La recensione dello SNES Mini 109

Dopo il primo viaggio nel tempo del suo predecessore, SNES Mini ci riporta indietro fino all'inizio degli anni '90

RECENSIONE di Rosario Salatiello   —   03/10/2017

Indice

Nello stesso periodo in cui Al Bano e Romina Power cantavano Nostalgia Canaglia, il mondo conosceva Super Nintendo Entertainment System, per gli amici SNES. Una coincidenza? Non crediamo. La console targata Nintendo rappresenta infatti l'oggetto perfetto di culto per chi all'epoca aveva già un'età che gli consentisse di tenere un pad tra le mani, godendo così di capolavori che ancora oggi, a distanza di oltre venti anni, possono essere ricordati e rigiocati con estremo piacere. Sono più o meno le stesse cose che abbiamo detto del primo NES un anno fa, quando Nintendo ha dato il via a un'operazione nostalgia la cui onda lunga difficilmente andrà a placarsi in tempi brevi. Lo ha confermato il recente annuncio dell'edizione Mini di Commodore 64, arrivato quasi a ribadire il successo ottenuto anche dal punto di vista commerciale dell'operazione eseguita con NES Mini, seguita inevitabilmente dall'arrivo di uno SNES Mini che sembrava da tempo solo una formalità. Lungi dal voler deludere la sua folta schiera di fan nostalgici, la Grande N ha immesso sul mercato da pochi giorni la versione ridotta della console a 16-bit avvistata per la prima volta in Giappone nel 1990, acquistabile per 79 euro e a quanto sembra meno soggetta ai problemi di quantità del NES Mini: dopo un fine settimana in sua compagnia, ecco cosa ne pensiamo.

Attenti all'alimentazione!

Su Internet sono comparse alcune segnalazioni di malfunzionamenti di SNES Mini, che si spegnerebbe improvvisamente se collegato a sorgenti di alimentazione non adeguate. Tra queste sembrerebbe esserci anche Nintendo Switch con le sue porte USB, insieme al caricabatterie di iPhone su presa a muro. Per quanto ci riguarda, i test effettuati sia con PlayStation 4 che con un amplificatore non hanno dato problemi, così come non dovrebbe affatto darli l'uso di un'uscita USB di un PC per alimentare SNES Mini. Attenzione anche all'impiego di switch HDMI per l'uscita video, in quanto sembrerebbero essere un altro fattore di malfunzionamento, anche con l'uso di alimentatore adeguato per la console.

Più piccolo non si può

Prendere tra le mani la scatola di SNES Mini dà il via a una serie di sensazioni piuttosto particolari, dettate principalmente dalla consapevolezza di avere tra le mani una delle pietre miliari dei videogiochi che ritorna. Aprendo la confezione si assiste al prodigio della tecnologia, che ci porta a tenere nel palmo di una mano la versione ridotta di una console che magari anni fa ci faceva litigare coi nostri genitori per il suo ingombro sulla scrivania o nel salotto di casa. Guardare i video di unboxing non rende giustizia all'emozione di avere in mano SNES Mini, aumentata dalla cura nei dettagli che Nintendo ha sapientemente riposto anche in questa edizione della sua console, curati per far sì che la versione ridotta sia quanto più possibile somigliante all'originale. Sono dunque presenti tutti gli elementi della vecchia console, anche se in realtà il vano dedicato alle cartucce non ha neanche uno sportellino per poterne simulare l'inserimento. In modo diverso rispetto a NES Mini, stavolta Nintendo ha deciso di lasciare inalterato dal punto di vista estetico anche l'attacco dei controller, a una prima occhiata identici a quelli a sette pin dello SNES originale. In realtà è solo una facciata, perché col dito è possibile aprire lo sportellino frontale che cela le stesse porte viste su NES Mini, alle quali si possono dunque collegare altre periferiche come i nunchuck di Wii. Sul retro della console c'è invece il minimo indispensabile per permetterle di funzionare sugli schermi moderni: un'uscita HDMI e un connettore USB, per il quale anche stavolta Nintendo ci fornisce un cavo senza adattatore. Come un anno fa bisogna quindi arrangiarsi per trovare qualcosa che vada bene per alimentare di SNES Mini: inutile stare tanto a ragionarci perché ormai Nintendo ci ha abituati a questo genere di cose. Là dove l'azienda giapponese si merita invece una tirata d'orecchie è nella lunghezza dei cavi del controller: dagli 80 centimetri di NES Mini siamo arrivati a circa 1,4 metri, ancora troppo poco per permettere una fruizione comoda sul divano di casa. Considerando che anche il cavo HDMI compreso non è di certo lunghissimo, l'impressione è che Nintendo voglia per qualche strano motivo costringerci a stare seduti per terra o, come stiamo per vedere, vicini alla console per sfruttarne le funzionalità.

Rewind!

