BattleTech: la recensione 23

BattleTech è uno strategico riuscito a metà, che poteva essere eccellente

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   04/05/2018

Quando Harebrained Schemes (Shadowrun Returns, Necropolis) ha annunciato lo sviluppo di uno strategico a turni basato su Battletech, insieme all'autore del wargame originale Jordan Weisman, molti sono sobbalzati dalla gioia. Ora che abbiamo potuto provare la versione finale del gioco, vi confessiamo che ci saremmo aspettati qualcosa di più. Con questo non vogliamo dire che Battletech sia un brutto gioco o che ci abbia completamente delusi, ma solo che alcuni aspetti non ci hanno convinti. Ma andiamo con ordine.

BattleTech: la recensione
La complessità è solo apparente, perché il sistema di gioco è davvero semplice

L'azione è ambientata nei primi anni del quarto millennio, con le galassie dominate da casate nobiliari di stampo feudale, dotate di tecnologie da guerra avanzatissime: i mech, dei robot da combattimento guidati da piloti specializzati chiamati mechwarrior. Nel Battletech videoludico, sostanzialmente una strategico a turni con un'ampia parte gestionale, il giocatore veste i panni di un mechwarrior mercenario, precedentemente membro dell'esercito di un ramo di una nobile famiglia ormai decaduta. Sulla trama non vi diciamo altro perché ci sono dei colpi di scena sin dalla prima missione. Cerchiamo però di comprendere come funziona il lato narrativo del gioco, che detta buona parte della struttura dello stesso.

Nobili in guerra

La campagna principale di Battletech è divisa in una serie di missioni lineari che servono non solo a raccontare la storia, ma anche a gestire la progressione, sia della conoscenza dei nostri compagni di viaggio, con cui possiamo parlare tra una missione e l'altra, sia della crescita delle unità. Il livello di difficoltà delle missioni secondarie è infatti legato alla storia: per sbloccare le più difficili, che però danno ricompense maggiori, tra le quali i mech più forti, bisogna inevitabilmente avanzare nella campagna.

BattleTech: la recensione
I viaggi nello spazio richiedono l'utilizzo (automatico) di queste stazioni

In questo modo si evitano squilibri nelle missioni della stessa, che non si finiscono mai per affrontare con squadre più avanzate di quelle richieste. Se vogliamo lo stesso vale per i singoli mechwarrior, che richiedono la spesa di quantità di punti esperienza sempre più ingenti per sbloccare le abilità avanzate delle loro quattro caratteristiche fondamentali. Da questo punto di vista il sistema creato da Harebrained Schemes funziona bene, nonostante si senta un certo scollamento tra quella che è l'attività lavorativa del nostro personaggio, il mercenario, e quelle che sono le richieste fatte durante la campagna principale, molto più politiche. C'è anche un'altra questione da esplicitare che a qualcuno potrà far storcere il naso: il protagonista, cioè l'avatar del giocatore (personalizzabile all'inizio della campagna) è in realtà il personaggio secondario di una storia non sua. Non fraintendete, perché la trama è in realtà molto interessante e ben raccontata, grazie soprattutto all'uso che viene fatto dell'ambientazione, ma rimane la storia di qualcun altro in cui noi svolgiamo un ruolo di supporto, per così dire, e in cui non siamo chiamati a prendere alcuna decisione. Eseguiamo gli ordini e guardiamo gli eventi accadere fino alla fine.

La vita dei mercenari

Il ruolo in cui siamo più attivi è quello di comandanti di un gruppo di mercenari che versa in pessime condizioni finanziarie. Il nostro predecessore ha contratto un forte debito con le banche e spetta a noi trovare dei lavori da svolgere per ripagarlo, tenendo contemporaneamente conto dei costi d'impresa (stipendi, manutenzione dei mech, beni di prima necessità e così via) e delle esigenze relative all'ampliamento del nostro parco mech.

Nel menù di gestione, sostanzialmente la plancia della nostra nave, abbiamo accesso a diverse aree, che rappresentano altrettanti settori della nostra attività. Ad esempio possiamo consultare l'elenco delle offerte di lavoro, viaggiare tra i sistemi usando la mappa stellare e, soprattutto, possiamo gestire i mech: non solo ripararli, venderli o spostarli in magazzino, ma anche modificarli a nostro piacimento, tenendo conto di diversi fattori, tra i quali il peso, la corazza delle singole parti, la mobilità e il surriscaldamento. Così, ad esempio, si può togliere da un mech tutti i moduli di raffreddamento per aumentare il numero delle armi trasportate, aumentando però il rischio che l'eccesso di calore lo danneggi in battaglia, arrivando fino a farlo spegnere o, nei casi più disperati, a farlo esplodere. Altresì possiamo puntare tutto sulla mobilità, limitando però le opzioni d'attacco al solo corpo a corpo. Quali siano le scelte migliori ce lo suggerisce l'esperienza e la prossima missione da affrontare, nonché il ruolo che vogliamo dare al singolo mech una volta scesi in campo. In alcuni casi ha senso equipaggiare dei mech in modo che facciano più danni possibili con un singolo attacco, mentre in altri si può anche tentare di diluire il combattimento, rimanendo più sulla difensiva.

