Age of Wonders: Planetfall, la recensione 10

Con Age of Wonders: Planetfall la serie Age of Wonders viaggia nello spazio, scoprite se ha raggiunto le stelle nella nostra recensione

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   06/08/2019

Indice

Molti fan della serie Age of Wonders sono stati sconcertati dall'annuncio che il nuovo capitolo sarebbe stato ambientato nello spazio. Come si poteva trasportare una serie di strategici 4X fantasy fino alle stelle? Recensendo Age of Wonders: Planetfall tutti i dubbi sono però svaniti, perché Triumph Studio è riuscita nell'impresa. Ma andiamo al sodo perché c'è molto da dire. La prima cosa da fare una volta avviato il gioco è personalizzare il proprio comandante: ci sono sei razze disponibili, purtroppo non moltissime, tutte con i loro pro e i loro contro.

Ad esempio i Kir'ko sono delle creature biomeccaniche con dei poteri psionici che ricordano vagamente i Borg di Star Trek, le Amazon sono una razza guerriera completamene formata da donne, i Dvar sono dei nani spaziali, gli Assembly sono dei cyborg che vogliono distruggere la galassia per ricostruirla secondo il loro modello di perfezione e così via. Senza stare a citarle tutte, fatta la nostra scelta abbiamo iniziato la prima missione della campagna, quella tutorial. Le altre possibilità offerte sono affrontare uno scenario o partecipare a una partita muplayer. A differenza di Age of Wonders 3, la cui campagna era divisa in missioni, quella di Age of Wonders: Planetfall è divisa in pianeti o, meglio, territori: ogni pianeta offre sfide e storie differenti, legate alle fazioni in campo. Diciamo che in linea di massima l'impostazione è più aperta rispetto ai capitoli del passato, con ogni pianeta che può essere rigiocato più volte in modo differente, come se fosse una specie di Civilization con degli scenari fissi. Comunque sia, selezionato il pianeta si è pronti per cominciare.

4X

Dal punto di vista strutturale Age of Wonders: Planetfall è molto simile a tanti altri 4X. Il gameplay è composto da due macro sezioni: la prima è quella più propriamente gestionale legata alla mappa generale, in cui si esplora, si entra in contatto con le altre fazioni, si va alla ricerca di risorse, si svolgono le missioni che ci vengono assegnate e si compiono tutte quelle operazioni di microgestione tipiche del genere, come orientare la ricerca scientifica, quella sociale, scegliere quali truppe o edifici costruire nelle colonie, gestire la diplomazia e via discorrendo. Dei combattimenti tattici, la seconda sezione, parleremo nel prossimo paragrafo. I pianeti su cui andremo a combattere sono divisi in piccoli territori, ognuno caratterizzato da risorse differenti o dalla presenza di insediamenti preesistenti che possono essere città di un'altra fazione, luoghi abbandonati da riconquistare e altro. Ogni territorio può essere annesso ai nostri domini trovandone il centro (indicato da una specie di segnaposto) e spendendo una certa quantità di punti influenza per impossessarsene, costruendoci sopra un'avamposto.

L'obiettivo è quello di ottenere più risorse possibili per potenziare il nostro esercito e partire alla conquista degli avversari. Dal punto di vista degli obiettivi e delle missioni Age of Wonders: Planetfall riempie il giocatore sin dai primi minuti di cose da fare, tra gruppi di predoni da abbattere, creature aliene da sterminare, personalità da scortare, territori da recuperare, terreni da bonificare e così via. Oltre ai classici pannelli pieni di funzioni, tipici dei 4X, il giocatore interagisce con il mondo di gioco muovendo delle squadre, formate da un massimo di sei unità. Nonostante abbia meccaniche simili a molti altri 4X, Age of Wonders: Planetfall ha anche delle differenze notevoli rispetto alla concorrenza: in particolare è molto più dinamico di un Civilization qualsiasi, privo com'è di tempi morti. Spieghiamo: molto spesso nei 4X capitano delle situazioni di stallo in cui si deve attendere un certo evento, distante magari qualche turno, prima di poter proseguire con le proprie strategie. In Age of Wonders: Planetfall invece, il sistema di missioni lascia sempre al giocatore qualcosa da fare, sia anche solo raggiungere un certo punto della mappa con uno scout. Per ottenere questo risultato Triumph ha adottato un paio di accorgimenti semplici, ma a loro modo innovativi: ha ridotto in modo sostanziale il tempo di costruzione delle unità e degli edifici, rispetto ad altri titoli simili, e ha ridotto i tempi di ricerca delle nuove tecnologie.

