Bee Simulator, la recensione 22

Non fatevi ingannare dal nome: questo non è un simulatore, bensì una deliziosa avventura dedicata espressamente ai più giovani. Ma allora perché chiamarlo così?

RECENSIONE di Francesco Serino —   19/11/2019

Indice

Questo gioco ha un solo grande problema, ed è nel titolo. Perché diavolo chiamarlo Bee Simulator, se di simulatore non c'è un bel niente? Forse cercavano di ritagliarsi un angoletto accanto a quei simulatori scemissimi che a volte diventano popolari su Twitch, tipo Goat o Stone Simulator, o forse avevano più semplicemente paura di essere smascherati, come se sviluppare giochi per i più piccoli sia una cosa di cui vergognarsi. Perché in fondo la verità è questa: Bee Simulator, di cui leggete la recensione, è un gioco per giovanissimi, e non c'è niente di male. Del resto questo titolo non presenta meccaniche particolarmente strutturate, non c'è una IA dell'alveare che in qualche modo ci aiuti a percepire quest'idea di simulatore, come nemmeno meccaniche ludiche che vadano oltre un piacevole svolazzare in giro col FOV a 10, così hai l'idea di essere piccolo piccolo in un territorio gigante gigante. In Bee Simulator troviamo al contrario un mondo dolce, docile, colorato, con personaggi amorevoli che spingono l'esperienza su vie perlopiù narrative.

Piccoli ma importanti

Il gioco ha una trama che ruota attorno a un ape eroe che, nonostante le sue piccole dimensioni, può cambiare radicalmente il futuro della terra. Le api sono importanti, lo sappiamo bene, e la loro scomparsa squilibrerebbe irreparabilmente l'ecosistema, ed è proprio questo semplice ma importante concetto che fornisce a Bee Simulator il giusto incipit. Si inizia svolgendo mansioni piuttosto basilari, tipo raccogliere il polline dai fiori, ma anche in queste semplici meccaniche non c'è nessuna profondità reale né apparente: basta saettare vicino a un gruppo di infiorescenze e avremo fatto. Più avanti le cose diventano lentamente più complesse, con diversi tipi di polline da rivelare con l'apposita vista speciale, e il dovere di riporre ciò che viene raccolto nell'alveare che qui naturalmente rappresenta una sorta di base operativa. Come nella realtà, diverse tipi di api svolgeranno diversi tipi di ruolo, e ad assegnarci di volta in volta il nostro sarà niente di meno che l'ape regina in... persona? Il gioco è strutturato in diverse aree liberamente esplorabili, piccoli open world legati a diverse mansioni e all'onnipresente raccolta di polline, elemento chiave che ci darà modo anche di sfruttare una sorta di turbo per saettare più velocemente. A questo punto, perché non metterci anche i combattimenti, magari contro una malvagia vespa? In casi come questo la telecamera si posizionerà a tre quarti dei due combattenti mentre un indicatore comparirà nella parte bassa dello schermo: lo scopo è solitamente quello di premere le combinazioni di pulsanti al momento giusto, quasi come un gioco musicale. Inutile a questo punto sottolineare la facilità di ogni scontro, come quella che avvolge praticamente ogni azione possibile di quello che a un certo punto assomiglierà più a un GTA in punta di pungiglione, che altro.

Ape regina

Naturalmente qui non c'è violenza, nemmeno contro gli umani che si limiteranno ad agitare le mani in segno di disapprovazione se cercheremo di avvicinarci troppo. Ma c'è un bel messaggio, un cast che fa di tutto per accoglierti a zampette spalancate, e una veste grafica e sonora che lo rende soffice e caloroso, molto più curato di quanto il suo budget gli permetterebbe. Inoltre è totalmente doppiato in italiano, e questa è una cosa meravigliosa: sono tantissimi i giochi dedicati a chi per motivi anagrafici ancora non mastica sufficientemente l'inglese a non essere tradotti, e che per lo stesso motivo non possiamo davvero consigliarvi. Bee Simulator invece può contare anche su un doppiaggio più che buono, cosa forse resa possibile dalla sua scarsa longevità e di conseguenza dal numero ridotto di parlato. Per quel che riguarda la durata, chi possiede già una discreta confidenza con un controller in mano non avrà difficoltà a portare a termine questo "simulator" in un massimo di tre o poco più ore, mentre i più esperti potrebbero abbattere con tranquillità la soglia delle due ore.

C'è poi da dire che graficamente non se la cava poi così male, forse è leggermente troppo tetro ma l'Unreal Engine 4 oramai garantisce quasi sempre risultati sufficienti, anche in mano a software house minori e con pochi se non pochissimi mezzi a disposizione. L'elemento che spicca maggiormente è il sistema di volo che nella sua semplicità rende piuttosto bene l'idea di essere un insetto; negli spazi più angusti c'è il rischio di sbattere troppe volte sulle pareti ma ci si fa ben presto l'abitudine. Quando e se subentrerà il caso, il consiglio è di poggiarsi a terra dando moto alla nostra ape di riporre le ali e fermarsi sulle proprie zampette. C'è anche una modalità split screen per due giocatori, ma se non avete uno schermo bello grande le cose diventano inaspettatamente complicate.

Multiplayer.it

6.4

Lettori (2)

8.1

Il tuo voto

Bee Simulator è un'avventura semi educativa per bambini. Capito questo, capito tutto, tranne il prezzo di lancio che però rappresenta un problema secondario e passeggero. È un prodotto fatto con grazia, in certi aspetti rudimentale, ma sufficientemente buono per ammaliare quel figlio di dieci anni che inizia a chiedere di Fortnite, o la piccola di casa che torna da scuola chiedendo di natura e insetti. E ci si può giocare insieme, non tanto in split screen, quindi con lo schermo diviso in due, ma uno accanto all'altro, subentrando nei passaggi che si riveleranno più ostici. Certo, sarebbe bello avere prodotti del genere ad alto budget, ma nel frattempo ci accontentiamo di una buona e inaspettata localizzazione in italiano, sia del testo che del parlato.

PRO

  • Completamente tradotto in italiano
  • Semplice e amichevole
  • Senza violenza

CONTRO

  • Semplicissimo
  • Dura due ore e poco più