Questa torre non s'ha da fare  4

"Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo".

RECENSIONE di Ludovica Lagomarsino —   11/03/2010

Così apprendiamo dalla Bibbia (Genesi: 11,1-9) che ci racconta la storia dell'uomo che decise di costruire una torre tanto alta da arrivare a Dio. Allora le popolazioni della terra parlavano una sola lingua, almeno fino a quando l'Altissimo ed Onnipotentissimo decise che fosse il caso di impedire che l'uomo realizzasse il suo scopo; e così distrusse la torre disperdendo le popolazioni e confondendone l'idioma. Si narra che fu allora che si posero le basi per la nascita delle diverse nazioni della terra e che l'uomo smise di comprendere i propri fratelli. In realtà sono molte le interpretazioni dell'episodio narrato dalla Genesi come anche i conflitti storici rilevati da alcuni, ma non è sull'esegesi di Babele che vogliamo focalizzarci in questa recensione, bensì sull'ira di Dio nei confronti dei costruttori della torre. Soprattutto perchè è proprio nei Suoi panni che ci troviamo a giocare in questo titolo mordi e fuggi per iPhone/iPod Touch di White Birds Production. Quando parliamo di "God Game" ci è impossibile non tornare con la memoria a quel Populous dell'ormai lontano 1989, sviluppato da un giovane Peter Molyneux per Bullfrog. Da allora è stata percorsa molta strada e sono stati tanti i titoli che si sono ispirati al sistema di Populous, fino a presentarci questo Babel Rising odierno che torna a farci giocare come un Dio che dall'alto controlla le proprie creature intervenendo su di esse con i suoi devastanti poteri.
Le dinamiche del gioco si presentano fin da subito quanto mai elementari ed immediate: si tratta semplicemente di scatenare i nostri poteri divini per arrestare le orde di uomini che cercano di costruire la propria torre di Babele.

Niente parafumine? Almeno il salvagente...

Per ottenere il nostro divino (e un po' diabolico) scopo, abbiamo a disposizione sei devastanti poteri che possiamo scatenare tracciando sullo schermo, con le dita, i comandi adeguati. Mentre orde di omuncoli si affolleranno con il loro carico di mattoni per tirare su, un piano dopo l'altro, la torre che minaccia la nostra posizione di unico Dio, dovremo cercare di coordinare la potenza degli elementi scatenabili con il tempo di ricarica necessario perchè possiamo tornare ad utilizzarli. Il potere più economico in termini di ricarica è quello scatenato "tappando" semplicemente lo schermo sopra gli omini in marcia e letteralmente schiacciandoli sotto il nostro dito.

A seconda delle tacche di carica del potere riusciremo a fermarne uno o poco più. Il secondo potere, in ordine di efficacia e di tempo di ricarica, è il celebre fulmine divino. Per lanciarlo dovremo tracciare una linea verticale sullo schermo: il punto in cui essa terminerà segnerà il punto di arrivo del fulmine che friggerà tutti gli omini su cui cadrà. C'è poi un tifone, scatenabile passando un dito in orizzontale sullo schermo, uno tsunami che spazzerà via gli omini quando tracceremo una nuova linea orizzontale, ma stavolta con il passaggio di due dita. Una tempesta di fuoco potrà essere lanciata con due linee verticali ed infine il devastante terremoto che si innescherà scuotendo il nostro dispositivo. C'è un ultimo terrificante potere che possiamo considerare un extra di proporzioni apocalittiche: l'occhio divino. Un occhiolino dello sguardo di Dio e tutti gli omini saranno polverizzati ed insieme a loro un piano della torre da loro costruita finirà in briciole.

Inarrestabile termitaio

E il gioco è sostanzialmente tutto qui: tirare sugli omini i nostri devastanti poteri per impedirgli di arrivare fino al cielo. Un minimo di strategia di gioco è richiesta per gestire al meglio le abilità ed i loro tempi di ricarica per far fronte alle orde di uomini che come termiti sciamano sul nostro schermo, sempre più numerosi, fino a farci trovare invischiati in un gameplay assolutamente frenetico nel tentativo disperato di impedirgli l'ascesa. Un unico schema di sopravvivenza, caratterizzato da una grafica cartoonesca molto carina e da una colonna sonora altrettanto gradevole ma entrambe segnate dalla semplice e limitata monotonia di un singolo livello ed una dinamica che non cambiano mai. Una serie di trofei sbloccabili rende la sfida un poco più longeva, ma è indubbio che ci troviamo di fronte ad un prodotto valido solo per piccole pause da impegnare con un poco di svago fatto di minuti al cui termine non resta che riporre il nostro Dio tascabile, almeno fino ai prossimi cinque minuti che non sappiamo come impegnare. La possibilità di registrare i nostri punteggi su una leaderboard e pubblicarli online fa da contorno ad un prodotto minimale che avrebbe innalzato di molto il proprio valore se avesse avuto qualche livello da affrontare a corredo, che ne rendessero il gameplay meno monotono.

La versione testata è la 1.1
Link App Store

Multiplayer.it

7.0

Lettori (3)

5.3

Il tuo voto

Babel Rising è un prodotto ottimamento confezionato da White Birds Production, che ci offre un genere di divertimento da pausa fra un impegno ed un altro o di attesa dal dentista. Caratterizzato da un gameplay assolutamente elementare quanto funzionale, la sua pecca è di non offrire che un unico livello di gioco ed una sola torre di Babele contro la cui costruzione resistere il più a lungo possibile attraverso l'utilizzo dei nostri poteri divini. Accattivante nella grafica e nel comparto sonoro ed al prezzo di appena 0,79 Euro si tratta di un acquisto sicuramente consigliato mantenendo però la consapevolezza di trovarsi di fronte ad un prodotto destinato ad esaurirsi dopo un numero limitato di sessioni di gioco.

PRO

  • Divertente ed immediato
  • Trofei e leaderboard
  • Freneticamente impegnativo...

CONTRO

  • ...ma per brevi sessioni di intrattenimento
  • Un unico schema di gioco
  • Ripetitivo e poco longevo