L'avvio di SNES Mini è praticamente immediato e ci permette in pochi secondi di scorrere la lista di giochi che Nintendo ha incluso nel sistema. Essi sono in totale ventuno, meno rispetto a NES Mini ma come abbiamo già visto con una qualità generale decisamente elevata, anche se vista la vastità di titoli disponibili per questa piattaforma gli esclusi eccellenti non mancano di certo. Per i dettagli vi rimandiamo all'articolo linkato poco fa, limitandoci in questa sede a segnalare alcuni giochi partendo dal più curioso, senza dubbio Star Fox 2. Più che altro a causa della sua sorte, visto che come sapranno gli amanti della scena Nintendo esso era infatti praticamente completato ma per una serie di scelte commerciali non venne mai pubblicato, anche a causa dell'imminente arrivo di Nintendo 64 sul mercato. Girando su Internet era già da tempo possibile trovare la ROM finita online, ma di fatto Star Fox 2 viene pubblicato ufficialmente adesso per la prima volta dopo tanti anni. Pur riconoscendo al gioco alcune trovate che sarebbero poi entrate a far parte della serie nei titoli usciti negli anni successivi, bisogna dire che giocandolo si possono capire i motivi che portarono Nintendo a cancellarlo. Soprattutto nella fase di volo i controlli sono piuttosto ostici, è inoltre corto e poco rifinito, ma anche così è comunque una chicca da avere all'interno di una collana che comprende titoli di assoluto valore, anche dopo così tanti anni. Tra quelli invecchiati meglio troviamo i giochi di ruolo Earthbound e Final Fantasy III (o VI che dir si voglia), ma ce n'è davvero per tutti i gusti: vanno ovviamente forti i platform grazie a capolavori come Donkey Kong Country e Super Mario World, mentre si sente forse la mancanza di uno sportivo al di là di Super Punch-Out!!. Anche se forse non è invecchiato benissimo, Super Mario Kart può offrire ancora attimi di divertimento se giocato con un amico, grazie all'inclusione nella confezione di due diversi controller, uguali nella mappatura dei tasti alla versione originale. Nonostante il tempo passato, la resa tra le mani è più che soddisfacente, anche se l'aggiunta di un tasto home non avrebbe guastato in termini funzionali. Per uscire da un gioco l'unico modo è infatti premere il tasto reset presente sulla console, da usare anche nel caso in cui si voglia accedere alla schermata iniziale ci per gestire i salvataggi dei giochi e una speciale funzione di riavvolgimento introdotta per l'occasione: il tempo varia da titolo a titolo fino a un massimo di circa un minuto, potendo così tornare indietro di fronte a un boss impegnativo o a un altro momento particolare. Se Super Ghouls 'n Ghosts è il gioco che volete provare su SNES Mini, il riavvolgimento diventerà il vostro migliore amico.

Tutto come una volta

La scelta di non modificare nessun elemento riguarda anche le ROM caricate su SNES Mini, mantenute intatte rispetto alle versioni originali dei giochi. Sono quindi presenti tutte le caratteristiche riscontrate all'epoca, compresi glitch e cali di frame che occorrono in alcune situazioni di gioco: una scelta perfettamente in linea con l'animo nostalgico che accompagna la realizzazione di SNES Mini, che comunque come il suo predecessore porta con sé qualche elemento extra in ambito visivo. Oltre al classico video a 4:3, i giochi possono essere anche riprodotti in risoluzione originale (il cosiddetto "pixel perfect") oppure con un filtro CRT che riproduce l'effetto dei vecchi televisori. In quest'ultimo caso, però, a farne le spese è la definizione dell'immagine. Se siete degli inguaribili collezionisti, sappiate che la versione americana di SNES Mini riflette quella commercializzata all'epoca, diversa dall'edizione "Super Famicom" (molto più bella) venduta in Giappone, Europa e altri territori.

Una mini console introvabile?

I problemi di reperibilità del NES Mini sono stati al tempo oggetto di un lungo dibattito. Questa volta sembra che le cose vadano meglio con lo SNES Mini e la console è al momento disponibile per essere acquistata. È anche vero che dall'America arrivano alcune voci relative ad alcune situazioni di sold out, ma le scorte e i rifornimenti dovrebbero essere garantiti in misura maggiore rispetto al passato.

Prezzo
79,99 €

Se avete comprato NES Mini, è probabile che finirete per fare lo stesso anche con SNES Mini. La nuova console conserva infatti pregi e difetti del suo predecessore, esercitando un innegabile fascino nostalgico al quale si unisce l'indiscutibile qualità dei giochi proposti nella collezione. In alcuni casi si tratta di vere e proprie chicche, in altri di pietre miliari dell'intrattenimento elettronico che al netto della possibilità di reperire le ROM su Internet (illegalmente) sarà sempre bello avere a portata di mano, a patto di essere degli inguaribili nostalgici. Se amate Nintendo e la sua storia non ci sono motivi per non acquistare SNES Mini, altrimenti il consiglio che vi diamo è quello di valutare singolarmente i titoli presenti, in modo da capire così se la spesa può essere ripagata anche per voi.

PRO

  • Tanti giochi di qualità
  • Cura per i dettagli
  • Nuova funzionalità di riavvolgimento per i giochi

CONTRO

  • Cavo del pad allungato rispetto a NES Mini, ma ancora troppo corto
  • Troppo macchinoso in alcune funzioni