Aquaman, la recensione 12

Aquaman: James Wan realizza il miglior film sui supereroi DC dalla trilogia su Batman di Christipher Nolan. Ecco la nostra recensione.

RECENSIONE di Valentina Ariete —   04/01/2019

Indice

Diciamo la verità: ormai verso i film del DC Extended Universe c'è un pregiudizio negativo. I depressi Batman e Superman di Zack Snyder, che si scoprono alleati perché le loro mamme si chiamano entrambe Martha, hanno deluso molti amanti dei supereroi. Wonder Woman, soprattutto grazie alla presenza scenica di Gal Gadot, sembrava aver acceso una luce (anche se in Italia non è stata amata come nel resto del mondo, ma questa è un'altra storia), poi, con Justice League, il disastro: passato all'improvviso dalle mani di Snyder a quelle di Joss Whedon, con uno squilibrio evidente di toni, ricucito a forza come la creatura di Frankenstein (e non ci scordiamo dei baffi cancellati, ormai proverbiali, di Henry Cavill), il film ha scontentato tutti, pubblico, critica e attori, tanto che, pare ormai certo, Ben Affleck abbandonerà il mantello dell'Uomo Pipistrello (e anche Cavill come Superman non lo vediamo molto bene).

Aquaman Jason Momoa

È inutile quindi nascondere che in molti avevamo più di una perplessità nei confronti di Aquaman: sulla carta già in partenza un eroe meno forte dei magnifici Batman, Superman e Wonder Woman, il personaggio è stato pubblicamente massacrato dalla serie tv The Big Bang Theory, che l'ha ritratto come il "supereroe sfigato" per eccellenza, tanto che nessuno dei protagonisti vuole mascherarsi da lui ad Halloween. In più, i primi trailer non lasciavano ben sperare: la prima frase pronunciata da Aquaman è infatti: "Avrei potuto pisciarci sopra", facendo temere un cinepanettone con i superpoteri, un Natale ad Atlantide, o, visto che in Italia il film esce il primo gennaio, un Capodanno ad Atlantide.

Invece, contro ogni pronostico, Aquaman è il miglior film sugli eroi DC dai tempi della trilogia di Batman firmata da Christopher Nolan. No, non stiamo esagerando. Affidato a James Wan, regista che, visto il suo eccellente percorso horror, di resurrezioni se ne intende, Aquaman è il campione che la Warner Bros. stava cercando: la casa di produzione può e deve ripartire dal carisma del suo re dei mari. Dopo aver dato nuova linfa a un'altra saga, quella di Fast & Furious, Wan dimostra una volta per tutte che ciò che conta di più in un racconto audiovisivo è l'impronta dell'autore: come dice coach Taylor nella serie Friday Night Lights: "Clear eyes, full hearts can't lose".

Finalmente l’epica (e dei combattimenti spettacolari)

Da bravo figlio dei film d'avventura anni '80 e '90, James Wan ha fatto una cosa fondamentale: ha affidato il divertimento non a battutine estemporanee, che ormai hanno stancato tutti, ma all'azione, al ritmo, ripescando la formula di classici come Indiana Jones e Jurassic Park, citati esplicitamente in più di un'occasione, e, soprattutto, ha finalmente riportato l'epica al centro (i momenti in pieno stile Il Signore degli Anelli non sono casuali). La classica storia di un eroe che rifiuta di esserlo, ma che deve diventarlo per il bene non solo del suo popolo, ma anche delle persone che ama di più, è un topos fondamentale della letteratura e senza epica non può avere la stessa forza. Signori, possiamo, dirlo, finalmente nel DC Extended Universe l'epica è tornata. Un'altra cosa che si era persa per strada è l'azione diretta come si deve e a Wan tutto si può dire tranne che non sappia come girare scene di combattimento: Aquaman e soci qui sono impegnati in coreografie tra le migliori mai viste in un film di supereroi. Giocando inoltre sapientemente con gli spazi, James Wan realizza almeno due sequenze splendide: quella dell'attacco a un piccolo peschereccio, davvero bellissima, che gioca con luci e colori, e quella in Sicilia, che si svolge su più piani spaziali, dai tetti di un piccolo villaggio di pescatori alla terra, al mare, una scena complicatissima eppure perfetta.

