La recensione di Destiny 2: l'universo nelle vostre mani  162

Bungie porta Destiny a un nuovo livello, imparando dagli errori del passato e migliorando il titolo sotto ogni aspetto possibile

RECENSIONE di Tommaso Valentini   —  2 mesi fa
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Cos'è un Guardiano? C'è chi risponderebbe facendo semplicemente riferimento a Destiny e parlando vagamente del famoso videogioco. C'è però chi comincerebbe a raccontare intere storie delle proprie avventure, parlando di sé e dei tanti altri guardiani che ha conosciuto durante i suoi viaggi sui pianeti del sistema solare. Lo sentirai parlare di sfide impossibili superate solo dopo stremanti lotte, lo sentirai parlare di serate in compagnia di tanti amici provenienti da tutto il mondo, o ancora di quanto significhi per lui tutto quello che ha costruito in questi anni su Destiny. Bungie ha definitivamente dato risposta alla domanda, confermando solamente quanto sia incredibilmente forte il rapporto che può crearsi tra noi e il nostro alter ego virtuale. Così viene presentato Destiny 2, il sequel del fortunatissimo gioco pubblicato da Activision che ha messo sotto nuova luce il concetto di sparatutto, introducendo le meccaniche di mondo condiviso con altri giocatori, di loot e di istanze.

Il gioco fu scosso da profonde problematiche, tra errori di connessione, narrazione debole, bilanciamenti vari da rivedere, assenza di contenuti e grinding estremo, che hanno causato velocemente la perdita di interesse da parte dei giocatori, per non parlare del costo non indifferente dovuto soprattutto ai DLC. Una cosa è sicura: mentre parte dei giocatori non aveva ancora capito Destiny, molti altri hanno creduto nel progetto ed espansione dopo espansione la popolarità del titolo ha solo continuato a crescere. Tra i motivi del successo, la sapiente capacità di Bungie nell'ascoltare il feedback dei propri giocatori e di proferire un fortissimo impegno nel costruire e migliorare il gioco attorno a essi. Arrivano così le espansioni Il re dei corrotti e I signori del ferro, che confermarono una volta per tutte la direzione presa dal titolo. Settembre marca invece l'inizio di una nuova era per lo sparatutto Bungie, che si prefigge il compito di abbracciare un bacino d'utenza ancora più ampio e di recuperare tutti coloro che, per un motivo o per un altro, hanno abbandonato con sconforto il primo capitolo. Destiny 2 ha fatto il suo debutto su console il 6 settembre ma, vista la complessa struttura del gioco, ci siamo presi un po' di tempo in più per analizzarlo a dovere e scrivere una recensione.

La tua storia

Grosso difetto del primo capitolo di Destiny è stato in primo luogo la completa mancanza di una narrazione ai livelli dei precedenti giochi Bungie. Con il sequel è stata fatta la promessa di non ripetere più gli stessi errori e narrare un'avventura ben più lineare accompagnandola con colpi di scena e cinematiche dall'alto impatto emotivo. Dopo circa dodici ore di sola campagna principale, saltando le avventure secondarie e attività varie, siamo pronti a parlarvi della trama che ne delinea i confini. Destiny 2 racconta la nostra storia, del giocatore e del guardiano. In un tutt'uno con il nostro alter ego virtuale ci ritroveremo a far i conti con una delle più grandi sfide di sempre, la sconfitta, la perdita di anni e anni di bottini e vittorie contro l'oscurità. All'inizio del gioco rimettiamo le mani sul nostro guardiano, automaticamente importato dal primo capitolo, ma qualcosa va subito storto, le armate dei Cabal sferrano un durissimo colpo all'umanità, attaccando l'ultima città della terra e intrappolando il viaggiatore, privando della luce tutti i guardiani e rendendoli per la prima volta vulnerabili alla morte stessa. Superata la missione iniziale, così come mostrato nel trailer di lancio, il nostro guardiano viene sconfitto e la torre distrutta. Ghaul, capitano della Legione Rossa, ci scaraventa verso la Terra e da qui inizia una delle fasi introduttive più intense viste nell'ultimo periodo. Abbandonati dalla luce e allo strenuo delle nostre forze ci ritroviamo nei sobborghi della stessa città su cui abbiamo vegliato dall'alto della torre per quattro lunghi anni.