In questo modo il susseguirsi di novità e costante e, in caso di sconfitta in qualche combattimento, non si devono passare turni su turni a ricostruire l'esercito ma si possono avere truppe fresche in breve tempo. Il tutto è condito da un buon lato narrativo che tiene vivo l'interesse del giocatore anche per le azioni minime, condotto attraverso dialoghi tra i capi fazione e testi descrittivi delle missioni. Per inciso, in contatto con una certa fazione non significa solo sfruttarne le risorse o combatterci, ma anche conoscerne le abitudini e svolgere le missioni che ci vengono assegnate per accrescerne la fiducia nei nostri confronti. Annettere un territorio desiderato da un'altra fazione significa aprire dei contenziosi che possono essere risolti con la guerra o con la diplomazia (ad esempio chiedendo o offrendo risorse per ricucire le relazioni). Acquisire una certa tecnologia può cambiare le sorti della guerra e così via. Il prezzo da pagare per tanta dinamicità è che spesso il giocatore può trovarsi spaesato dall'alto numero di assegnamenti ricevuti, ma sinceramente ci si fa presto l'abitudine e, in ultima istanza, quello che inizialmente pare essere un problema diventa presto un punto di forza. Se al tutto uniamo i combattimenti tattici, di cui parleremo nel prossimo paragrafo, otteniamo un titolo complesso, sfaccettato, ma molto appagante, soprattutto sulla lunga distanza.

Combattimenti tattici

I combattimenti tattici di Age of Wonders: Planetfall ricordano moltissimo quelli degli altri Age of Wonders, in particolare il terzo capitolo. Quanto due o più unità nemiche entrano in contatto si può decidere se risolvere automaticamente lo scontro (comodo quando le forze in campo sono estremamente squilibrate) o se prendervi parte direttamente.

Il campo di battaglia e lo schieramento delle truppe dipendono dalla casella della mappa generale su cui è iniziato il combattimento e dalla posizione delle squadre all'inizio dello scontro. In totale possono combattere tra loro un massimo di sette squadre, eventualità che capita solo nelle fasi avanzate delle missioni della campagna. Le battaglie di Age of Wonders: Planetfall si combattono a turni, con i giocatori e/o la CPU che agiscono uno alla volta. A differenza dei precedenti Age of Wonders, in Planetfall gli scontri sono incentrati sul combattimento dalla media / lunga distanza; gli scontri ravvicinati non mancano, ma sono più rari e dedicati a truppe specifiche. Interessante l'inserimento di un sistema di coperture che ricorda quello della serie XCOM, coperture che aggiungono un livello di complessità in più all'azione, costringendo il giocatore a tenere in maggiore considerazione le probabilità di andare a segno da una certa posizione e i problemi legati alla linea di tiro. La presenza di armi esplosive che possono distruggere le coperture e di altre che le rendono inefficaci crea un mix appassionante, magnificato dalla varietà delle truppe schierabili: ci sono unità di fanteria a piedi, truppe corazzate, altre capaci di volare, altre ancora dotate di abilità speciali come quella di costruire torrette o difese.

Molto varie anche le creature autoctone dei pianeti, sostanzialmente degli insettoni giganti dotati di diversi poteri. Con il progredire del gioco e con lo sblocco di nuove tecnologie si arriva a controllare truppe sempre più potenti, tra i quali dei bestioni corazzati difficili da nascondere ma dotati di una potenza di fuoco eccezionale. In linea di massima i combattimenti tattici finiscono per rappresentare il fulcro del gioco e la sezione cui si dedicano più sforzi. È qui che la personalizzazione estrema delle unità, sia quelle degli eroi, che acquisiscono abilità diverse salendo di livello e hanno un vero e proprio inventaria, sia quelle standard, che salgono di grado e possono essere moddate con innesti tecnologici di vario tipo, entra in gioco e diventa fondamentale da padroneggiare se si vuole vincere. Ad esempio è possibile dotare gli eroi delle armi ottenute svolgendo le missioni o acquistate nel negozio di gioco (niente microtransazioni, tranquilli), mentre gli innesti delle truppe regolari sono innumerevoli e vanno da quelli curativi a delle vere e proprie evocazioni. Ad aiutare il giocatore a immergersi negli scontri ci pensa anche la buona intelligenza artificiale, che al livello di difficoltà più alto offre una sfida niente male, al netto di alcune ingenuità. Da notare anche la presenza di 'poteri' speciali richiamabili durante i turni e legati alle tecnologie sviluppate.

