Il progettista di parchi giochi 23

Theme Park Studio è più un applicativo che un videogioco

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   02/12/2016

Theme Park Studio sembra essere come una bella favola per bambini finita in un bagno di sangue. Siamo nel 2013 e Pantera lancia il progetto di un editor per parchi giochi su Kickstarter. Quasi duemila persone decidono di finanziarlo e farlo diventare realtà. Il gioco, se così vogliamo chiamarlo, viene lanciato nell'Accesso Anticipato di Steam il 27 febbraio 2014. Da allora sono passati quasi tre anni e finalmente è arrivata la versione definitiva. Nel frattempo il genere dei simulatori di parchi giochi, all'epoca poco frequentato, si è arricchito di nuovi e validissimi concorrenti: il complesso, ma completo Parkitect, l'orrendo RollerCoaster Tycoon World e l'ottimo Planet Coaster.

Insomma, gli appassionati orfani della serie RollerCoaster Tycoon hanno improvvisamente avuto di che scegliere. Intanto il titolo di Pantera Entertainment si è praticamente fermato, a parte una serie di aggiornamenti che hanno fatto imbestialire gli acquirenti della prima ora. Chiariamo subito: Theme Park Studio non è videogioco in senso canonico. Avviandolo vi troverete davanti a qualcosa di più simile a un applicativo, oltretutto molto complesso. Lo scopo è quello di costruire parchi dei divertimenti, ma non si va oltre, dato che non c'è alcuna simulazione economica. Finita l'opera si apre il parco e si guardano i visitatori affollarlo, ma senza doversi preoccupare dei biglietti venduti o di fallire miseramente perché magari si è costruita una montagna russa a forma di gigantesco pene. Insomma, la parte più strettamente ludica non esiste, tranne andarsene in giro ad ammirare la propria opera o quella degli altri. Gli ultimi aggiornamenti in particolare sono stati dedicati all'implementazione di funzioni VR. Per i più critici sono state risorse sprecate, visto che tra gli acquirenti del gioco ce ne sono pochissimi che dispongono di un visore (magari speravano di vendere qualche copia in più). Ovviamente non sono mancate critiche da parte della comunità, che non ha visto di buon occhio il lavoro del team di sviluppo su una nuova caratteristica, quando ancora ce n'era molto da fare sul titolo base.

Più un applicativo che un videogioco, Theme Park Studio è finalmente completo e lo abbiamo recensito

Parco giochi per chi?

Infine comunque Theme Park Studio è uscito ed è difficile affermare che non sia ciò che vuole essere: il più complesso e completo editor di parchi giochi sul mercato. Il problema è che non si riesce a inquadrarlo in chiave di fruizione, nel senso che come editor è fin troppo complesso per un pubblico che non sia ultra dedicato. Non stiamo parlando del giocatore medio di un RollerCoaster Tycoon qualsiasi, ma proprio di qualcuno che sogna di progettare davvero un parco giochi. In Theme Park Studio anche piazzare una strada è un'operazione complicata: si sceglie il segmento, se ne definiscono le caratteristiche, lo si attacca a un punto di ancoraggio, lo si manipola per adattarlo al progetto che si ha in testa e quindi si passa al segmento successivo.

