ASUS ROG Strix GeForce RTX 2070 Gaming OC, la recensione 16

La recensione della ASUS ROG Strix GeForce RTX 2070 Gaming OC, una scheda video che cerca di sfruttare al massimo il potenziale del chip NVIDIA TU106

RECENSIONE di Mattia Armani —   17/04/2019

Indice

La ASUS ROG Strix GeForce RTX 2070 Gaming OC, protagonista di questa nuova recensione ancora una volta dedicata alle nuove GPU NVIDIA Turing, è una scheda di lusso che riprende il design già impiegato per le sorelle maggiori e supera i 30 centimetri di lunghezza, ma si ferma a 4.89 centimetri per quanto riguarda lo spessore. Il rivestimento in plastica, quindi, è meno voluminoso rispetto a quello della 2080 e 2080 Ti, ma come vedremo garantisce abbastanza spazio perché le tre ventole possano lavorare adeguatamente. Inoltre non rinuncia all'illuminazione Aura Sync sfoggiando svariate strisce RGB sul frontale e una generosa luce che fuoriesce dalla scheda, oltre ai due LED che indicano il funzionamento dei due connettori di alimentazione ausiliaria a 8 e 6 pin. E poco al di sopra di questi, scavato nella parte destra dell'elegante e rifinito backplate, c'è anche l'immancabile logo illuminato Republic of Gamers, mentre dalla parte opposta c'è un tasto fisico che permette di disattivare l'illuminazione senza ricorrere al software. Dietro, invece, troviamo le classiche quattro porte qui suddivise in due HDMI e due DisplayPort, ovviamente affiancate dall'immancabile VirtualLink USB Type-C.

Caratteristiche e connettività

Basata sul chip TU106, la ASUS ROG Strix GeForce RTX 2070 Gaming OC è equipaggiata, come ogni 2070, con 2304 CUDA core, 288 tensor core dedicati al deep learning e a 36 RT core che si occupano del Ray tracing in tempo reale, il tutto condito con 8GB di memoria GDDR6 a 14Gbps. Ma rispetto a versioni meno lussuose la scheda ASUS vanta frequenze decisamente più alte, raggiungendo 1845MHz in boost. E questo dettaglio garantisce alla RTX 2070 una marcia in più che si va a sommare alle nuove tecnologie da cui ci aspettiamo grandi cose. Purtroppo, lo sappiamo, abbiamo a disposizione solo un gioco con il supporto per la tecnologia di illuminazione RTX, ma la patch di Battlefield V rilasciata da DICE il 5 dicembre scorso garantisce la possibilità di godere dei riflessi avanzati del Ray tracing in tempo reale giocando in risoluzione 1080p, con le impostazioni al massimo e con un framerate per la maggior parte del tempo abbondantemente al di sopra delle 60 immagini per secondo. Inoltre è possibile giocare anche in risoluzione 1440p, sebbene in questo caso sia necessario accettare un framerate inferiore, comunque superiore alle 40 immagini per secondo, o lavorare sulle impostazioni per aumentare la fluidità.

Ma si tratta senza dubbio di un risultato eccellente considerando che inizialmente, quando la tecnologia è stata mostrata proprio con Battlefield V durante la GamesCom 2018, una GeForce RTX 2080 Ti faticava a raggiungere i 60fps in Full HD. Inoltre in questi giorni è sbucato fuori dal nulla anche il supporto per il DLSS in Final Fantasy XV, già utilizzato tramite il benchmark per mettere alla prova la tecnologia di upscaling basata sulle capacità deep learning delle nuove schede NVIDIA. Ed è una tecnologia che garantisce un buon incremento prestazionale, tanto da portare quasi a un raddoppio delle prestazioni da una 1080 ti a una 2080 ti, mantenendo una qualità visiva decisamente alta, benché perfettibile. Il problema è che parliamo comunque di due soli giochi e che vorremmo vedere le due tecnologie funzionare assieme, cosa che potrebbe finalmente garantire la possibilità di sfruttare l'illuminazione RTX, sempre molto pesante nonostante le ottimizzazioni, in combinazione con il 4K. Mentre aspettiamo evoluzioni, quindi, non possiamo far altro che guardare alle prestazioni nude e crude, misurate montando la scheda su un Ryzen 5 2600 con tutti i core inchiodati a 3.9GHz con 16GB di memoria a 3200MHz.

Benchmark e temperature

Abbiamo dato inizio alla prova con l'immancabile 3DMark Time Spy che alla voce grafica, lasciando la scheda libera di gestire da sola le proprie frequenze, ha raggiunto 9333 punti con il core che ha toccato i 1935MHz e le temperature che sono passate da 30 gradi in idle a circa 52 gradi in gioco. Niente male, anche se le ventole si sono fatte udibili, ma la rumorosità non è mai stata particolarmente elevata di fronte a un non trascurabile guadagno di oltre 650 punti rispetto a schede con frequenze analoghe al modello Founders. E proprio per questo incremento, dopo aver già verificato la capacità di RTX 2070 più modeste di garantire quasi sempre i 60fps in 3440x1440, siamo saltati al 4K, con l'obiettivo di mettere alla prova la scheda ASUS con una risoluzione ancora poco utilizzata ma senza dubbio destinata ad affermarsi. In Ultra HD, il sempre valido The Witcher 3: Wild Hunt ha toccato i 45fps, sufficienti per giocare come nel caso dei 46fps di Deus Ex: Mankind Divided, ma ben lontani dall'agognato traguardo. Un obiettivo che si è invece avvicinato nel caso di Forza Horizon 4, con 59 frame per secondo, ma si è nuovamente allontanato, e di parecchio, con i 36fps di Shadow of the Tomb Raider, ostico da digerire per qualsiasi scheda video in circolazione.