Finalmente un villain maestoso

Un altro elemento fondamentale in un racconto di eroi, di bene contro male, è un antagonista degno di questo nome. Quanto più il villain è riuscito tanto più una storia ne giova: pensiamo al Thanos di Avengers: Infinity War o al Joker, personaggi con un carisma tale da farci quasi tifare per loro. Aquaman finalmente, dopo una serie infinita di freddi mostri realizzati in computer grafica, di cui a nessuno potrebbe importare di meno, ci dà un antagonista complesso, sfaccettato e anche affascinante: re Orm, erede al trono di Atlantide, figlio dal sangue puro della regina Atlanna (il premio Oscar Nicole Kidman), ha delle motivazioni più che valide. Il suo odio verso il fratello Arthur Curry, figlio mezzosangue di Atlanna e di un umano, è motivato dal fatto che sua madre è stata giustiziata per averlo dato alla luce e perché gli uomini stanno distruggendo i mari, inquinandoli e uccidendo le sue creature senza pietà. A dargli corpo e voce è Patrick Wilson, attore feticcio di Wan, che regala la migliore interpretazione del film.

Il mondo ha bisogno di Nicole Kidman che combatte

Oltre a Patrick Wilson, anche altri attori di rango contribuiscono alla riuscita del film: Willem Dafoe, nel ruolo di Vulko, consigliere di re Orm, rimasto però fedele ad Atlanna, che ha addestrato in segreto Arthur e prepara il protagonista alla sfida per il trono di Atlantide contro il fratello, e soprattutto lo indirizza alla ricerca del leggendario tridente con cui può diventare il re di tutti i mari, e Nicole Kidman, che, a cinquant'anni, ha ancora un fascino incredibile e una presenza scenica indiscutibile. Esattamente come nel 2001, con Moulin Rouge!, ha stupito tutti dimostrandosi una cantante e ballerina eccellente, qui è un piacere vederla coinvolta nelle scene di combattimento: è un peccato che non l'abbia mai fatto prima! È talmente carismatica e credibile come guerriera da dare una lezione alla ben più giovane collega Amber Heard, interprete della principessa Mera, che aiuta Aquaman nella ricerca del tridente: nonostante l'indiscutibile bellezza, Heard deve ancora lavorare molto per avere il fascino di una fuoriclasse del grande schermo come la Kidman.

Jason Momoa: l’incarnazione della possanza

L'epica, la bellezza delle scene d'azione, quella delle protagoniste femminili, dei colori brillanti, delle creature, del design di oggetti e costumi, la schizofrenica ma irresistibile colonna sonora ("Africa" dei Toto remixata da Pittbull e usata in una scena che ricorda tanto i rallenty di Baywatch è un momento così trucido da essere irresistibile), non potrebbero nulla se il protagonista fosse un pupazzo vuoto: Jason Momoa non rientra per fortuna in questa categoria. Dimenticate i capelli biondo platino di Aquaman e il suo costume sgargiante: James Wan ha fatto di Arthur Curry un Momoa all'ennesima potenza, un eroe dalla bellezza esotica, vestito di pelle e pieno di tatuaggi, e dalla simpatia contagiosa, con la sua passione per le bevute e il senso dell'umorismo sempre pronto. Benché in molti momenti interpreti una versione sotto steroidi di se stesso, Momoa è concentrato e presente nel ruolo, risultando convincente. Alziamo tutti un boccale di birra al cielo in onore del re dei mari.

Multiplayer.it

7.0

James Wan riporta finalmente l'epica nel DC Extended Universe, grazie a un film che si ispira ai film d'avventura anni '80 e '90, dal ritmo incalzante, con splendide scene d'azione e di combattimento, un protagonista carismatico, un antagonista perfetto e attori di altissimo livello a fare da spalla. La colonna sonora folle e il design splendido del mondo sottomarino e dei costumi impreziosiscono il tutto.

PRO

  • Le scene d'azione i combattimenti sono spettacolari.
  • Il re Orm di Patrick Wilson è il miglior antagonista visto fino a ora in questi nuovi film dedicati agli eroi DC.
  • Le scene sottomarine sono splendide facendo di Aquaman un'esperienza immersiva.

CONTRO

  • In certi momenti la computer grafica risulta troppo artificiosa, dando un effetto "plastica".

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