Destiny 2: La Mente Bellica, la recensione

La nuova iniezione di contenuti è quello che serviva allo sparatutto Bungie

RECENSIONE di Federico Cabirri   —   14/05/2018
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Lungi da noi fare paragoni eccessivi, ma il valore sentimentale che la fanbase attribuisce all'universo di Destiny non è troppo lontano da quello dato alla saga di Guerre Stellari: così come quando esce un nuovo film ecco che appassionati e non si confrontano per sapere se la novità è all'altezza delle aspettative e si formano veri e propri schieramenti tra chi difende e chi attacca il prodotto, così ogni iniezione di contenuti per lo sparatutto Bungie crea dei veri e propri schieramenti. Martedì scorso è stato rilasciato La Mente Bellica, secondo atteso DLC di Destiny 2. Sulle spalle di questo nuovo pezzo di gioco grava non tanto il peso di risollevare completamente il titolo, ma almeno quello di rimetterlo in carreggiata.

Chi ha il pane e non i denti

La campagna de La Mente Bellica è corta e la storia è il cliché più classico che possa esserci. Veniamo richiamati da un segnale di soccorso proveniente da Marte, su cui ci fiondiamo subito: qui facciamo la conoscenza di Ana Bray, una bellissima cacciatrice che sarà la nostra guida nella campagna. Ana ci avvisa che sul pianeta rosso la mente bellica Rasputin è in pericolo perché attaccata dal nemico di turno. Evitiamo di dilungarci in spoiler ma sappiate che il tutto si conclude in quattro missioni sicuramente belle ed evocative, ma che sempre quattro missioni restano. Abbiamo anche qualche avventura (finalmente con delle ricompense) che condisce un po' la storia, ma ancora una volta Bungie centellina poche gocce di una trama che sarebbe anche molto interessante, ma che è troppo corta e sembra lasciata a tre quarti. Sta a noi unire i puntini o sperare che in futuro si ottenga una conclusione. Perché Destiny è sempre così, come uno di quei sogni bellissimi che si fanno ogni tanto ma che non si riescono a portare a termine perché ci suona la sveglia e dobbiamo immaginarne noi la fine.

Destiny 2: La Mente Bellica, la recensione

Tante critiche sono piovute contro gli assalti, attività che per la seconda volta si traduce in reboot delle missioni della campagna, solo più difficili e con meccaniche leggermente più elaborate. Fanno eccezione i possessori della versione PlayStation4 che, grazie all'esclusiva con Activision, hanno un assalto in più totalmente inedito. Vogliamo però darvi una chiave di lettura diversa per quanto riguarda questo aspetto, non per forza condivisibile ma che forse vi farà comprendere meglio il motivo di questo cambio di rotta. Nel primo capitolo di Destiny quasi tutte le missioni delle varie campagne si sviluppavano sulla mappa esplorabile, cosa di certo non sbagliata ma che ci riduceva a vedere lo stesso posto più volte per fare cose differenti. Destiny 2 è esattamente il contrario: quasi tutte le missioni si svolgono in location uniche che se non fosse per questi assalti poi non sarebbero più visitabili, togliendo sicuramente qualcosa di importante al gioco. Ecco forse spiegata la scelta di Bungie nel trasformare le missioni in assalti e fare in modo che queste location siano rigiocabili sempre e non vadano perdute.

