'interno di una tuta EVA molto avanzata ma danneggiata, dovrete vagare tra le macerie della colossale stazione per ricostruire gli eventi e possibilmente trovare una via di fuga, sempre che ancora ne esista una. I mezzi a vostra disposizione per dare un senso alle circostanze e non perire sono semplicemente due: i propulsori della tuta spaziale e le vostre mani. Non molto, considerando che la tuta deve usare la preziosa aria anche per permettere ad Alex di spostarsi a gravità zero, e che non c'è moltissimo nella Han IV con cui interagire. E sorge proprio qui il primo problema, ben visibile quando si osserva l'effettiva interattività di ADr1ft. Il gioco è infatti una sorta di variante dei sempre più diffusi "walking simulator", solo che si fluttua invece di passeggiare e si è costretti a inseguire costantemente delle taniche piene di ossigeno per non soffocare durante il viaggio. Il ritmo dell'avventura è dunque lentissimo, il movimento non particolarmente preciso (cosa voluta, per rendere maggiormente l'idea di smarrimento e impotenza della protagonista), e non si deve far altro che andare dal posto A al posto B. L'elemento survival appena accennato non risulta particolarmente irritante - e dopo una breve prima fase si fa ancor meno significativo - eppure va a pesare ulteriormente su un titolo già terribilmente lento e semplicistico.

Uomini dentro alla tuta

Chiaro, siamo consapevoli del fatto che i walking simulator di norma non brillano per la complessità delle loro meccaniche, ma sono comunque titoli che vengono innalzati spesso e volentieri da altri elementi, come l'art direction o la narrativa. Un gioco come Gone Home risultava notevole per via della sua narrativa ambientale, dell'atmosfera e della capacità di giocare con i sensi e i preconcetti del giocatore; Journey colpiva con forza cuore e cervello grazie a un'art direction strabiliante e a una colonna sonora meravigliosa...

Un viaggio nel vuoto, con Oculus Rift

Adr1ft invece tenta di supportare le sue tematiche con una storia appassionante e un comparto artistico d'eccezione, tuttavia fallisce parzialmente in entrambi i campi. L'inciampo della trama è quello più evidente: l'opera di Orth vuole raccontare le storie dell'equipaggio della Han IV tramite testimonianze, registrazioni e documenti digitalizzati, ma tutta l'avventura si concentra esclusivamente sull'evento che ha portato alla distruzione della stazione orbitante e sulle vicende personali dei personaggi, quindi non si ha mai un cambio di ritmo, un evento improvviso, un reale aumento di tensione. Scordatevi colpi di scena o incidenti inattesi alla Gravity, appunto, qua si fluttua, lentamente e inesorabilmente, di relitto in relitto; l'unico obiettivo sono i mainframe della base o dei computer appartenuti ai compagni di viaggio di Oshima, zeppi di informazioni. Le storie narrate, a dir la verità, tratteggiano personalità ben costruite, ma riesce comunque difficile affezionarsi a personaggi inequivocabilmente morti, o sentire la spinta ad avanzare solo per scoprire i loro background. Se non ci fosse la vicenda di fondo a reggere la baracca, con le sue tematiche meno banali del previsto, le poche ore da cui è composta la campagna sarebbero intollerabili; così sono solo noiosette.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova

  • Intel Core i7
  • Nvidia GeForce GTX 670
  • 12 GB Ram

Requisiti minimi

  • Processore 2.83 GHz
  • 8 GB RAM
  • NVIDIA GTX 650 2GB o superiore
  • 6 GB di spazio su disco

La natura del vuoto

Diverso il discorso per l'art direction, che rappresenta un passo falso meno secco. La prima ora di Adr1ft è una gioia per gli occhi: il livello di dettaglio della Terra, di cui si distinguono in lontananza catene montuose e formazioni naturali, è incredibile, e in generale Adr1ft vanta una fedeltà grafica notevole. Gli occhi di Oshima, e quindi del giocatore, passano di continuo dalla devastazione dell'incidente alla magnificenza del progetto a cui gli astronauti stavano lavorando, e si possono trovare momenti di puro giubilo nei colori di un albero fiorito o nelle gocce sferiche che popolano una stanza deserta.

Un viaggio nel vuoto, con Oculus Rift

Qua a rovinare il tutto sono solo le meccaniche survival citate in precedenza - che limitano l'esplorazione - e l'estenuante ripetitività della struttura, capace di rendere anche la vista più poetica una pausa indesiderata. Va detto, perlomeno, che il primo difetto è stato eliminato con l'inserimento del Free EVA Mode, che assicura di esplorare i livelli senza bisogno di ossigeno una volta completati; poco è stato però fatto per sistemare la lentezza, ripetitività e semplificazione eccessiva dell'intero sistema. Noi abbiamo avuto persino la fortuna di provare il gioco con Oculus Rift, grazie a una gita alla sede milanese di Digital Bros. Il lavoro dei Threeonezero è chiaramente costruito attorno a tale esperienza, ma non aspettatevi stravolgimenti in grado di risollevare con un colpo secco la campagna. Utilizzare un visore VR dopotutto non permette di spostare liberamente la visuale, solo di guardarsi attorno muovendo la testa all'interno della tuta Eva; un espediente che rende meno visibili gli indicatori dell'hud e aumenta l'immersione, ma viene in minima parte penalizzato dall'inevitabile calo di dettaglio grafico (può inoltre provocare una leggera nausea in alcuni giocatori). Si tratta di uno dei primi giochi dell'attuale generazione pensati attorno alla VR, quindi comprendiamo le sue limitazioni, ma avremmo comunque voluto vedere un'applicazione più energica dell'Oculus.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Multiplayer.it
6.5
Lettori (8)
7.7
Il tuo voto

È davvero un peccato. Adr1ft è in fondo un titolo dal grande potenziale, indubbiamente dotato di una visione artistica e di tematiche interessanti; solo che sedati dal suo ritmo fiacco non riuscirete ad apprezzare fino in fondo le sue qualità. In questo stato è solo una tech demo glorificata e interessante, che non molto guadagna dall'esperienza VR.

PRO

  • Prima ora quasi ipnotica
  • Tematiche trattate non banali

CONTRO

  • Ritmo lentissimo e ripetitività alle stelle
  • Difficile appassionarsi alle vicende dei personaggi
  • Più una tech demo che un gioco vero e proprio