La recensione del Nacon Revolution Pro Controller 2  49

La nuova versione del controller firmato Nacon arriva sul mercato: ecco la nostra valutazione delle sue novità

RECENSIONE di Pierpaolo Greco   —  4 settimane fa
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Non è passato neanche un anno da quando Nacon si è lanciata a testa bassa nel redditizio mercato delle periferiche PlayStation 4, proponendo un joypad che cercasse in qualche modo di emulare il successo riscosso dall'eccellente pad Elite di Xbox One, sfruttando ovviamente la maggiore diffusione della console Sony. E a quanto pare mai scommessa fu più azzeccata visto che nel lasso di tempo che ci separa da quell'uscita, il controller è riuscito a piazzare più di 250.000 esemplari sul mercato rappresentando un successo assolutamente inimmaginabile e che dimostra per l'ennesima volta come il mercato degli accessori di qualità sia ben lontano dal poter essere considerato una semplice nicchia. E così mentre Razer, dopo la prima iterazione del Raiju, ma soprattutto Sony con la totale assenza di una versione pro del suo DualShock 4, sembrano essere rimaste praticamente con le mani in mano, Nacon ci riprova proponendo questa seconda versione del suo Revolution Pro Controller che, più di essere un vero e proprio successore, appare come una revisione e che viene venduta per 120 euro circa. Ma d'altra parte, squadra che vince non si cambia.

Carta conosciuta

Partiamo quindi con le somiglianze. A livello estetico, di design e di materiali costruttivi, questo secondo Revolution Pro Controller è in tutto e per tutto identico alla prima iterazione. Questo si traduce in plastiche di qualità eccellente, fornite direttamente da Sony, un'ottima resistenza all'usura e una reattività di buon livello per quello che riguarda la corsa dei grilletti, dei due stick analogici, della croce digitale oltre e dei quattro pulsanti frontali. Esattamente come il suo predecessore, il nuovo Revolution presenta ancora una disposizione dei comandi, e più in generale una forma, che ricorda molto da vicino il pad di Xbox One, distanziandosi con forza del design del DualShock. I due analogici sono asimmetrici: il sinistro ha poi un alloggio concavo per un posizionamento ottimale del pollice, mentre quello destro è convesso per consentire di agire con grande precisione su quei movimenti millimetrici tipici di quando si prende una mira negli shooter in prima persona, anche grazie alla presenza di una zigrinatura che delimita il confine esterno dello stick così da evitare lo scivolamento del dito e la perdita del grip.

C'è poco da aggiungere sui quattro tasti frontali che si presentano di dimensioni molto generose e risultano decisamente più leggibili di quelli a cui ci ha abituato Sony. Spendiamo ottime parole anche per quello che riguarda la croce digitale, che restituisce un ottimo feedback tattile e risponde con maggiore precisione alle nostre sollecitazioni grazie alla possibilità di utilizzarla in modalità otto posizioni invece delle consuete quattro. Stesso discorso vale per i grilletti posteriori che, presentando un'ergonomia nettamente migliore di quelli montati sul Dualshock 4, unita a una corsa ridotta, permettono un "alloggio" molto più comodo e meno stancante degli indici in caso di sessioni di gioco prolungate. Nessuna novità anche per ciò che concerne i quattro pulsanti aggiuntivi collocati sul retro del Nacon Revolution. Il loro posizionamento è praticamente perfetto per poggiarci le dita medie e, attraverso il software, possono essere configurati per replicare uno qualsiasi degli altri pulsanti presenti sul pad. Il loro utilizzo è fondamentale per gli shooter perché consentono ad esempio di saltare o abbassarsi senza spostare il pollice dall'analogico destro e quindi senza perdere neanche per un istante la gestione della mira.

Rimane inalterata anche la possibilità di configurare quattro diverse combinazioni di questi quattro tasti aggiuntivi del joypad che possono poi essere scambiate utilizzando il pulsante presente sempre sul retro: il profilo effettivamente in uso viene indicato dai quattro led rossi presenti immediatamente sotto ai tasti Share e Options del controller. Nessuna novità neanche sul fronte della connessione mini-jack per cuffie e microfono e per la presenza dei micro-pesi da poter installare all'interno dei due "corni" del pad. Nella confezione troviamo infatti due piccole zavorre da 10, due da 14 e due da 17 grammi che il giocatore può utilizzare a suo piacimento per aumentare la gravità del controller e venire incontro, davvero nella massima personalizzazione possibile, alle esigenze del giocatore.