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Quello che andava fatto

Se le scelte sulla campagna e sugli assalti sono discutibili, la stessa cosa invece non si può dire per la fase end game, a partire dalle modifiche apportate al sistema di progressione che risulta essere più lento e impegnativo e che di conseguenza aumenta esponenzialmente la longevità del gioco. Per raggiungere il massimo potere, ora a 385, non vi basterà più completare solo quelle attività semplici ma remunerative che facevate prima, dovrete svolgere anche tutte quelle molto più difficili che vi permetteranno di raggiungere e rompere il muro dei due "soft cap" inseriti, il primo a 340 il secondo a 370 punti. Non a tutti piacerà che l'acquisizione di equipaggiamento nelle varie attività sia legata alla classe del personaggio, quindi se possedete tre Titani non farete tre giri per gli oggetti ma solo uno: questa restrizione è stata inserita per evitare che coloro che usano una sola classe possano intercambiare tutto l'equipaggiamento e partire da un livello potere più alto prima di riscattare le ricompense settimanali. Calcolate che noi in poco più di 50 ore di gioco siamo arrivati intorno al 355 finendo tutte le pietre miliari e tutte le attività con i tre personaggi tranne quelle più impegnative, per cui eravamo sotto potenziati.

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Non è solo questa la modifica apportata all'economia di gioco, ancora più importante è la rivisitazione di quasi tutte le armi esotiche. Le armi modificate sono molto più efficienti e il gameplay ora risulta essere più appagante quando le imbracciamo. Inoltre è stato aggiunto il prodigio, un upgrade che andrà trovato per mezzo di cristalli catalizzatori i quali ci richiederanno di svolgere mansioni specifiche per poterli attivare e rendere definitivi. Ci sono tante altre piccole modifiche minori inserite nel gioco, dal riassortimento degli oggetti acquistabili dai vendor della Torre alla riduzione dei punti esperienza necessari per ottenere gli engrammi estetici (diminuendo di fatto la pressione sul fattore microtransazioni) fino alla ruota delle emote che oggi ci permette di equipaggiarne quattro a nostra scelta. Il grosso dei cambiamenti è stato però votato alla ricerca della massima longevità possibile, invitando così i giocatori di vecchia data a ritornare nella galassia di Destiny, stimolandone l'appetito e anche con il ritorno di due vecchie icone esotiche come il Suros Regimen e il Simulatore Dormiente, ottenibile attraverso una quest alquanto lunga. Per quanto ci riguarda, il fatto di riportare armi dal primo capitolo - fintanto che quelle nuove rimangono in numero maggiore - dà un senso di continuità all'universo di gioco calcolando che i fatti di Destiny 2 si svolgono pochi mesi dopo il terzo anno dell'originale.

Protocollo di intensificazione

Anche in termini di cose nuove da fare, La Mente Bellica di certo non si risparmia. Finalmente la mappa viene sfruttata in maniera intelligente con oggetti da trovare, quest e punti di interesse sparsi un po' ovunque; non è ancora una mappa da RPG, ma sicuramente dei passi avanti sono stati fatti. Arriva il secondo covo dell'incursione chiamato Pinnacolo Siderale, che conclude la trilogia del raid Il Leviatano: anche qui Bungie punta su longevità e difficoltà alzando notevolmente il potere minimo per riuscire a sopravvivere e proponendo un covo sensibilmente più lungo di quello precedente visto ne la Maledizione di Osiride, condito di nuove meccaniche che non solo ci hanno fatto divertire, ma che nelle fasi finali ci ha richiesto non poco impegno per riuscire a capirne il funzionamento. Peccato che essendo sotto livellati abbiamo dovuto arrenderci dopo ore e ore di tentativi. Infine ecco la ciliegina sulla torta: Protocollo di Intensificazione, la nuova modalità a orde di Destiny 2, composta da sette ondate di nemici di difficoltà e numero crescenti. Ad oggi questa modalità è in assoluto ciò che di più sfidante il gioco possa offrire, con una luce consigliata di 370 per i primi due livelli, di 380 per i successivi tre e di 400 per i due finali.