In certi momenti sembra di trovarsi a lavorare con un software professionale, anche se va detto che molti di questi hanno interfacce ben più intuitive del titolo di Pantera Entertainment. Insomma, è vero che si possono cambiare tanti parametri che i concorrenti si sognano, come quelli legati alla fisica delle attrazioni, o ai percorsi da far seguire ai visitatori, solo non ha molto senso farlo. È come se qualcuno avesse creato l'editor di un gioco che non esiste. A questo punto parlare del contorno di Theme Park Studio non è secondario, visto che si tratta di un titolo che può sopravvivere solo se ha una comunità attiva e produttiva. Attualmente, purtroppo, non è così. Nel Workshop di Steam qualcosa si trova, ma ci si limita a una manciata di opere interessanti, che si fa presto a vedere. Probabilmente molti sono stati frenati dall'eccessiva difficoltà di realizzare un parco completo, che richiede molte ore e, inizialmente, la consultazione dei corposi tutorial offerti. Comunque, va detto che alcune attrazioni custom sono migliori di quelle di default, con queste ultime che vanno considerate come una mera base di partenza. Pensate che Theme Park Studio consente di importare mesh e modelli realizzati all'esterno del gioco e animarli, come se fosse un motore grafico vero e proprio. Bello, peccato che siamo sempre lì: a chi si rivolge? Uno che è in grado di creare e animare il modello 3D di una giostra difficilmente dedicherà il suo tempo a Theme Park Studio per la gloria, mentre l'utente medio non avrà capito nemmeno di cosa diavolo stiamo parlando. Soprattutto: se uno è in grado di realizzare il modello 3D di una giostra e animarlo, può direttamente costruire l'intero parco nel programma di grafica 3D che sta usando... avrebbe anche più sbocchi per farlo vedere!

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La concorrenza

Un altro grosso problema del titolo di Pantera Entertainment è la già citata concorrenza e non solo per il fatto che Planet Coaster e Parkitect (RollerCoaster Tycoon World lo lasciamo perdere perché è orrendo) permettono di gestire il parco che si è costruito, ma anche perché con sforzo minore in Planet Coaster si ottengono risultati decisamente più belli da vedere di quelli di Theme Park Studio.

Insomma, il titolo di Frontier surclassa quello di Pantera per qualità grafica, con quest'ultimo che appare vecchio e sorpassato anche di fronte al non eccelso RollerCoaster Tycoon World. Certo, il maggior numero di funzioni di Theme Park Studio permette di creare qualunque cosa, ma per quanto ci si impegni non si otterrà mai un risultato d'impatto come quello ottenibile imparando a usare l'editor del titolo di Frontier, che si appoggia su un motore grafico molto più avanzato. Mettiamoci anche che i visitatori di Planet Coaster sono dotati di una loro intelligenza artificiale e si muovono naturalmente per i parchi, mentre quelli di Theme Park Studio seguono dei percorsi preimpostati (si possono modificare anche questi, tanto per aggiungere complessità al tutto) e hanno delle animazioni davvero legnose. Insomma, il confronto è abbastanza impietoso. Sia chiaro che non vogliamo sminuire quanto di buono sia in grado di offrire l'editor di Pantera, soltanto crediamo che sia giusto che a fine lettura siate coscienti di cosa vi trovate di fronte e che non dovete aspettarvi un erede di Theme Park, ma più un cugino alla lontana di Maya 3D o Photoshop. Se l'idea vi intriga, allora acquistatelo pure, altrimenti lasciate perdere e guardate altrove.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
Requisiti minimi
  • Sistema operativo Windows XP o successivo
  • Processore 2.2 GHz dual core
  • 2 GB di RAM
  • Scheda video Nvidia 8800 GPU
  • DirectX 9.0
  • 5 GB di spazio su Hard Disk
Requisiti consigliati
  • 3 GB RAM
Digital Delivery
Steam
Prezzo
27,99 €
Multiplayer.it

5.0

Lettori (2)

8.1

Il tuo voto

Theme Park Studio non è un videogioca ma un applicativo. Non abbiamo dubbi che a qualcuno possa interessare, ma fatichiamo a consigliarlo a chi magari è alla ricerca di un nuovo Theme Park o di qualcosa di alternativo a giochi come Planet Coaster o Parkitect. Nonostante il tema sia lo stesso, il titolo di Pantera Entertainment si pone obiettivi molto diversi. Tenetelo in considerazione solo se volete progettare un parco sin nei più piccolo dettagli, controllando tutto: dai singoli pezzi delle attrazioni, al colore del cielo. Se invece siete alla ricerca di un videogioco a tema parco giochi, cambiate giostra.

PRO

  • Editor completo e molto complesso

CONTRO

  • È più un applicativo che un videogioco
  • L'interfaccia è tutt'altro che intuitiva
  • È ben oltre l'hardcore: solo per progettisti