Call of Duty WWII: La Macchina da Guerra nella nostra recensione 41

Uno dei migliori DLC di Call of Duty degli ultimi anni arriva su Playstation 4, sarà abbastanza?

RECENSIONE di Tommaso Valentini   —   13/04/2018

Il supporto post lancio per Call of Duty: WWII quest'anno è sicuramente uno dei migliori mai visti per la serie targata Activision. Non parliamo semplicemente dei DLC che continuano a susseguirsi regolarmente come da tradizione, quanto piuttosto per tutte quelle numerose modifiche al gameplay e alla struttura dei menu utili a migliorare l'esperienza generale di gioco. Tornando sui server in questi giorni troverete un bel po' di cose diverse: prima di tutto l'headquarter è stato completamente integrato nell'interfaccia iniziale, così potrete ricevere le casse o andare dal furiere o ancora passare dal cinema e accettare i nuovi ordini senza dover ogni volta perdere tempo nell'HUB generale di gioco, scelta che ci piace e che va benissimo per rimediare a una feature mai apprezzata totalmente dai giocatori. Per la gioia degli artisti guerrieri ecco arrivare anche il Paintshop che vi permetterà di creare skin personalizzate per le vostre armi, oltre a una mole di nuovi emblemi, tag e collezionabili. Ci sono anche pesantissimi cambiamenti alle divisioni, mirati a donare più flessibilità e maggiori scelte ai giocatori, in aggiunta a una revisione completa dello sprint per tutti i soldati che ora possono correre senza sosta a loro piacimento, un cambiamento che aumenta ulteriormente i ritmi di gioco portando a nelle partite una rapidità quasi esasperata. Non è tuttavia una novità malvagia data la buona dimensione delle mappe già presenti e che spiana la strada all'arrivo di The War Machine, il nuovo DLC che ci apprestiamo a recensire e i cui contenuti, questi si, sono legati a doppia mandata all'acquisto del pacchetto aggiuntivo.

Ci sono una sfinge, una spiaggia, un missile e un cane

Le mappe presenti nel DLC, solo tre da quest'anno ve lo ricordiamo, offrono una varietà considerevole, non solo come ambientazioni, ma anche come gameplay e costruzione dei livelli. La prima ottima notizia è che le nuove aree di gioco questa volta sono inedite, non presentando alcuna riproposizione di mappe del passato. Dunkirk è una mappa piuttosto classica, esteticamente parlando, ma farà sicuramente discutere i giocatori per la sua costruzione atipica. Potremmo quasi definire la nuova aggiunta come una fusione netta di due mappe differenti, una dedicata ai combattimenti ravvicinati nelle stanze diroccate delle abitazioni e l'altra predisposta alla perfezione per i cecchini e gli amanti del tiro sulla lunga distanza, con pochissime coperture nel mezzo per proteggere l'assalto. I respawn in questo caso tendono poi a mettere i due team sempre faccia a faccia lasciando che i giocatori si contendano frontalmente il risultato del match. Non è tuttavia una mappa che si presta alla perfezione a tutte le divisioni e, a differenza di molte altre location, qui la composizione della propria squadra sembra avere un ruolo molto più importante rispetto al solito: trovete qualcuno su Call of Duty disposto a dialogare e cambiare divisione per adattarsi alle necessità del team? Ne dubitiamo fortemente. V2 invece propone un design più semplice e di chiara lettura, soprattutto nelle modalità ad obiettivi, con l'area centrale dedicata al razzo cuore degli scontri più feroci e cruenti delle partite. Con la nuova velocità di movimento però V2 risulta forse eccessivamente ristretta e dovete aspettarvi ritmi di gioco serrati e sparatorie senza sosta.

La mappa ambientata in Egitto è invece molto più complessa e ci è piaciuta particolarmente per due motivi principali. Intanto la sabbia e i colori adottati per le texture aiutano a dare un aspetto completamente nuovo a questo contenuto aggiuntivo, e sul terreno di gioco fanno la loro comparsa una quantità di elementi scenici davvero esagerata tra aerei abbattuti, statue in rovina ed edifici avvolti dai granelli di sabbia. È possibile arrivare nell'area centrale da ben quattro punti differenti, oltre che da un foro nel soffitto che vi catapulterà proprio in mezzo alla stanza. Insieme alle tre mappe arriva anche l'operazione Husky, interessantissimo diversivo dai soliti combattimenti tra fanteria visto che introduce per la prima volta dogfight esaltanti. Avevamo abbastanza paura, a dire il vero, di scoprire come Sledgehammer avrebbe inserito i combattimenti sui velivoli, ma una volta presa in mano la cloche ci si diverte e si governano gli aerei ad elica con estrema naturalezza, tanto da volerne ancora e ancora. È infatti un peccato che la terza fase di operazione Husky sia così breve, diventando una sorta di team deathmatch fulmineo tra i due schieramenti. Husky rimane comunque una delle operazioni migliori inserite fino a questo momento. La prima fase richiederà di rubare dei documenti e riportarli alla base, con la possibilità per i difensori di erigere le consuete barricate e di piazzare del filo esplosivo in qualsiasi punto della mappa, mentre nella seconda dovremo conquistare o difendere, a seconda dello schieramento, una postazione radio in puro stile dominio. Alcuni tweak al bilanciamento della modalità cattura la bandiera e controllo dei punti sono state apportati per rendere il tutto più interessante, così da trasformare i match in partite sempre combattute ma mai frustranti o impossibili per entrambe le fazioni.

Andiamo a Berlino, Sledge!

Torna infine anche una nuova mappa zombie, che continua la storia vista nei precedenti due capitoli con i consueti quattro protagonisti. Il Trono dell'Ombra ci porterà questa volta nel cuore della germania nazista, in una capitale messa a ferro e fuoco dall'attacco alleato. Qui, rinchiusi nei sotterranei di Berlino, dovremo cercare di trovare la via d'uscita per arrivare in città e aprirci poi la strada verso la salvezza. A differenza dell'espansione inserita con The Resistance la struttura della mappa è decisamente migliore, più ampia e con panorami estremamente più belli. Sparisce la meccanica della nebbia, per un'esperienza zombi estremamente simile a quella vista nel gioco originale senza alcuna rivoluzione che possa far desiderare il nuovo DLC in maniera particolare. È un modo come un altro per allungare la longevità del titolo ma stride un po' con il resto dei contenuti di questo pacchetto extra decisamente curati meglio e più coraggiosi.

In definitiva Call of Duty: WWII - La Macchina da Guerra è un DLC di assoluto valore per tutti gli amanti della serie. Se avete il season pass è uno di quei contenuti che non potete proprio evitare di giocare, soprattutto l'Operazione Husky, e propone ottimi motivi per tornare sui server anche a chi ha solo il gioco base viste le numerose modifiche alle divisioni giunte sui server per l'occasione. Per la prima volta avremo tre mappe inedite senza alcun rework e l'aggiunta dei combattimenti aerei, che speriamo a questo punto diventino una modalità a sé stante vera e propria. Peccato solo per Il Trono dell'Ombra che si adagia un po' sugli allori non osando assolutamente nulla, piacevole da giocare ma un more of the same forse non necessario.

Versione testata
PlayStation 4
Multiplayer.it

Lettori (6)

7.5

Il tuo voto

PRO

  • Tre mappe inedite, finalmente!
  • Dogfight ben strutturati
  • Eccellente dal punto di vista artistico

CONTRO

  • Zombie non riesce a colpire nel segno