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BioEden, la recensione di un rilassante gestionale che ci invita ad aiutare i pianeti

La recensione di BioEden, un gestionale in cui l'obiettivo è combattere gli effetti dell'inquinamento, non sfruttare le risorse dell'ambiente.

RECENSIONE di Simone Tagliaferri   —   04/09/2026
Una cupola di BioEden
BioEden
BioEden
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In certi momenti BioEden sembra più un puzzle game che un gestionale. Nelle fasi avanzate viene spesso chiesto di liberare degli animali nell'ambiente risanato dai lunghi sforzi necessari per eliminare l'inquinamento, che ha reso il pianeta su cui ci troviamo un inferno di miasmi mefitici. Si inizia con delle cupole in cui costruire degli habitat artificiali per varie specie animali che, raggiungendo determinati requisiti, potranno essere liberate: oltre a pulire il territorio, bisogna anche dedicarsi al perfezionamento dei loro ambienti, aggiungendo vegetazione e cibo, nonché apparecchi che permettano di gestire temperatura e umidità. All'inizio si tratta semplicemente di piazzare la tana e seguire le indicazioni della scheda riepilogativa, ma verso la fine del gioco gli animali aumentano, gli habitat s'incrociano, lo spazio diventa sempre più esiguo e le necessità si diversificano. Quindi si passa molto tempo a spostare oggetti da una parte all'altra, cercando di creare l'equilibrio necessario per fare la felicità dei nostri ospiti, fino a poterli lasciare andare per il mondo, liberi di riprodursi e ripopolare il mondo. I problemi da affrontare sono molteplici, come quelli di posizionamento degli oggetti di regolazione, che possono influire su più animali, andando magari a migliorare l'habitat di uno, peggiorando quello di un altro. Niente di insormontabile, soprattutto quando si sono sbloccate abbastanza tecnologie dai vari alberi delle abilità, le cui risorse sono collegate ai punti ricerca ottenibili costruendo centri scientifici autonomi o collegati alle risorse naturali o archeologiche del pianeta.

Anticapitalista?

BioEden non vuole stressare in alcun modo il giocatore, cui propone un modello gestionale all'antitesi di quelli a cui siamo abituati. Di solito si parte da una situazione di carenza o assenza di materie prime e bisogna esplorare l'ambiente circostante per poterne individuare e sfruttare le risorse, allargandosi sempre di più e schiacciando eventuali concorrenti, sia economicamente, sia militarmente. In titoli più complessi, il comportamento del giocatore viene in qualche modo problematizzato, ma in linea di massima non è negoziabile e non vengono date grosse alternative, almeno non tali da ribaltare la retorica che emerge dal modello stesso.

BioEden fa parte di un filone emerso negli ultimi anni, molto critico verso quelle che vengono viste come simulazioni di turbo capitalismo distruttivo, impregnate della filosofia della crescita infinita che va rivelandosi sempre più dannosa a livello globale. Pensate a Factorio e Satisfactory per avere un paio di esempi. Nel titolo di Broken Arms Games dobbiamo proprio rimediare ai disastri causati dall'illusione di poter sfruttare senza limiti i pianeti, seguendo nel caso le direttive di un collettivo galattico che si occupa di salvare quelli resi inabitabili dagli eccessi delle specie dotate di favella. Non che manchi la ricerca e l'estrazione delle risorse, ma il tutto viene riletto in una chiave molto diversa da quella tradizionale.

BioEden: Broken Arms Games presenta un gestionale solarpunk tra ambiente e simulazione BioEden: Broken Arms Games presenta un gestionale solarpunk tra ambiente e simulazione

Ad esempio, parlando di costruzione degli edifici, il punto di partenza è lo stesso: abbiamo sicuramente bisogno di fonti d'energia, come centrali solari o turbine eoliche e non possiamo vivere senza acqua pulita, ma ogni struttura che costruiamo ha un impatto sul pianeta e, a parte alcuni edifici fissi, che servono per alimentare gli altri, il giocatore è chiamato a riciclare in continuazione ciò che crea, lasciando l'essenziale, così da ripulire l'ambiente dal suo passaggio, tanto che verso la fine del gioco la mappa apparirà vuota, sia dall'inquinamento, sia dalla nostra presenza.

Creare gli habitat è questione di pochi click
Creare gli habitat è questione di pochi click

L'obiettivo, quindi, non è colonizzare, ma ripristinare e sparire, svolgendo le missioni che ci vengono date dal collettivo e dalla fazione scelta all'inizio del gioco. Da quest'ultima dipendono alcuni fattori come gli animali disponibili, bonus su ricerca o stoccaggio delle risorse e, chiaramente, le missioni di fazione, ma il gameplay rimane comunque incentrato sul costruire per cercare giacimenti, aree da bonificare e siti da studiare, per sbloccare nuovi strumenti, quindi ripulire il tutto godendosi il risultato. Un po' come accadeva in Terra Nil, un gioco a cui BioEden sembra guardare molto da vicino.