Ritrovandoci soli e lontani dagli altri guardiani, ci faremo strada nella città nel pieno della sua disfatta, andando via via sempre più in periferia terrorizzati dalla morte e affrontando quei pochi nemici che pattugliano la zona. Nella disperata via di fuga, assistiamo ad alcuni degli scenari più belli ed ispirati di sempre. Così comincia il nostro vero e proprio viaggio solitario, accompagnati da una colonna sonora mozzafiato che riesce a evocare perfettamente tutte le emozioni della scena su schermo, sottolineando ulteriormente quanto la musica di un gioco possa valere più di mille immagini. Destiny 2 racconta del nostro guardiano, del nostro stesso rapporto con l'universo di gioco, del nostro viaggio nel sistema solare al fine di riuscire a ricostruire tutto quello che è andato perso. Il ricominciare da zero è una delle tematiche centrali del gioco e Bungie è riuscita a raccontarlo nei migliori dei modi, ancor di più per il giocatore che ha potuto vivere e apprezzare il primo capitolo ma senza dimenticare i nuovi arrivati. Il viaggio affrontato dal giocatore, come già accennato, è in solitaria, ma questo dura solo fino al raggiungimento della prima zona social, da cui potremo cominciare a interagire con altri guardiani e intraprendere il nostro cammino in compagnia di vecchi e nuovi amici. La promessa riguardante il pieno supporto al giocatore singolo è comunque mantenuta, anzi, la campagna è appositamente pensata per i lupi solitari e gravita attorno alle nostre azioni. L'implementazione delle cinematiche tra una missione e l'altra non solo aumenta il livello di intrattenimento, ma ci dà per la prima volta la possibilità di conoscere da vicino l'antagonista, approfondendo le sue motivazioni e i suoi ideali e riprendendo a tratti una narrazione simile a quella vista su Halo 2. Oltre a questo, i personaggi principali del gioco sono finalmente ben caratterizzati e rivestono ruoli chiave all'interno della narrazione, riuscendosi ad affermare e risultare assolutamente memorabili e mai banali. L'avanguardia, formata da Zavala, Ikora e lo stravagante Cayde-6 riusciranno a creare, insieme al resto dei personaggi del gioco, un degno racconto in puro stile Bungie, caratterizzato da scene epiche e da una narrazione drammatica, spezzato di tanto in tanto dal semplice umorismo e da alcune gag che trasformano completamente lo stato d'animo del giocatore rendendo la storia piacevolissima da seguire. Le musiche accompagnano ogni singola azione su schermo, realizzando una delle più belle opere audiovisive di sempre. Il comparto sonoro assume infatti una funzione narratrice nell'ultima fatica Bungie, scolpendo radicalmente lo stato d'animo della scena. Destiny 2 si conferma come un gioco in cui la soundtrack non fa da semplice contorno, ma si trasforma in un elemento attivo della narrazione stessa.

Imprese, pattuglie e mondi da esplorare.

La componente narrativa non si limita solo alla storia principale. Ogni pianeta, oltre a essere drasticamente più grande in termini di mappa di gioco rispetto al capitolo precedente, offre una sua storyline tramite le avventure e le imprese. Indipendentemente dal pianeta, avremo a disposizione un personaggio non giocante che ci assegnerà vere e proprie missioni da svolgere. A differenza delle pattuglie, che non comprendono alcuna componente narrativa, le avventure mirano a raccontare le vicende che stanno colpendo quel pianeta, portando inoltre il giocatore a esplorare al meglio la mappa di gioco senza che ciò risulti noioso o banale. Parlando proprio di mappa di gioco ed esplorazione, vengono introdotti i settori perduti. Questi sono dei veri e propri dungeon in cui il giocatore potrà addentrarsi per sconfiggere infine un piccolo boss e ottenere del prezioso bottino. La cura degli scenari è esemplare e alcuni settori perduti non fanno altro che confermarlo. Sparisce quasi del tutto il sistema di collezionabili, ad eccezione di alcuni oggetti da esaminare, sostituito da segreti da scoprire e bottino da raccogliere nelle varie aree di gioco.

