A Short Hike, la recensione di un piccolo e prezioso open world

Abbiamo scalato monti, pescato trote e giocato a pallavolo con un bastone; tutto per portarvi la nostra recensione di A Short Hike.

RECENSIONE di Mattia Pescitelli   —   02/12/2021
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Doveva essere una breve scarpinata, ma si è rivelata più lunga del previsto. Uscito nel luglio del 2019 su PC e poi l'anno successivo su Nintendo Switch, A Short Hike è finalmente approdato anche su PlayStation e Xbox.

Cogliamo l'occasione per raccontarvi la nostra esperienza con questo piccolo, grande gioco creato dal poliedrico Adam Robinson-Yu. Si tratta di un'avventura semplice, ma che riesce a catturare.

Ecco la nostra recensione di A Short Hike.

Un breve racconto di formazione

A Short Hike: la storia della giovane Claire e della sua scalata di Hawk Peak
A Short Hike: la storia della giovane Claire e della sua scalata di Hawk Peak

Il titolo del gioco racchiude le diverse anime dell'avventura che è intenzionato a proporre. Una di queste è sicuramente la storia di una vera e propria escursione, intrapresa dalla giovane Claire su consiglio della zia durante una giornata (apparentemente infinita) nel parco nazionale di Hawk Peak Island.

In questo microcosmo abitato da animali antropomorfi, il nostro obiettivo è quello di accompagnare Claire in questa scalata, che la porterà a conoscere bizzarri individui e, come nei più tradizionali racconti di formazione, anche se stessa.

L'arrampicata fino al picco del monte è proprio la metafora della crescita di questo personaggio. Eppure, la narrazione sembra concentrarsi più sui fugaci incontri che non sulla caratterizzazione del personaggio principale, relegato alla sola funzione di mezzo per esplorare questo strambo mondo. Non si sente l'effettiva evoluzione del carattere di Claire.

Più che un'esperienza seminale nella vita di questo individuo, sembra una di quelle avventure estive che vengono in mente anni dopo durante una cena in compagnia di amici. Per quanto l'intenzione fosse legittima, lo sviluppo risicato del personaggio della piccola protagonista non riesce a colpire nel segno.

Nonostante ciò, A Short Hike si distingue proprio per gli incontri casuali, non strettamente necessari per raggiungere la cima della montagna. Ognuno dei personaggi che si incontrano lungo il cammino ha la sua storia e le sue peculiarità, sia caratteriali che fisiche, il che li rende facilmente riconoscibili e rintracciabili all'interno del mondo di gioco, cosa non sempre scontata (ma va detto anche che la mappa non è tra le più grandi in circolazione).

Quindi, è un gioco che si concentra più sull'ecosistema sociale che circonda la protagonista che non sulla protagonista stessa. Una scelta non per tutti i palati, ce ne rendiamo conto, ma che riesce ad avere anche un suo fascino, se si preferisce immergersi all'interno di un ambiente rispetto a calarsi nei panni di un personaggio terzo.

I semi di Animal Crossing nel gameplay

A Short Hike: il gioco della pallavolo su spiaggia con dei bastoni a mo' di racchette
A Short Hike: il gioco della pallavolo su spiaggia con dei bastoni a mo' di racchette

Volente o nolente, la serie di Animal Crossing ha segnato la mente di molti individui, sviluppatori compresi. Anche nel caso di A Short Hike, l'influenza nella realizzazione del gameplay c'è stata. Non solo: anche a livello iconografico ci troviamo difronte a un'operazione che, per alcuni, potrebbe avere il sapore del plagio spudorato (ci riferiamo ai solchi nel terreno a forma di stella per indicare al giocatore dove scavare o alle sagome "a goccia" dei pesci da poter pescare, ma anche, banalmente, ai personaggi dai tratti animaleschi e minimali).

C'è da dire, però, che tale processo è stato camuffato con discreto successo, dato che comunque A Short Hike riesce a ottenere una sua identità specifica, pur pescando dai grandi classici del passato. Una dinamica che rappresenta un po' anche l'anima intrinseca all'industria videoludica (e non solo), ovvero saper captare le meccaniche e le tendenze più funzionali e adattarle alla propria narrazione per immagini.

A Short Hike: planare è fondamentale ai fini del gameplay
A Short Hike: planare è fondamentale ai fini del gameplay

L'obiettivo primario del gioco è arrivare in cima a Hawk Peak. Quindi, una delle caratteristiche fondamentali del gameplay è la possibilità di scalare le pareti rocciose. Ciò può essere fatto da qualsiasi posizione e in qualsiasi punto della mappa, a patto che si abbia abbastanza stamina per l'arrampicata. Questa è simboleggiata dalle piume d'oro, oggetti raccoglibili che permettono di aumentare la nostra resistenza, ma anche di compiere più salti (battiti d'ali) consecutivamente. Oltre ciò, Claire può anche eseguire una planata infinita, che non consuma stamina, ma che non permette neanche di recuperarla. Il gioco di equilibri sta nel dosare i salti con le sezioni di scalata, dato che le "piume" si ricaricheranno solo una volta che ci si trova con i piedi su una superficie piana. La meccanica di gestione della stamina ha le sue variazioni man mano che si procede nell'avventura, ma nulla di eccessivamente complesso: basta saper centellinare a dovere le proprie forze ed esplorare un po' la mappa di gioco per aumentare la riserva d'energia.