Le novità

E passiamo finalmente agli elementi inediti di questa seconda versione del Revolution Pro Controller: tre diversi aspetti che, a parere del produttore, giustificano l'arrivo sul mercato di questa revisione del joypad. Prima di tutto salutiamo con gioia il cambio di connettore. Pur continuando a non presentare alcuna possibilità di essere utilizzato in modalità wireless, il nuovo Nacon ora presenta un normalissimo attacco USB Type-C, rendendo finalmente un lontano ricordo il vecchio aggancio proprietario che, stando alle parole del produttore, era stato causa di numerose rotture del pad perché poco comprensibile nel suo uso. Il cavo fornito in dotazione è di eccellente fattura, intrecciato, e molto generoso nella sua lunghezza visto che arriva a tre metri. Se quindi da una parte festeggiamo la decisione che punta alla massima compatibilità, dall'altra dobbiamo segnalare che l'incavo che nasconde il connettore è molto incassato per offrire la massima reistenza alle disconnessioni accidentali rendendo però estremamente difficoltoso l'uso di altri cavi Type-C al di fuori di quello incluso nella confezione.

L'altra sostanziale novità è la compatibilità PC. Il precedente Nacon, per quanto richiedesse un computer per essere configurato nelle sue feature avanzate (e questo requisito è valido anche per questa revisione), non poteva poi essere concretamente utilizzato come un joypad per personal computer. Il Revolution 2 invece, armeggiando con lo switch presente sul retro, può essere finalmente utilizzato anche per giocare su PC. Abilitando questa feature, l'anello colorato che circonda l'analogico destro si tinge di viola e in un attimo viene riconosciuto da Windows 10. Molto interessante, tra l'altro, la possibilità di configurare ogni aspetto del joypad in modi differenti a seconda della compatibilità attivata. Il software ufficiale permette infatti di impostare setup differenti per la modalità PS4 e per quella PC. L'ultimo taglio con il passato è in realtà quello che lascia maggiormente un sapore amarognolo in bocca. Per poter aspirare a diventare un joypad utilizzato nelle competizioni ufficiali, Nacon è stata costretta a eliminare il supporto alle macro, una delle feature più pubblicizzate del primo Revolution Pro Controller, nonché quella che permetteva di avere degli enormi vantaggi durante gli scontri competitivi. Siamo convinti che diversi potenziali acquirenti rimarranno interdetti da questa decisione ma, d'altra parte, si tratta di una scelta praticamente obbligata per entrare di prepotenza in una determinata scena competitiva.

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Questione di software

Insieme all'arrivo sul mercato del nuovo hardware, Nacon ha pensato bene anche di distribuire contestualmente una versione nuova di zecca del software ufficiale per configurare il controller. Si tratta di un deciso taglio con il passato che, oltre a eliminare la sezione relativa alle macro, ripensa dalle fondamenta la navigazione tra le varie sezioni e soprattutto aumenta in modo sostanziale le possibilità di configurazione rendendo le procedure più intuitive. Come abbiamo già scritto, ora la croce digitale può essere abilitata anche per la rilevazione di otto posizioni invece delle classiche quattro così da andare incontro ai giocatori di picchiaduro che non hanno la voglia o le possibilità di mettere le mani su un arcade stick ma allo stesso tempo sono alla ricerca di un maggiore grado di precisione. Inoltre è stata estesa la possibilità di gestire la zona morta e la curva di sensibilità anche all'analogico sinistro. Ovviamente il software dedicato rimane una peculiarità del PC visto che, per ragioni di sicurezza, ancora oggi è assente la possibilità di configurare il Nacon attraverso PlayStation 4. Se quindi volete avere accesso ai quattro pulsanti posteriori aggiuntivi e a tutte le opzioni di tuning dei comandi, dovrete necessariamente passare da un computer o un Mac.

Il Nacon Revolution Pro Controller 2 è sicuramente un passo in avanti rispetto alla precedente versione. Un passo in avanti che dovrete però pagare visto che questo nuovo prodotto, esattamente a metà strada tra il concetto di successore e quello di riedizione, arriva sul mercato con un sovrapprezzo di 20€ rispetto al controller originale. Se quindi ci sentiamo ancora oggi di consigliare pienamente questo pad a chi possiede solo il DualShock e vuole mettere le mani su un controller eccezionale da un punto di vista costruttivo e particolarmente prestante, non possiamo invitare all'acquisto chi è in possesso del primo Nacon visto che le novità sostanziali sono veramente troppo poche per giustificare l'esborso monetario.

PRO

  • Ora può essere utilizzato anche come pad per PC
  • Il nuovo software consente una personalizzazione ancora più avanzata
  • In termini hardware non è cambiato di una virgola

CONTRO

  • In termini hardware non è cambiato di una virgola
  • L'alloggio rinforzato per il collegamento USB Type-C rende difficoltoso l'uso di altri cavi