BattleTech: la recensione
Le missioni della campagna principale sono le migliori

All'inizio possiamo tenere attivi soltanto sei mech, ma migliorando il magazzino si arriva ad averne fino a diciotto. Se vi sembrano troppi, visto che in missione se ne possono portare un massimo di quattro, dovete considerare che con l'aumentare della difficoltà delle stesse, avere delle riserve valide diventa essenziale, così come avere un equipaggio più nutrito di quello iniziale (i piloti possono essere feriti e prima di tornare in battaglia devono essere curati). Andando al risparmio si rischia di dover passare molto tempo in manutenzione, senza poter fare praticamente nulla, a parte pagare banca e stipendi. Da questo dovreste aver capito che ogni azione in Battletech richiede del tempo per essere svolta: non solo le riparazioni e le modifiche ai mech possono portare via intere settimane di tempo di gioco, ma anche andare alla ricerca di missioni tra le stelle richiede una certa pianificazione. Per questo conviene ad esempio svolgere tutte le missioni disponibili in un certo sistema, prima di recarsi altrove, in modo da ottimizzare.

Sul campo di battaglia

Dal punto di vista squisitamente strategico, Battletech è riuscito solo in parte. Cerchiamo di capire perché. Sul campo di battaglia i mech si muovono uno alla volta, prima alla ricerca degli obiettivi, quindi per combattere. L'interfaccia funziona egregiamente e, anche se non siamo ai livelli di quella di un XCOM 2 per chiarezza e usabilità, è innegabile che Harebrained Schemes abbia svolto un lavoro davvero meticoloso nel cercare di rifinirla il più possibile, grazie ai molti indicatori di diversa forma che rendono le informazioni utili immediatamente accessibili.

BattleTech: la recensione
L'interfaccia utente funziona bene

In fase di movimento possiamo ad esempio verificare con uno sguardo non solo la distanza che percorreremo, ma anche la direzione verso cui girare il mech e se i nemici rientreranno nella nostra linea di tiro, mentre in fase di attacco avremo sempre sotto gli occhi le abilità disponibili, le probabilità dei nostri colpi di andare a segno e alla bisogna potremo disattivare con un click alcune armi (utile in caso di rischio di surriscaldamento o se non si vogliono sprecare munizioni su un bersaglio ormai quasi abbattuto). I mech di loro possono camminare (la distanza percorsa è minima, ma dopo si può continuare a sparare), correre (la distanza percorsa è maggiore, ma conclude il turno) e compiere dei balzi (permettono di raggiungere posizioni elevate, non concludono il turno, ma possono generare del calore), con questi ultimi che danno un senso alla morfologia irregolare di alcune mappe, aumentando le opzioni tattiche del giocatore.

BattleTech: la recensione
Troppe unità surriscaldate

Purtroppo alcune scelte di design e un'intelligenza artificiale non proprio sveglia rendono i combattimenti parecchio ripetitivi, soprattutto nelle missioni secondarie. In battaglia, il sistema a turni di Battletech funziona in questo modo: prima si muovono le unità leggere, più veloci, quindi quelle pesanti, più lente. Sulla carta il modello seguito è impeccabile e coerente: le unità più agili hanno una maggiore iniziativa e vanno usate come ricognitori per stanare i nemici e aiutare le altre nel posizionamento. Il loro apporto durante il combattimento vero e proprio è limitato, soprattutto nella seconda metà del gioco quando s'incontrano nemici più coriacei, ma la loro utilità tattica è indubbia. Sfortunatamente l'intelligenza artificiale non riesce a sfruttare al meglio queste meccaniche e la diversa velocità delle unità finisce per sfavorirla in modo determinante. Spesso per vincere non bisogna fare altro che posizionarsi e attendere l'arrivo delle truppe avversarie più piccole e veloci, come i carri armati e i mech leggeri, per toglierle subito di torno. Quindi ci si può dedicare in tutta calma agli avversari più grossi, che sopraggiungono solitamente dopo un turno o due. Puntando tutto sulle armi a lunga gittata e sul tracciamento delle unità fuori campo (abilità che si sblocca con i punti esperienza), molte unità possono essere distrutte, o pesantemente danneggiate, ancor prima che abbiano la possibilità di sparare un colpo.

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Sui pianeti si possono comprare armi, ricambi e si possono assoldare nuovi membri della ciurma

Insomma, la CPU non riesce a gestire le sue unità in modo corale e ne utilizza sempre al massimo la velocità, mettendosi di fatto in situazioni di svantaggio che un giocatore accorto può sfruttare senza pietà. Soprattutto può cercare di replicare le stesse tattiche di missione in missione, conscio che funzioneranno sicuramente.