Asus Rog Strix 2070 Gaming Benchmark

Tanto pesante che si è fermato a 66fps, sufficienti ma non esaltanti per una scheda da oltre 670 euro, anche scendendo alla risoluzione 1440p, laddove The Witcher 3: Wild Hunt arriva a 79, Deus Ex: Mankind Divided a 84 e Forza Horizon 4 86, garantendo prestazioni abbastanza elevate da poter garantire ben più di 60fps anche con le future interazioni dei relativi motori grafici e prestazioni da monitor ad alto refresh con titoli meno pesanti. Una considerazione, quest'ultima, che vale ancora di più per l'ancora diffusissimo 1080p, con la scheda ASUS che è arrivata a 114fps in The Witcher 3: Wild Hunt, 107fps in Forza Horixon 4, 100 in Deus Ex: Mankind Divided e 98 in Shadow of the Tomb Raider, evidenziando come per le altre risoluzioni incrementi che vanno da circa 3 oltre 10 punti percentuali rispetto alle versioni che si attengono al clock delle versioni Founders. Non male per una scheda dalle frequenze elevate che ci lascia comunque margini di overclock. Per la nostra prova ci siamo accontentati di portare la GPU a 2010MHz, spingendo come al solito la memoria a 8000MHz, e questo ci ha permesso di toccare quota 9460 nel test di Time Spy, ovviamente sempre per quanto riguarda la grafica. L'incremento, anche se parliamo di un overclock non spinto per una scheda che può arrivare ben più in alto, è risultato netto e ha portato a miglioramenti prestazionali evidenti, tali da tallonare una GTX 1080 Ti e distanziare di parecchio una GTX 1080. Come risultato The Witcher 3 si è spinto fino a 48fps, Forza Horizon 4 a 63fps, Deus Ex: Mankind Divided a 49 e Shadow of the Tomb Raider a 38, il tutto senza alzare troppo i consumi, garantendo una temperatura in gioco di poco più di 60 gradi e mantenendo la rumorosità delle ventole entro una soglia accettabile.

Aggiornamento aprile 2019 con nuovi test con titoli più recenti

Ritrovandoci per mano una ASUS ROG Strix GeForce RTX 2070 Gaming OC, abbiamo deciso di mettere nuovamente alla prova la scheda con alcuni titoli usciti di fresco, e ovviamente spinti al massimo delle impostazioni grafiche, come Sekiro, che non si stacca dal limite imposto dei 60fps in 1440p e tocca quota 49fps in 4K, e come il remake di Resident Evil 2 che senza soprese viaggia a framerate sostenuti, superando i 130 frame per secondo in 1080p su un Ryzen 7 2700X, decisamente più versato per le alte risoluzioni. Tra l'altro con il titolo Capcom la scheda ASUS ci permette di sfruttare un monitor ad alto refresh anche in 1440p, arrivando a 91fps di media, e di cavarsela anche in 4K, con 46fps che non sono il massimo ma non sono nemmeno male considerando che un titolo come Metro Exodus li raggiunge solo in 1440p. E il pesante titolo 4A Games fatica addirittura in 1080p, con una media di appena 60fps, per crollare a 29fps in 4K, perdendo inoltre tra i 5 e i 10fps con l'attivazione della tecnologia RTX, ovviamente alla qualità massima. Ma ecco entrare in campo il DLSS che costa qualcosa in qualità d'immagine, anche se la resa è decisamente migliorata in 1440p e 4K, ricompensandoci con un aumento prestazionale che viaggia intorno al 30% con le impostazioni grafiche al massimo. Non abbastanza per il 4K, ma abbastanza per portare in 1440p il framerate di Metro Exodus nella fascia dei 50fps e quello di Anthem a a più di 70fps, laddove il titolo senza l'avanzato upscaling NVIDIA si ferma a circa 60fps per frenare fino a 31fps in 4K. Il quadro complessivo, in sostanza, non cambia, per una scheda che risulta più veloce della media delle RTX 2070, una scheda che garantisce il 1080p ad alto framerate, arrivando a 115fps in Apex Legends senza alcun compromesso, e che con alcuni titoli può ambire al 4K, anche se ha senza dubbio come risoluzione di riferimento il 1440p.

Digital Delivery
Sito Ufficiale
Prezzo
670,00 €
Multiplayer.it

8.5

La ASUS ROG Strix GeForce RTX 2070 Gaming OC garantisce frequenze elevate e con l'ausilio del software NVIDIA scanner spreme da subito il chip TU106, garantendo prestazioni sensibilmente superiori a quelle di una GTX 1080 che, oltretutto, è sprovvista dei nuovi core specializzati. Resta inoltre spazio per l'overclock che consente alla scheda di tallonare la ben più costosa GTX 1080 Ti e di guadagnare qualche altro punto in quanto a rapporto tra prezzo prestazioni. Risultati analoghi, va detto, possono essere raggiunti anche con RTX 2070 meno costose, ma acquistando una ROG Strix, come nel caso di altre schede di lusso, dobbiamo mettere nel conto anche look e marchio.

PRO

  • Frequenze elevate di fabbrica e ottime prestazioni
  • Le tre ventole garantiscono temperature basse e una rumorosità accettabile
  • Garantisce comunque un certo margine di overclock

CONTRO

  • Meno conveniente di altri modelli e questo fattore, pur normale per un prodotto di lusso, va a inficiare un punto di forza della 2070 rispetto alle sorelle maggiori
  • Il 4K senza compromessi a 60fps è fuori portata con diversi titoli

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