Per il resto, il titolo fornisce tutta una serie di attività secondarie, dalla già citata pesca (con tanto di esemplari diversificati a seconda del luogo) alla possibilità di guidare un motoscafo o di giocare a pallavolo con un bastone. Insomma, quelle attività vacanziere e da "giovani marmotte" che identificano l'immaginario del parco nazionale nordamericano.

Una scalata veramente corta

A Shot Hike: effettivamente, non ci vuole molto tempo per arrivare in cima alla montagna
A Shot Hike: effettivamente, non ci vuole molto tempo per arrivare in cima alla montagna

Un'altra delle anime che scaturiscono dal titolo del gioco è proprio la brevità dell'avventura. A Short Hike è completabile in circa un'ora e mezza, decisamente un tempo che sta stretto alla costruzione di una narrazione che superi la natura intrigante per raggiungere i lidi della soddisfazione espressiva. Da evidenziare che non parliamo di un'ora e mezza per raggiungere i titoli di coda senza fare altro, ma esplorando a fondo e completando anche molte attività secondarie (se non tutte).

Però, va messo un paletto molto importante a queste misurazioni: il titolo non vuole assolutamente spingere alla compulsione interattiva, anzi, è stato ideato proprio con l'intento di fornire un'esperienza adattabile ai propri tempi. Per quanto ci riguarda, potreste avere anche solo voglia di pescare o scorrazzare liberamente con il motoscafo per ore e ore, magari riaprendo il gioco anche una volta portata a termine l'avventura principale. La filosofia del titolo è quella di fruirlo nel modo che si preferisce, senza limitazioni di sorta. E noi non possiamo che accogliere con gioia tale scelta.

L’indecisione della linea stilistica

A Shot Hike: artisticamente il gioco è molto valido
A Shot Hike: artisticamente il gioco è molto valido

Come molti titoli indipendenti sviluppati da individui che hanno un certo riguardo per l'estetica del proprio prodotto, A Short Hike colpisce sin da subito per il suo comparto artistico. Scandito da una palette cromatica bilanciata e armoniosa, il gioco propone uno stile grafico che deve molto sia alla sperimentazione in campo artistico con la pixel art, sia alla ricerca minimalista di texture e modelli, il cui spessore è dato più dai colori e dalla luce che colpisce questi ultimi che dall'effettiva complessità strutturale che li definisce. La cura, da questo punto di vista, è impeccabile, veramente d'impatto, se si pensa che è opera di una sola mano (pur essendo segnalati alcuni contributi esterni per quanto concerne il lato artistico).

Anche a livello sonoro il gioco non delude, riportando la mente nuovamente al territorio Nintendo, con temi musicali ricorrenti (composti da Mark Sparling) che hanno un marcato tratto nostalgico.

A Short Hike: lo sviluppatore non ha confidato molto sull'impatto delle sue scelte stilistiche
A Short Hike: lo sviluppatore non ha confidato molto sull'impatto delle sue scelte stilistiche

Ciò che ci ha fatto storcere un po' il naso, tuttavia, è stata una scelta da parte dello sviluppatore, ovvero dare la possibilità d'impostare l'intensità del livello di pixel che compone l'immagine, fino ad annullarne l'effetto. Se è un comportamento che abbiamo visto in diversi titoli negli ultimi anni, ci risulta comunque strano, in quanto solitamente è associato o a una questione nostalgica legata alla rimasterizzazione di un vecchio videogioco, oppure a un effetto "rétro" applicato a un prodotto che un po' si rifà alle atmosfere "arcade".

In questo caso, il gioco parte già con l'intento di proporre un'avventura in pixel art. Il fatto di dare la possibilità di cambiare l'aspetto finale effettivo dell'immagine non è per forza deprecabile, ma risulta comunque una mancanza di confidenza nella propria visione, il che non è mai un bene quando si vuole condividere con il mondo un'opera dell'ingegno (è come scegliere di girare un film in pellicola con formato 4:3, ma avere paura che il pubblico possa non gradire la scelta e fornire anche una versione in 21:9 girata in digitale).

Commento

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, Epic Games Store, GoG, PlayStation Store, Xbox Store, Nintendo eShop
Prezzo 6,59 €
Multiplayer.it

8.5

Lettori (1)

8.2

Il tuo voto

A Short Hike, lo sottolinea anche il titolo, non è un'opera mastodontica. In pochi ci si approccerebbero con l'intento di trovare un prodotto vasto e variegato. Sicuramente la sua natura contenuta (anche se non esente da svariate sbavature, che vanno da incertezze narrative a poca confidenza nell'efficacia del proprio operato) riesce a salvarne lo statuto di avventura generazionale, dedicata a chi è maturato e a chi ha ancora tutto il tempo del mondo per crescere. Forse, alla fin fine, è proprio la corta durata dell'avventura il punto di forza del gioco che, anche se non in grado di narrare una storia individuale forte e strutturata, riesce a raccontare quella di una collettività riconoscibile e genuina, i cui incontri fugaci si allontanano e sbiadiscono dietro a imperscrutabili banchi di nebbia, man mano che continuiamo la nostra breve scalata lungo le pendici esistenziali dell'essere.

PRO

  • Una vera esperienza rilassante
  • Comparto tecnico curato minuziosamente
  • Personaggi secondari ben caratterizzati
CONTRO
  • Storia principale poco definita
  • Scarsa confidenza nelle proprie capacità espressive