Riflessi di metallo

Fortunatamente non tutti i tipi di missione consentono di utilizzare questi trucchi. Ad esempio quelle di inseguimento richiedono un approccio completamente diverso, così come la maggior parte delle missioni della campagna principale, che hanno un design fisso, capace di creare situazioni interessanti e impegnative che sfruttano al meglio il sistema di gioco. Soprattutto quelle avanzate offrono una sfida notevole e consentono di mettere in pratica tutto ciò che si è appreso in precedenza. Peccato che la maggior parte del tempo la si passi a svolgere missioni secondarie, necessarie, come abbiamo visto, per potenziarsi e pagare gli stipendi dell'equipaggio; missioni che spesso richiedono semplicemente di combattere contro gruppi di avversari più o meno nutriti. La sostanza è che Battletech rifulge nella campagna, appassionante e ben studiata, unica capace di dare lustro al sistema di gioco, ma risulta più debole in molti dei contenuti riempitivi, che comunque occupano la maggior parte del tempo del giocatore. Si tratta del classico caso in cui il contorno finisce per annacquare un po' la portata principale, mettendone in evidenza dei difetti di cui altrimenti non ci si sarebbe accorti. Speriamo che con i futuri aggiornamenti siano aggiunti altri tipi di missione e venga rifinita l'intelligenza artificiale, perché solo così il titolo di Harebrained Schemes può riuscire a spiccare davvero il volo.

Un altro ambito dove il sistema di gioco di Battletech rende particolarmente bene è nelle schermaglie multigiocatore (giocabili alla bisogna anche contro la CPU). In fase di creazione della partita è possibile selezionare una delle dodici mappe sulle quali darsi battaglia, alterando anche alcune condizioni ambientali per aggiungere un po' di varietà. Insomma, giocando contro altri umani bisogna sviluppare necessariamente delle tattiche più raffinate, che giocando da soli non si erano mai considerate. Infine, parlando brevemente di questioni strettamente tecniche, va detto che Battletech fa il suo e nulla più: i mech sono ben fatti, così come i diversi effetti delle varie armi, che ne riescono a sottolineare la diversa potenza anche a occhio. Gli scenari invece sono abbastanza spogli; il meglio lo si vede nelle missioni della campagna principale, ma in generale anche qui non fanno gridare al miracolo. Una nota a parte la meritano i filmati d'intermezzo, realizzati in uno stile semplice e molto efficace, che non fanno rimpiangere troppo produzioni più ricche e complesse. Da sottolineare anche che molti dei problemi avuti al lancio (instabilità, bug e glitch vari), sono stati risolti con diversi aggiornamenti. Ottima, infine, la colonna sonora, composta di brani d'accompagnamento che si sposano perfettamente con lo scenario, che meritano di essere ascoltati anche a parte, e da un ricco campionario di effetti, che aumentano il coinvolgimento nei combattimenti.

Requisiti di Sistema PC

Configurazione di Prova
  • Processore Intel Core i7-4770
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video NVIDIA GeForce GTX 960
  • Sistema operativo Windows 10
Requisiti minimi
  • Sistema operativo Windows 7 64bit o superiore
  • Processore Intel Core i3-2105 o AMD Phenom II X3 720
  • 8 GB di RAM
  • Scheda video Nvidia GeForce GTX 560 Ti o AMD ATI Radeon HD 5870 (1 GB VRAM)
  • DirectX 11
  • 30 GB di spazio su Hard Disk
Requisiti consigliati
  • Processore Intel Core i5-4460 o AMD FX-4300
  • 16 GB di RAM
  • Scheda video Nvidia GeForce GTX 670 or AMD Radeon R9 285 (2 GB VRAM)
Digital Delivery
Steam, GoG
Prezzo
39,99 €
Multiplayer.it

7.7

Lettori (8)

8.2

Il tuo voto

Battletech è complessivamente un buono strategico, che paga alcune scelte fatte nel design delle missioni secondarie e che viene penalizzato dall'intelligenza artificiale non proprio scaltrissima. Sicuramente ha molti aspetti ben realizzati e si lascia giocare tranquillamente per decine di ore, ma la sostanza è che risulta avere degli aspetti meno curati di quanto ci si potesse aspettare. Speriamo che venga migliorato con futuri aggiornamenti, raggiungendo quell'eccellenza che, così com'è, riesce solo a sfiorare.

PRO

  • La campagna principale, storia compresa
  • La gestione dei mech
  • Ottima colonna sonora
  • Schermaglie multigiocatore

CONTRO

  • L'intelligenza artificiale si dimostra spesso ingenua
  • Le missioni secondarie sono ripetitive