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Attivabile senza la necessità di alcun consumabile, direttamente sulla superficie del pianeta, questa attività è la più bella modalità ad ondate inserita nel gioco oltre ad essere la più difficile. Ad oggi solo un pugno di avventurieri è riuscito a completarla, giocatori la cui fortuna ha avuto un ruolo determinante poiché Protocollo di Intensificazione è attivabile in pattuglia e quindi può essere affrontata da tutti gli utenti presenti sul pianeta suddividendone l'onere tra i vari gruppi connessi. Sicuramente non è nulla di nuovo né di stravolgente a livello di originalità, ma la community è decisamente d'accordo nel promuoverla a pieni voti così come lo siamo anche noi: ci siamo dovuti documentare per poterla vedere ai livelli più alti (noi oltre al primo non riusciamo ad andare avanti per ora), ed effettivamente vedere una decina di giocatori impegnati ad affrontare orde di nemici sempre più agguerriti cercando si sopravvivere ad ogni costo fa venire la voglia di accendere il gioco e riprovarci di nuovo. In questo frangente Bungie non ha sbagliato un colpo questa volta, tutte le varie attività sono belle da vedersi e da giocarsi, non c'è altro da aggiungere.

Destiny 2: La Mente Bellica, la recensione

E il PvP?

Per quanto concerne il comparto multiplayer, le novità non sono molte ma abbastanza importanti. Partiamo dalle partite classificate, con il sistema di ranked si suddivide in "valore" per le partite veloci e in "gloria" quelle competitive: nulla di nuovo sotto il sole, questo è vero, ma sicuramente qualcosa in più per gli amanti del PvP che salendo ai gradi più alti della playlist competitiva si vedranno recapitare il fucile a impulsi Spadone di Redrix, decantato da Bungie come un'arma "definitiva" per il multiplayer. Ci siamo cimentati parecchio anche nelle varie modalità e dobbiamo dire che qualche miglioramento si sente. Giocoforza il grosso lo fanno le esotiche, che come scritto in precedenza, grazie ai grossi cambiamenti, si fanno pesantemente spazio nel meta, abbassando il "time to kill", uno degli elementi più discussi.. Fanno la loro (ri)comparsa le partite private, chieste a gran voce e la cui mancanza all'uscita del gioco fu una di quelle scelte "impopolari" che sommate a tutto il resto mise in difficoltà il gioco Bungie. Le private non sono state praticamente modificate da quelle che erano in Destiny: stessa tipologia di personalizzazione come timer, tempo di respawn e modalità di gioco, e manca ancora la modalità spettatore. Difficile dire se sia una obbligo dettato da limiti di natura tecnica oppure una scelta ben precisa, i più attenti di voi si ricorderanno che durante il reveal de La Mente Bellica uno dei giocatori indossava la maglietta della Major League Gaming, quindi nulla vieta che in futuro potremmo vedere disputati ed organizzati degli eventi MLG su Destiny 2. Il multiplayer di Destiny è anche dopo questo DLC ancora da capire, per ora non sembra prevista una patch con bilanciamenti o almeno non fino a settembre, quindi se amavate il PvP di Destiny 2 lo amerete ancora di più, se lo odiavate non cambierete idea.

Destiny 2: La Mente Bellica, la recensione

Commento

Versione testata PC Windows
Multiplayer.it

8.0

Lettori (11)

6.9

Il tuo voto

La Mente Bellica è indiscutibilmente il miglior DLC di Destiny 2, ma si piazza anche tra i più validi mai usciti: tante cose da fare, tante ore di gioco garantite e difficoltà rapportata al nostro impegno nel gioco. Ci chiediamo cosa sarebbe oggi Destiny 2 se questa strada fosse stata intrapresa prima, all'uscita del gioco, e fosse proseguita fino ad oggi. Bungie fa un ottimo lavoro: nonostante il taglio sbrigativo dato alla campagna quello che serviva al gioco era esattamente quello che oggi ci troviamo tra le mani. La Mente Bellica ha i numeri per resistere fino a settembre, quando uscirà la grande espansione che porterà nel secondo anno.

PRO

  • Tante attività da fare e parecchio impegnative
  • Ottima rivisitazione dell'economia di gioco
CONTRO
  • Campagna troppo corta
  • Si poteva fare prima