Poca varietà

BioEden funziona, ma tende a diventare ripetitivo dal mediogioco in poi, soprattutto quando bisogna dedicarsi lungamente alla pulizia di fiumi e laghi. Il gameplay non offre sfide particolari, puntando a rilassare il giocatore il più possibile, che ha sempre la possibilità di recuperare la situazione, anche quando appare critica.

Gli alberi delle abilità sono divisi per biomi
Gli alberi delle abilità sono divisi per biomi

Costruire troppo rende l'ambiente instabile, causando disastri naturali vari, come piogge acide o tempeste elettriche. Quindi ci si ritrova a procedere per gradi, dedicandosi all'area successiva solo quando si è sicuri che l'impatto delle nostre costruzioni non avrà effetti nocivi (sottolineati da sanzioni del collettivo). Quando si è entrati nel loop però, agire in un certo modo diventa scontato e il tutto si trasforma in un ripetere continuamente le stesse azioni: posizionamento di un'antenna per allargare il raggio d'azione dei nostri droni operai, estensione della rete elettrica, quindi costruzione degli edifici necessari per ripulire o fare ricerca. In effetti non c'è molto da costruire in BioEden, e non aspettatevi più varianti della stessa struttura, visto che, come detto, l'obiettivo finale è soprattutto quello di cancellare il proprio passaggio. Sorge però il problema che da un certo punto in poi si rimane a corto di cose da fare, con gli obiettivi che si ripetono, tra animali da liberare e porzioni di pianeta da ripulire.

Le mappe non offrono grosse sorprese
Le mappe non offrono grosse sorprese

I biomi del pianeta stesso non offrono grossi spunti in tal senso. Certo, possiamo avere una zona verde con tanta vegetazione, o la classica savana, o un deserto viola, o un terreno roccioso particolarmente brullo, che esteticamente sono diversi tra loro, ma le cose da fare per ripulirli sono identiche, quindi lavorare su uno o sull'altro non fa grande differenza. Anzi, come spiegato, da un certo momento in poi, aumentano solo le lungaggini, visto che di risorse ce ne sono sempre a sufficienza e non ci sono nemici da tenere a bada. Diciamo che una o due partite complete si giocano tranquillamente (una partita dura circa 20 ore), quantomeno per rendersi conto delle differenze tra le fazioni e per vedere altri animali, ma che mancano stimoli per continuare.

Considerazioni varie

Dal punto di vista tecnico non c'è molto da dire su BioEden: è un gestionale dalla grafica minimale, in cui si passa la maggior parte del tempo ad ammirare dal cielo una mappa esagonale, piena di oggetti stilizzati. Va meglio entrando nelle cupole, dove ci sono animali e piante che danno vita a dei diorami animati niente male, ma non certo da strapparsi i capelli. D'altro canto anche gli animali non è che facciano molto: vanno a mangiare, a bere o ad accoppiarsi, con quest'ultima azione che si svolge dentro la tana. Quando sono in tanti, osservarli per qualche momento diventa piacevole, ma non c'è niente che faccia restare o ritornare. Lo stesso si può dire della colonna sonora, formata da musiche di sottofondo da lounge bar hipster, che quasi spariscono durante il gameplay, diventando presto rumore di fondo. Sia chiaro, va bene così, nel senso che se fossero state troppo presenti avrebbero rischiato di appesantire cognitivamente il giocatore, in contrasto con il tipo di esperienza proposta, che mira a tutt'altro. Ecco, in questo senso BioEden è ecologico anche con il vostro cervello: lo carezza, lo calma e poi lo abbandona senza sbattere la porta e senza lasciare grosse tracce.

Conclusioni

Versione testata PC Windows
Digital Delivery Steam, Epic Games Store, GoG, PlayStation Store, Microsoft Store, Nintendo eShop
Multiplayer.it
7.0
Lettori
ND
Il tuo voto

Se cercate un gioco rilassante, concettualmente e nel gameplay, nonché profondamente ecologista, BioEden è ciò che fa per voi. Alla lunga diventa un po' ripetitivo, ma qualcuno potrebbe trovarlo perfetto proprio per la sua mancanza di tensione cognitiva. È un titolo molto compatto e morbido, quindi, vicino come filosofia a quella dei cozy games, e sicuramente può essere visto come un'alternativa concreta al logorio del videogiocare moderno, senza scadere nel mobile game. Certo, non dice granché ed è un'esperienza che quasi non lascia traccia, ma a determinate condizioni può valerne la pena.

PRO

  • Sovverte la retorica dei gestionali standard
  • Concettualmente affascinante

CONTRO

  • Diventa ripetitivo dal mediogioco
  • Rilassa al punto che non lascia traccia
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Abbiamo recensito il gioco grazie ad un codice fornito dall'editore.
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