Per quanto grandi, le mappe di gioco non sacrificano dettagli fornendo scenari altamente suggestivi e condendo le zone più aperte con mini eventi, tanti nemici ed eventi pubblici. Quest'ultima dinamica è stata un pelo rivista, è infatti possibile tracciare dalla mappa di gioco l'evento pubblico a cui siamo interessati e avere un timer preciso sull'ora di inizio in modo da poter fare un viaggio rapido nella zona più vicina e catapultarsi nell'azione a evento iniziato. Viene mantenuta inoltre la promessa relativa alla scomparsa (o quasi) della necessità di andare in orbita per spostarsi da una destinazione all'altra. Qualsiasi sia il pianeta avremo a disposizione varie zone con relativi viaggi rapidi: basterà quindi aprire la mappa e selezionare il punto in cui spostarci e in una manciata di secondi ci ritroveremo pronti a far stragi di nemici senza dover fare i conti con eterni caricamenti. Nel caso si voglia raggiungere un altro pianeta, sempre tramite la mappa di gioco si può accedere alle varie destinazioni e scegliere un punto in cui sbarcare, qui tuttavia affronteremo il classico viaggio in orbita con conseguente caricamento, ma l'immediatezza con cui si sceglie ora una destinazione rende impensabile tornare al vecchio sistema. Insomma, se la componente esplorativa del primo Destiny era quasi un contorno al gioco stesso, limitando il giocatore a ripassare ancora e ancora nelle stesse zone, qui ci ritroviamo con mappe incredibilmente più grandi e dettagliate e un sistema di navigazione drasticamente più fluido che rendono l'universo di gioco un'avventura tutta da scoprire.

Endgame e PvP

Mentre i paragrafi precedenti sono scritti con tanta sicurezza, l'endgame e il PvP sono gli unici due aspetti su cui abbiamo ancora molto da scoprire. Allo stato attuale, il gioco comprende una playlist formata da 6 assalti standard (di cui uno esclusiva PlayStation 4) di livello luce basso e che non possono definirsi assolutamente una sfida per un guardiano ben equipaggiato. Piccola eccezione la fa la playlist Cala la Notte, un singolo assalto disponibile in due difficoltà diverse e dalle ricompense assai generose ma dal livello di sfida elevato, che richiede la coordinazione con i propri compagni per essere superato. Il Cala la Notte è uno dei riti settimanali, un appuntamento immancabile che vede completamente trasformati gli assalti che ne fanno parte grazie al sistema di modificatori che ne alterano il suo comportamento. Una volta ottenuta la sua ricompensa settimanale, il giocatore vorrà quindi spostarsi su altre attività e, in assenza di altro attualmente, finirà probabilmente per spostarsi nella componente PvP tramite il Crogiolo. Come vi abbiamo già spiegato nei nostri articoli precedenti, questa modalità è stata completamente ripensata per favorire scontri 4v4 caratterizzati da un time to kill più lungo e scontri più ragionati e meno impulsivi. L'abilità individuale è abbandonata favorendo totalmente il gioco di squadra, necessario indipendentemente che si stia giocando in partita veloce o in competitivo. Proprio queste ultime due voci sono le uniche due playlist disponibili al momento, privando il giocatore di qualsiasi libertà di scelta. Da notare, ancora una volta, l'assenza di un sistema di ranking anche per la componente competitiva, lasciando attualmente un matchmaking assai misterioso e poco trasparente. Dando uno sguardo verso al futuro, l'endgame di Destiny 2 è già ben definito rispetto al passato: già dalla seconda settimana di gioco verrà introdotta la modalità incursione, una sfida PvE cooperativa dove 6 giocatori dovranno affrontare vari boss e fare i conti con complesse meccaniche al fine di riuscire a trionfare e ottenere ricompense esclusive e di salire ulteriormente di livello. Dal lato PvP troviamo invece il torneo competitivo "Le Prove dei Nove" in cui i guardiani dovranno scontrarsi in modalità competitive e uscirne completamente illesi dopo 9 partite per riuscire a superarle e accedere alle loro ricompense. Entro fine mese saranno poi introdotte le fazioni, mettendo il giocatore di fronte alla scelta del proprio schieramento per poi cominciare a contribuire attivamente con ogni attività fatta. A tal proposito, Bungie ha dichiarato che il sistema di fazioni è stato completamente rivisto e che avranno un ruolo chiave in tutta l'esperienza di gioco. Dulcis in fundo, lo stendardo di ferro tornerà verso ottobre, garantendo frenetici scontri PvP e tanto bottino per i nostri guardiani. In complessiva, è estremamente presto per parlare di Endgame visto che abbiamo solo potuto assaggiare la prima settimana di gioco. Il calendario delle attività del mese è stato recentemente svelato dal team di sviluppo, stuzzicando indubbiamente il nostro interesse e rassicurandoci sui contenuti in arrivo, ma fino a quando non avremo potuto provare un po' di tutto, parlare di tutto questo è ancora prematuro e avremo modo di approfondire il tutto in un secondo momento.

