Squalo tigre di carta - la recensione di Derrick the Deathfin  0

A distanza di qualche anno dal debutto su PC e PlayStation 3, il titolo di Different Tuna arriva anche su mobile

RECENSIONE di Tommaso Pugliese   —   23/12/2017

Vi ricordate di Ecco the Dolphin? Il classico SEGA, pubblicato nel 1992 su Mega Drive, ci metteva al comando di un delfino, appunto, in un contesto che oggi potremmo definire in stile "metroidvania": un'avventura con tanti luoghi da scoprire, abilità da sbloccare e un messaggio ecologista alla base di tutto. Bene: sostituite il protagonista con uno squalo di carta, semplificate il gameplay e otterrete Derrick the Deathfin, l'action game acquatico sviluppato da Different Tuna che ha fatto il proprio debutto su iOS e Android a qualche anno di distanza dall'uscita su PC e PlayStation 3.

Mosso dal desiderio di vendetta contro i malvagi esseri umani, colpevoli di aver installato enormi trivelle e piattaforme che "succhiano" letteralmente i predatori marini per produrre pesce in scatola, Derrick si ritrova ad affrontare oltre trenta livelli, ambientati all'interno di quattro diversi continenti, per raggiungere il proprio scopo e liberare gli oceani dalla presenza infestante dell'uomo. In che modo? Usando le sue enormi fauci, ovviamente, e cercando di superare percorsi sempre più complessi senza morire di fame, utilizzando una serie di prede e finanche pescatori e bagnanti come spuntino per ricaricare la barra che si trova nella parte alta dello schermo, che diminuisce inesorabilmente col passare del tempo.

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Pinne gialle

Ci sono stage in Derrick the Deathfin che consentono un minimo di esplorazione, sebbene il countdown rappresentato dalla barra della salute limiti molto questo aspetto dell'esperienza; e altri in cui non c'è davvero tempo di fare nulla, impostati come vere e proprie corse a perdifiato fino al traguardo. Nel mentre è possibile usare lo scatto per spiccare spettacolari balzi fuori dall'acqua, raccogliere i collezionabili, continuare a far strage di qualsiasi cosa si trovi a portata di zanne e completare in tal modo missioni che si rivelano essere generalmente molto brevi. Le cose si fanno un minimo interessanti durante i puzzle conclusivi per passare al continente successivo, ma neanche poi tanto: nel DNA della produzione targata Different Tuna c'è la semplicità, e tutto sembra riflettere tale vocazione.

È un peccato, perché dal punto di vista stilistico l'espediente grafico dei modelli di carta è molto carino da vedere (qualcuno, un anno dopo il debutto di Derrick the Deathfin, ci ha costruito sopra un franchise discretamente importante), gli scenari risultano ben differenziati, la colonna sonora in stile hip-hop è coinvolgente e il concept di base gode senz'altro di un grande potenziale. A tagliargli le gambe, oltre alla già citata scarsa consistenza del gameplay, ci sono purtroppo dei controlli touch implementati in modo non impeccabile, che fanno scivolare il pollice sinistro lungo lo schermo durante le fasi più concitate, obbligandoci a riposizionarlo per poter continuare. Certo, bisogna anche dire che chi è alla ricerca di un passatempo rilassante e colorato troverà in questo titolo pane per i propri denti, senza peraltro doversi preoccupare di microtransazioni e meccanismi freemium: una volta pagati i 3,49 euro su App Store (3,39 su Google Play), il gioco non richiede nient'altro.

Versione testata
iPhone (1.01)
Digital Delivery
App Store, Google Play
Prezzo
3,49 € / 3,39 €
Multiplayer.it

7.0

Lettori

S.V.

Il tuo voto

Derrick the Deathfin reinterpreta a modo suo le meccaniche del classico Ecco the Dolphin, semplificandone di molto la struttura e catapultandoci all'interno di missioni scandite dal tempo e/o dalla necessità di mettere qualcosa sotto i denti di continuo per alimentare il protagonista e la barra che incombe nella parte alta dello schermo, che tende a svuotarsi piuttosto rapidamente. Non c'è dunque molta libertà, ma le missioni risultano gradevoli e la grafica con i modelli in carta ha di certo un suo fascino. Peccato per i controlli touch, sulle prime immediati e precisi, ma tendenti a "spostarsi" un po' troppo sul touch screen, costringendoci a riposizionare le dita magari nel mezzo di una gara di velocità.

PRO

  • Molto carino lo stile grafico
  • Un buon numero di livelli
  • Niente microtransazioni

CONTRO

  • Struttura piuttosto semplice e banale
  • Senso di sfida non pervenuto
  • Controlli touch "scivolosi"