Parliamo ad esempio di attacchi satellitari o di cure di massa, tanto per citarne un paio. Insomma, chi temeva che il passaggio dal fantasy alla fantascienza avrebbe impoverito le battaglie del nuovo Age of Wonders dovrà ricredersi, perché non è così, nonostante le poche fazioni e la mancanza di maghi e draghi (i nani ci sono).

Multiplayer, lingua italiana, mod

Purtroppo siamo riusciti a provare solo brevemente la modalità multiplayer del gioco per assenza cronica di giocatori sui server, quindi sospendiamo il giudizio in merito in attesa che i server siano più affollati. Segnaliamo anche l'assenza della lingua italiana tra quelle a disposizione, una mancanza che immaginiamo per molti sia determinante per decidere se acquistare o meno il gioco. Infine, giusto riportare che Age of Wonders: Planetfall supporta sin dal lancio le mod, sia tramite Workshop di Steam, sia tramite tool esterni.

Stile e interfaccia

L'unico aspetto di Age of Wonders: Planetfall che non ci ha convinto è lo stile grafico. Attenzione, perché non stiamo dicendo che la grafica sia brutta. Anzi, le unità sono varie, ben disegnate, e ben animate; i campi di battaglia sono convincenti e ricchi di dettagli, pur essendo generati proceduralmente e pur rimanendo sempre perfettamente leggibilie gli elementi decorativi sono più che adeguati. L'unico problema è, come dicevamo, che lo stile generale sa di già visto, così come alcune scelte relative alla mitologia che fa da sfondo al gioco che richiamano in modo fin troppo evidente serie come il Dr. Who, Star Trek e tutte le altre che compongono la fantascienza pop classica. Niente di troppo penalizzante, sia chiaro, ma sinceramente avremmo preferito vedere qualcosa di leggermente più azzardato e originale. Del resto anche altri 4X fantascientifici, come Stellaris, hanno fatto scelte simili, quindi è evidente che da certe fonti di ispirazione sia davvero difficile affrancarsi.

Lo stesso discorso è fattibile anche per la colonna sonora, bella nelle musiche, adeguata negli effetti sonori, ma fin troppo legata ai canoni del genere per risaltare. Del resto è giusto anche notare l'ottimo lavoro fatto sull'interfaccia utente, che prende quanto di buono hanno fatto Firaxis e Amplitude Studios negli ultimi anni e lo traducono nel mondo di Age of Wonders. Se avete giocato uno degli XCOM moderni, riconoscerete sicuramente nella fase tattica alcune trovate dell'interfaccia, così come se avete giocato a Endless Legend o Civilization 6, gradirete il minimalismo di alcune scelte della mappa generale e lo stile più astratto delle varie finestre. Per concludere, con Age of Wonders: Planetfall Triumph Studio è riuscita a realizzare uno strategico ottimo, che richiede qualche ora per essere padroneggiato, ma che è capace di dare grandi soddisfazioni.

Versione testata
PC Windows, PlayStation 4
Digital Delivery
Steam, GoG, PlayStation Store, Xbox Store
Prezzo
49,99 €
Multiplayer.it

8.9

Lettori (1)

7.2

Il tuo voto

Age of Wonders: Planetfall mescola in modo eccellente la serie XCOM con quella Civilization. Triumph è riuscita a compiere un lavoro di sintesi notevole, senza però rinunciare alle caratteristiche peculiari dei capitoli passati della serie, in particolare ai combattimenti tattici che tante soddisfazioni sono in grado di dare. Unica nota negativa viene dallo stile generale, un po' anonimo, ma per il resto c'è davvero poco da lamentarsi. Qualcuno troverà soverchiante il numero di cose da fare inizialmente, ma si tratta di un problema relativo soltanto alle prime ore di gioco. Del resto titoli come Age of Wonders: Planetfall sono pensati per essere giocati centinaia di ore, quindi è normale che possano spaventare se li si approccia in modo superficiale o svogliato.

PRO

  • Meno momenti morti di tanti altri 4X
  • Ottima la personalizzazione delle unità
  • Moltissime cose da fare

CONTRO

  • Solo sei fazioni
  • Stilisticamente anonimo
  • Qualcuno potrebbe farsi spaventare dalle molte cose da fare inizialmente

Age of Wonders: Planetfall pc

pc  ps4  xone 

Data di uscita: 6 Agosto 2019

Acquista su Steam