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Tutto molto bello ma quanto può durare?

Arrivati a questo punto vi sarete fatti un'idea abbastanza precisa di quello che Destiny 2 è in grado di offrirvi ma avrete capito altrettanto bene che l'opera targata Bungie è, e sarà sempre, in continua evoluzione. Varierà e si trasformerà con l'uscita di DLC e contenuti aggiuntivi ma questi non saranno mai semplici innesti marginali all'ecosistema di gioco risultando invece componenti fondamentali che andranno a modificarne il DNA. È proprio per questo che la nostra recensione esce oggi, per farvi capire l'esperienza centrale di Destiny qual è, mentre avremo modo di seguire in futuro la sua evoluzione con speciali e approfondimenti costanti. Si possono però trarre delle conclusioni ad oggi per ciò che viene offerto: una volta superata la campagna principale e arrivati al ventesimo livello, Destiny mette da parte quasi del tutto la bella narrazione e i racconti epici per lasciarvi in un mondo pieno di cose da fare ma estremamente ripetitive. Il grinding e il farming necessari per arrivare a un livello sufficientemente alto sono ancora li ad attendervi, con missioni ripetibili all'infinito e attività che comunque vanno ad esaurire la spinta originale iniziale abbastanza velocemente. Destiny 2 è, come il suo predecessore, un gioco che si consuma rapidamente, è un titolo vorace di contenuti, come una macchina che necessita di continui rifornimenti per poter proseguire spedita. Il pacchetto di partenza vale comunque tutti i soldi spesi al momento, visto che tra il nuovo raid uscito in questi giorni (completato in circa sei ore dal lancio), le dodici e più ore della campagna e le decine di ore per portare almeno un personaggio al cap giustifica pienamente la spesa iniziale. È insomma un altro atto di fiducia verso Bungie, che parte però questa volta da una base molto più solida e con un precedente alle spalle che dovrebbe servire a tranquillizzare i giocatori, anche quelli più diffidenti.

Versione testata
PlayStation 4
Multiplayer.it

8.3

Lettori (91)

7.9

Il tuo voto

Destiny lo abbiamo seguito molto da vicino nelle scorse settimane, offrendovi un'ampia panoramica su ogni singolo elemento del gioco. Vi abbiamo parlato della crescita del personaggio, della narrazione, delle cose che ci sono piaciute, di quelle che ci sono piaciute meno e persino dei motivi per cui nuovi e vecchi giocatori dovrebbero prendere in considerazione di giocare lo sparatutto Bungie. Destiny 2 più che un seguito è il proseguo di un progetto che avrà vita lunga e a cui le recensioni vanno strette per una serie di motivi infiniti. Non è un MMO e la sua crescita e il suo successo sono legati indissolubilmente alla frequenza e alla qualità dei nuovi contenuti. Per noi, al momento, Destiny 2 è uno sparatutto di valore che giustifica il prezzo del biglietto, soprattutto se giocato in compagnia di un paio di amici. Senza sfera di cristallo è però impossibile dire ora, per chiunque, se saprà crescere ulteriormente o se si manterrà su questo livello negli anni a venire. Prendete dunque Destiny per quello che è ora, giocatevelo e godetevelo per decine di ore, ma siate pronti a continuare a elargire denaro a Bungie per restare al pari di questo immenso e ambizioso progetto.

PRO

  • Gunplay davvero eccellente
  • Colonna sonora e ambientazioni incredibili
  • Tante ore di gioco con il pacchetto base
  • Un progetto che guarda lontano...

CONTRO

  • Arrivati al cap la ripetitività è inevitabile
  • PvP al momento lontano dalla perfezione
  • Livello di difficoltà piuttosto basso
  • ...e a cui bisogna dare fiducia incondizionata